martedì 15 Giugno 2021
martedì, Giugno 15, 2021
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RIVAROLO CANAVESE – Apertura della stagione di residenze d’artista a Casa Toesca

RIVAROLO CANAVESE – Apertura della stagione di residenze d’artista per l’anno 2017 a Casa Toesca.

Domenica 12 febbraio Areacreativa42 ha ospitato per l’intera giornata gli artisti Zuzana Pernicová e Giacomo Montanelli, finalisti della III edizione dell’Art Prize CBM (2015-16) per la sezione Under30 ed entrambi coinvolti in progetti di residenza presso la sede dell’associazione.

La giornata si è aperta con la performance “Le case di carta” guidata dalla Pernicová (Brno, Repubblica Ceca | 1987), che ha coinvolto attivamente il pubblico in un vero e proprio esperimento sociale. I partecipanti, provvisti di carboncino e forbici, sono stati invitati a entrare dentro a cilindri di carta di diversa altezza e a seguire i propri istinti e percezioni in silenzio. Disegnando e ritagliando a piacimento la propria ‘abitazione’ e intrecciando relazioni con i ‘vicini’, hanno potuto riflettere sui concetti di solitudine e di comunicazione, sul desiderio di aprirsi per liberarsi o di guardarsi intorno, ma più in generale sui rapporti interpersonali, di cui necessitiamo – spesso inconsciamente – in quanto esseri umani.

L’artista, attualmente in residenza, trarrà spunto proprio da queste testimonianze per dare vita ad una nuova produzione, senza tuttavia mettere da parte il suo approccio artistico: i diari d’artista, sui quali è solita annotare con disegni e pitture sensazioni ed esperienze, che sono il mezzo per un itinerario aperto ad accogliere suggestioni date da luoghi e persone, in un percorso che parla di solitudine e incomunicabilità, di esistenza e memoria.

La giornata ha avuto seguito nel pomeriggio con la presentazione del catalogo d’artista del toscano Montanelli (San Miniato, Italia|1996), a documentazione della residenza svoltasi lo scorso luglio e conclusasi in ottobre con la mostra “Adesso”, a cura di Karin Reisová e Elena Ambrosi. Traendo spunto dall’analisi degli edifici industriali dei due grandi opifici di Rivarolo (Salp e Vallesusa) e delle sponde incolte e desolate del fiume Orco, il giovane ha fatto della residenza occasione preziosa per raccontare – con vivida sensibilità e placida ironia – di quei luoghi “negati” e “inaccessibili” che ci circondano esternamente, ma che allo stesso tempo si rispecchiano in noi stessi e nella nostra solitudine interiore.

A seguire gli artisti hanno proposto al pubblico due workshop di disegno e collage cogliendo l’occasione per raccontare qualcosa di sé e presentare i propri lavori.

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