di Alessandra Hropich scrittrice per Bibliotheka Edizioni e You Can Print (www.youcanprint.it)

Incontro con grande piacere nonché curiosità, il Sottosegretario per via dei suoi molti impegni e riconoscimenti che gli sono stati attribuiti nel corso della sua carriera in ambito militare.

Domanda: Sottosegretario, sappiamo che Lei é molto attento al sociale. Ce ne parli.
Risposta: Quando affronto il sociale, dico che sono un pentito. Mia nonna, morta di Alzheimer, mi ha portato ad interessarmi alle persone in difficoltà. Mi sono reso conto della necessità di un aiuto, che serve volontariato. Che aiutare il prossimo significa interpretare i veri valori di riferimento.

Domanda: Concretamente, cosa ha fatto?
Risposta: Ho iniziato a collaborare con Cure 2 children, poi con la Caritas con cui ho ancora buoni rapporti. Come militare, ho potuto e posso dare il mio sostegno.

Domanda: D’accordo su quanto Lei afferma ma trovo sempre molto singolare, nonché bello che un Sottosegretario alla Difesa prenda a cuore concretamente il problema della disabilità.
Risposta: Aggiungo che il problema della disabilità lo abbiamo dovuto affrontare, in ambito militare, quando tanti giovani sono tornati disabili. Abbiamo capito che erano risorse che, grazie alla nuova situazione, possono ancora dare molto nel lavoro. Consapevoli che tutti noi, prima o poi, arriveremo ad un momento in cui saremo meno abili.

Domanda: Lei é stato eletto per diversi anni negli organismi di rappresentanza del personale militare, ricevendo premi e medaglie. Quale ricorda di più e perché?
Risposta: Il premio simpatia che mi ha attribuito il Comune di Roma. Non per la mia simpatia ma per l’attività svolta, per i rapporti che siamo riusciti a creare. Il premio Santa Caterina da Siena é stato un ottimo riconoscimento a sostegno dei valori primari. Poi sono stato Presidente Cocer, ovvero, l’ Organismo di rappresentanza del personale militare, in cui non si comanda per il grado ma devi cercare soluzioni condivise che tutelano le esigenze di tutte le categorie e forze armate, questo, il riconoscimento più bello! (A tal proposito, il Sottosegretario mi mostra la maglia con grande orgoglio).

Domanda: possiamo allora dire che Lei è un personaggio diplomatico?
Risposta: Si, basta essere umili, saper ascoltare.

Domanda: Quale progetto ha nel cassetto?
Risposta: Il mio progetto é quello di far capire cosa significa la condizione militare. Far capire cosa significa la condizione militare, far capire i valori degli uomini e donne con le stellette. L’ Italia manca di valori e le forze armate possono continuare ad essere dei reali assetti di riferimento per il paese. Il mio obiettivo é questo.

Domanda: Nella vita e nel Suo attuale incarico, cosa La rende felice?
Risposta: La tranquillità familiare. Cercare di essere, nel mio incarico, coerente con i miei valori per potermi guardare allo specchio tutte le sere. Felicità é affermare con orgoglio di lavorare nell’interesse di questo paese, sperando di poter dare ai miei figli un paese migliore.

Domanda: Cosa ritiene di aver imparato dalla Sua famiglia?
Risposta: L’ insegnamento dei miei genitori é quello di non coltivare l’ odio e capire le situazioni, per andare oltre, verso il futuro.

Domanda: Ci dica la Sua felicità privata.
Risposta: (sorride) Un bel piatto di spaghetti all’amatriciana, un barbecue con salsiccie e coste di maiale, bistecca alla fiorentina. E bere vino Chianti che si abbina bene con la bistecca.

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