LEINÌ – A Leinì si torna a teatro e va in scena l’ultimo atto di una brutta commedia.

Gli attori trascinatori dell’opera sono l’arroganza, il pressapochismo e l’incompetenza. Di fronte a simili talenti, la giunta, nata su un programma di buoni propositi, M5S LEINI (RID)collaborazioni tra le forze politiche e unicorni, naufraga e affoga nel mare della propria superbia.
Nel primo dei due consigli comunali di carattere ordinario la maggioranza deficita di presenza. Nel momento chiave del suo operato, l’approvazione del bilancio ossia la vera politica che cambia i destini di un paese, la maggioranza perde per strada i pezzi e si presenta tristemente incompleta senza riuscire a garantirsi i numeri legalmente necessari per procedere.
Sorpresi? Noi, nemmeno un po’. Dopo quattro consigli in cui la minoranza ha garantito i numeri per far svolgere la seduta, deduciamo che chi governa non sia stato in grado di leggere e riparare alle proprie pecche. D’altronde lo diceva un noto inesperto “se vuoi imporre le tue idee, devi avere la forza per sostenerle”. Ah, se la maggioranza avesse candidato Machiavelli, o almeno qualche suo fan, quante grane e indecorose figure si sarebbero risparmiati!
La verità, in soldoni, è che questa maggioranza paga oggi con tutti i relativi interessi l’anno scarso di amministrazione in cui più che per compiere fatti hanno impiegato per sottolineare la differenza tra loro, che hanno vinto, e gli altri, che hanno perso. Gli altri che non erano niente, che non contavano, che erano logorati dal loro fallimento elettorale e che dovevano stare zitti al proprio posto mentre a colpi di alzata di mano i detentori del titolo si prendevano spazi e applausi.
E poi? E poi Davide sconfigge Golia. Con l’unico suo strumento a disposizione: la presenza sul campo di battaglia. Con questa piccola fionda, la minoranza insegna una lezione che non è mai troppo tardi per imparare. Chiamatelo “Karma” ,”legge del contrappasso” o più semplicemente “chi semina vento raccoglie tempesta”, il risultato non cambia.
Certamente le cose sarebbero potute andare in modo diametralmente opposto. Sarebbe bastata un po’ più di buona volontà nella gestione dei rapporti con le forze politiche avversarie, un po’ di umiltà e non l’aver completamente disatteso la promessa di coinvolgimento e collaborazione con chi rappresenta buona parte dei leinicesi, quindi con i cittadini stessi. Preferire il dialogo alle manie di onnipotenza. Si è optato per l’arroganza e il sottovalutare continuo delle problematiche e delle idee altrui. A questa arroganza si sono conformati tutti, chi più chi meno, tecnici e figure di garanzia compresi. A questo punto possiamo anche perdonare il “grazie” ironico rivoltoci a seduta chiusa perchè, si sa, è uso comune di chi è pieno di sé criminalizzare e responsabilizzare gli avversari presenti, più che fare autocritica con gli alleati dispersi.

Gruppo consiliare Moviemnto 5 Stelle Leini

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