mercoledì 4 Agosto 2021
mercoledì, Agosto 4, 2021
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Maddalena e il “Nodo della Giustizia”

RIVAROLO CANAVESE – A inaugurare l’anno accademico 2013-2014 dell’Unitre Rivarolo-Favria-Feletto, venerdì 11 ottobre, presso il salone dell’Oratorio San Michele, è stato il Procuratore Generale della Repubblica presso la Corte d’Appello di Torino, Marcello Maddalena, che per circa due ore ha affrontato il tema relativo al “Nodo della Giustizia”.

«Men che mai mi aspettavo di vedere tante persone presenti. – Ha introdotto Maddalena – Sono stato invitato a questo incontro dal dottor Gian Savino Pene Vidari che conosco dai tempi dell’Università, e quando mi ha chiamato stavo leggendo un articolo pubblicato sull’Avvenire di Paolo Borgna, Procuratore Aggiunto a Torino, dove viene affrontato proprio il tema giustizia. L’articolo è stato pubblicato il 3 settembre scorso, proprio durante il periodo caldo del dibattito politico e istituzionale sulla cosiddetta agibilità politica di Berlusconi, in seguito alla condanna avvenuta ad agosto. Nel suo articolo, Borgna scrive: “Ebbene, è fuori discussione che da decenni esista in Italia un irrisolto problema giustizia. Questo problema si chiama: lentezza dei processi; disomogenea effettività e grave ritardo della risposta giudiziaria; conseguente utilizzo della custodia cautelare come unica ed efficace risposta a fenomeni criminali allarmanti; conseguente inadeguatezza e sovraffollamento della carceri; diffusione indebita e non sanzionata delle intercettazioni telefoniche. Questi sono i motivi per cui l’Italia è troppo spesso condannata da Strasburgo. È chiaro però che nessuno di questi mali riguarda il processo conclusosi il 1° agosto nei confronti di Silvio Berlusconi. I suoi sostenitori non lamentano certo un’eccessiva lentezza del procedimento ma, casomai, una sua eccessiva speditezza dopo la lunga fase di primo grado. E Strasburgo non ci ha mai sanzionati per eccessiva speditezza. Né Strasburgo ha mai rimproverato al sistema giudiziario italiano una sua ventennale contrapposizione al sistema politico o a una parte di esso”. Se non verrà pronunciata la decadenza – ha proseguito Maddalena – avverrà comunque e non potrà non essere aggiunta una pena accessoria all’interdizione dei pubblici uffici, da un minimo ad un massimo di tempo, ma ci sarà. Se si pensava che questo potesse influire o favorendo l’imputato ai suoi determinati processi, finalmente si potrà ricominciare a discutere senza avere questa cappa di riferimento alle vicende giudiziarie dell’ex Presidente del Consiglio. Mentre negli altri stati c’è una certa solidarietà nazionale tra il Governo e la Magistratura, qua è il contrario. A mio avviso i Magistrati italiani sono molto capaci e bravi. In Italia c’è uno scollamento che è estremamente pericoloso. Una delle cose che chiedono i cittadini alla legge è la certezza del diritto, ossia di ciò che avviene a conseguenza di un determinato comportamento. Prendete un settore immigrazione clandestina, il tribunale di tornò che notoriamente capitava che se non avevano ottemperato , a seconda delle sezioni venivano condannati o assolti. E inevitabile che di fronte allo stesso tema ci siano valutazioni diverse, per diversità di opinioni. Il Giudice è come l’insegnante, ma sul piano del Pubblico Ministero sarebbe come decidere che qualcuno fa l’esame e qualcuno no. È necessario, che ci sia conformità almeno nell’ambito della stessa Procura, per questo sono sempre stato favorevole al fatto che, almeno in Procura ci fosse un ufficio gerarchico. Le riforme che devono e possono essere fatte nell’ottica di migliorare il sistema giustizia devono riguardare da un lato la velocità, apportando semplificazioni e dall’altro fare in modo di favorire una certezza del diritto: prevedibilità dei comportamenti, utile anche per l’economia: se manca questo, viene a mancare l’incentivo di portare capitali in Italia. Dobbiamo riconoscere questa frattura – ha concluso – perché il problema tra Magistratura e Politica è un nodo davvero grosso.»

Ad ascoltare il Procuratore un pubblico attento e interessato, così com’era attento all’introduzione dei corsi dell’anno accademico 2013-2014, dal Professor Poli, anche quest’anno, numerosi e ricchi di novità, come il nuovo corso di Agraria dedicato, in modo particolare, agli orti urbani.

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