POLITICA – Riceviamo e pubblichiamo:

«Il modello della Democrazia Partecipativa prevede che i cittadini, tramite lo strumento del Bilancio Partecipativo e mediante forme assembleari, possano scegliere priorità di spesa e progetti da finanziare.democrazia (Rid)

Il principio è incredibilmente semplice : una commissione di cittadini, estratti a sorte fra coloro che si sono candidati, insieme ai tecnici del Comune elabora delle proposte selezionando i progetti presentati dagli stessi cittadini che potranno votare con un referendum il progetto da presentare in Consiglio Comunale per la sua approvazione e messa in opera. Ogni anno è possibile presentare un numero di progetti congruo con l’entità della quota economica messa a disposizione dal Comune.

Questo modo di perseguire la partecipazione democratica rende l’amministrazione maggiormente responsabile nei confronti dei cittadini e i cittadini imparano a sentirsi parte di una collettività sulla base del principio sovrano che l’interesse pubblico è anche il loro. Gli ambiti che possono divenire oggetto di discussione e proposta da parte dei cittadini sono quelli della tutela dell’ambiente, della salute, dei servizi sociali, ma anche nel settore della tutela dei consumatori e della localizzazione delle infrastrutture.

Ci interroghiamo infine su come mai altre forze politiche abbiano deciso di proporre questo modello, che peraltro si ritrova nel nostro programma elettorale -elezioni 2014 del comune di Borgaro – ma siamo lieti che le buone idee non abbiano colore e identità partitica, purchè non si tratti di snaturare il principio fondante della trasparenza e della partecipazione su cui si basano molte delle proposte del M5S.

E se poi se si è a corto di idee, smettiamola con le polemiche inutili, il M5S è sempre disponibile a mettersi al servizio delle giuste cause.

Consigliere Cinzia Tortola e Piero Calza »

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