SETTIMO TORINESE – Al centro della maxi operazione anticontrabbando della Guardia di Finanza di Torino e dell’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli, lo stabilimento Yesmoke dei fratelli Carlo e Gianpaolo Messina.

yesmoke Le investigazioni, intraprese nel luglio 2013, hanno permesso di individuare un’articolata organizzazione delinquenziale che, assicurandosi l’approvvigionamento delle merci dallo stabilimento di produzione italiano, le destinava ai mercati illegali di tutta Europa, attraverso una base operativa collocata in Germania, incaricata della “commercializzazione” delle sigarette contrabbandate.

Gli elementi sinora raccolti hanno evidenziato il coinvolgimento nei fatti illeciti accertati dei responsabili della società produttrice italiana e di taluni dipendenti della stessa, i quali, a far data dal 2011, hanno realizzato, attraverso fittizie esportazioni di sigarette italiane in Stati e territori extra UE, una consistente evasione dell’accisa e dell’IVA sul prodotto.

In particolare, il meccanismo di frode attuato dal sodalizio criminale consisteva nel simulare cessioni all’esportazione di tabacchi lavorati a marchio “Yesmoke”, prodotti in Italia, che, invece, non abbandonavano mai il territorio dell’UE ovvero ne uscivano temporaneamente per esservi in seguito reintrodotti illegalmente, in entrambi i casi senza il pagamento delle imposte dovute. Le sigarette indirizzate verso partner commerciali con sede in Stati extra UE (principalmente Ucraina, Moldavia e Turchia), ovvero verso imprese formalmente ubicate in Paesi con particolari regimi fiscali e/o politici (Transnistria), avevano come destinatarie società estere risultate inesistenti, operanti in settori diversi ovvero prive di autorizzazione al commercio dei tabacchi.

La ricostruzione delle operazioni illecite realizzate dal sodalizio criminale ha portato alla luce un’evasione milionaria quantificata, allo stato delle indagini, in 70 milioni di euro per l’accisa e oltre 20 milioni per l’IVA, imposte sottratte alle casse dell’Erario a partire dal 2011 sino al 2014.

In ragione degli ingenti profitti derivanti dall’attività criminale sono stati, altresì, sottoposti a sequestro preventivo d’urgenza per equivalente i beni mobili ed immobili, i conti correnti di cui gli arrestati hanno effettiva disponibilità e l’intero complesso aziendale della Ysmoke, immediatamente affidato in custodia giudiziale ad un amministratore nominato dall’Autorità Giudiziaria.

 

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