venerdì 17 Gennaio , 2020

Intervista a Maurizio Giunco, vice Presidente Confindustria Radio Tv

di Alessandra Hropich scrittrice per Bibliotheka Edizioni e You Can Print

Incontro per voi lettori di ObiettivoNews, il Vice Presidente di Confindustria Radio Tv e Presidente dell’ Associazione Tv locali, Maurizio Giunco.

Mi colpiscono di lui dapprima la gentilezza e disponibilità, poi, man mano che racconta il suo percorso, noto il suo entusiasmo, la preparazione e la sua raffinatezza. Una persona dai modi gentili e un vero artista dalle mille passioni, in primis, quella per la chitarra che suona con grande voglia di migliorarsi sempre. Ho voluto conoscere meglio un settore particolare, come quello radiotelevisivo e chi dunque meglio del Vice Presidente Giunco poteva illuminarci?

Domanda: Vice Presidente Giunco, esiste oggi Confindustria Radio Tv e prima?
Risposta: Prima esisteva la FRT, la Federazione Radio Televisione. In FRT sono stato circa venti anni. Ero e sono Presidente dell’Associazione Tv locali.

Domanda: Quindi, lei già si occupava di Tv, perché dunque creare Confindustria Radio Tv?
Risposta: Una decina di anni fa si è deciso di aderire a Confindustria. Il motivo? Perché necessitavamo di maggiore rappresentatività nel campo delle Tv nazionali. In Confindustria rivesto le stesse cariche che avevo in FRT. Noi abbiamo fatto, qui in Confindustria, uno statuto, limitando l’accesso delle TV in base al numero dei dipendenti e degli ascolti.

Domanda: Perché, questa regola riguardante i dipendenti e gli ascolti?
Risposta: Le Tv e le Radio che noi rappresentiamo debbono avere dipendenti ed ascolti, sennò che servizio pubblico offrono? Politicamente parlando, possiamo interessare il Legislatore anche in materia di contributi a favore di certe Radio e Tv.

Domanda: I contributi ci sono sempre stati o sbaglio?
Risposta: La Legge 448 distribuiva i contributi a pioggia. Noi siamo riusciti a sensibilizzare il Legislatore nel senso che deve essere dato un contributo a patto che ci sia occupazione. Se la Tv prende un contributo in virtù del servizio pubblico, ci debbono essere ascoltatori e dipendenti. Oggi, cento Tv prendono contributi, altre sessanta invece prendono un contributo irrilevante. Prima erano quattrocento. Ora si garantisce davvero il servizio pubblico.

Domanda: Come nasce questo suo interesse per il settore radiotelevisivo?
Risposta: C’erano troppe Tv e troppe Tv inutili, servivano regole chiare ed avere tutto in regola.
La meritocrazia non era da premiare, purtroppo, tutto ciò mi ha spinto verso questo settore da regolamentare, ed è quello che è stato poi fatto.

Domanda: È quasi superfluo, quindi chiederle se è soddisfatto.
Risposta: Sì, sono soddisfatto. Ora bisogna resistere ma il nodo principale è stato sciolto, come già le ho spiegato nella risposta precedente.

Domanda: Al di là dei contributi, cosa avete modificato ancora?
Risposta: Abbiamo spinto perché venisse inserito un limite di orario delle televendite nella nuova norma dei contributi. Nel 2020, le Tv potranno fare televendite per il 20% della programmazione.

Domanda: Siete sgraditi a qualcuno per questo vostro rigore?
Risposta: Noi crediamo che fare Tv sia una cosa seria e non siamo graditi a chi non fa veramente televisione. Una contestazione che ci fanno è: “Una Tv che si occupa di un piccolo territorio non può avere dipendenti!”
Noi abbiamo associati grandi e piccoli ma bisogna fare le cose in regola.

Domanda: Lei è fin troppo chiaro ed esaustivo, ora però ci racconti qualcosa del suo privato.
Risposta: Essendo io uno che non sa stare fermo, non riesco a riposarmi e, quindi, occupo il mio tempo dedicandomi agli hobby.

Domanda: Ci racconti qualcuno dei suoi hobby.
Risposta: Suono la chitarra, sono musicista. Ho un gruppo, faccio rock sinfonico. Mia moglie mi dice di stare fermo un secondo, ma è inutile. Poi sono istruttore subacqueo CMAS, che è la Confederazione subacquea, ho insegnato per molto tempo. Poi sono pilota di aereo ed elicottero. Vado in bici da corsa ed infine amo e pratico lo sci.
Per quanto riguarda le attività intellettuali, studio e leggo libri politici e saggi. Ma sappia che qualche hobby è per me, fonte di studio.

Domanda: Hobby fonte di studio?
Risposta: Certo, perché io, le cose, voglio farle per bene. É un difetto talvolta perché vorrei eccellere in una cosa e, quindi, il mio hobby diventa ricerca del perfezionismo.

Domanda : I suoi tanti interessi sono ormai chiari ma, a questo punto, ci deve dire quale hobby è il suo preferito o prediletto.
Risposta: La musica è stata la mia prima passione. Una persona la conosci nel momento in cui la senti suonare. Comunque io mi accorgo di avere sempre da imparare e l’aspettativa è sempre più alta.

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