BORGIALLO – G.T. Società Cooperativa Sociale è nata nel 2005 , orientata, inizialmente, sulla gestione di case di riposo, di comunità per disabili o per minori, ma progressivamente specializzata nell’assistenza agli anziani.

Da quel momento si occupano della gestione di varie strutture a Torino e in provincia, fra cui l’Istituto “Domenica Romana” di Castellamonte, per un totale di Borgiallo - Migrato (1) (RID)circa 400 posti letto”.

«Quattro anni fa è giunta la richiesta di occuparsi dell’accoglienza dei migranti, – spiega il Presidente Guido Mussini – è abbiamo dato la nostra disponibilità.»

Diversamente da altre realtà, G.T ha scelto di occuparsene dividendo i migranti in piccoli gruppi e inserendoli in alloggi. «Tutto è cominciato con l’ondata di sbarchi seguita alla guerra civile divampata in Libia – continua il presidente – Allora siamo stati contattati dalla Regione, così come altre cooperative con esperienza nel settore sociale, per la gestione di un primo gruppo di richiedenti asilo. Abbiamo quindi avviato un progetto sperimentale a Castellamonte, che si è concluso nel 2013, ma che ha dato buoni frutti al punto che, con la seconda fase dell’emergenza profughi, ci siamo aggiudicati le gare d’appalto del febbraio 2014 e del gennaio 2015 per l’accoglienza nelle aree di Castellamonte-Cuorgnè, Rivarolo-Bosconero e del chivassese.»

Borgiallo - Migrato (RID)Dal 2014 le Prefetture a livello nazionale sono incaricate della distribuzione territoriale dei profughi che raggiungono con vari mezzi di fortuna i nostri confini, marittimi (Sicilia e Lampedusa) e terrestri (Gorizia).

“La nostra strategia, che finora si è rivelata vincente, si è basata sulla concentrazione dei richiedenti asilo in piccoli nuclei, il più possibile omogenei per cultura e regione di provenienza – prosegue Mussini – Questo con il duplice obiettivo di evitare una saturazione dei centri urbani e di ottimizzare l’inserimento di queste persone, provenienti da realtà completamente diversi da quella italiana, nel tessuto sociale canavesano, fatto di Comuni di piccole dimensioni. Questo ci ha consentito di limitare al minimo le tensioni e i diverbi con i residenti”.

Attualmente la Cooperativa si occupa di 120 richiedenti asilo, di cui 66 in Canavese: 24 a Castellamonte, 6 a Cuorgnè, 25 a Borgiallo e 11 a Bosconero. Di questi, 28 provenienti dal sub-continente indiano (Bangladesh e Pakistan) e 38 da vari Paesi Africani (Africa Sub-Sahariana e Africa Orientale).

«Le fasi fondamentali sono quattro, scandite dalle tempistiche burocratiche per i documenti – spiega la Coordinatrice dei Mediatori Culturali Eleonora La Rotella – innanzitutto l’accoglienza alle persone appena sbarcate e disorientate accompagnarle. Poi la seconda fase che parte dal primo permesso soggiorno che dura sei mesi, durante il quale gli utenti non possono lavorare, ed utilizzano questo periodo per imparare l’italiano e per inserirsi sul territorio. A questo segue un secondo permesso che offre il diritto di lavorare. Si intensifica il percorso di lingua italiana e si procede all’inserimento lavorativo. L’ultima fase coincide con il riconoscimento di protezione internazionale umanitaria, diventano rifugiati o titolari di altre forme di protezione. Ultimo percorso, che è sempre di sei mesi – conclude – serve a renderli totalmente autonomi sul territorio, nel gestire ogni aspetto della vita quotidiana. L’obiettivo è responsabilizzarle gradualmente in modo che non diventino dipendenti dall’assistenzialismo.»

La cooperativa sottolinea che la presenza di questi gruppi di stranieri per un forzatamente lungo periodo ha portato anche degli indubbi ritorni economici, sia per le attività commerciali locali, sia per i proprietari delle case in affitto.

«Quando abbiamo avviato il progetto cinque mesi fa – aggiunge il Sindaco di Borgiallo, Francesca Cargnello – c’è stato un allarme sociale poiché il problema tocca sensibilità opposte, nonostante ciò, ora dobbiamo riconoscere il lavoro positivo della cooperativa e ringraziarla. Il lavoro sociale di questi ospiti in sinergia con l’amministrazione sta dando buoni frutti e loistituzionalizzeremo ancora di più con la Prefettura, per dimostrare che sono persone utili alla comunità e non tolgono lavoro a nessuno, poiché si offrono volontari per ringraziare il paese che li ha accolti. La gestione non ha creato nessun tipo di problema e semmai ci sono stati conflitti, sono stati gestiti in modo ottimale.»

«La cosa più importante – conclude Mussini – è la crescita di posti di lavoro: solo per la gestione di questo progetto la cooperativa ha provveduto ad assumere 12 operatori.»

GUARDA L’INTERVISTA

LASCIA UN COMMENTO

Please enter your comment!
Please enter your name here