SAN GIUSTO CANAVESE – Ha vinto lo Stato a San Giusto Canavese. Dove la famiglia del boss del narcotraffico Nicola Assisi aveva costruito nel 2000 una grande villa con giardino, nascerà presto un progetto di restituzione alla collettività.

La villa, sequestrata e sgomberata definitivamente nel maggio 2018, è stata assegnata dall’ANBSC – l’Agenzia nazionale per i beni sequestrati e confiscati alla criminalità organizzata – alla Città metropolitana di Torino che la renderà nuovamente agibile (dopo un incendio doloso dell’estate 2018) grazie ad un supporto finanziario individuato dalla Regione Piemonte e la assegnerà poi individuando, con bando pubblico, il miglior progetto sociale presentato dal mondo associativo.

L’8 agosto a San Giusto Canavese la conferenza dei servizi tra ANBSC, Prefettura di Torino, Regione Piemonte, Città metropolitana e Comune di San Giusto Canavese ha sancito l’avvio di questo iter lungamente preparato nell’ultimo anno dalle istituzioni. 
Alla conferenza dei servizi erano presenti anche esponenti delle realtà associative in prima linea nell’impegno contro le mafie, don Luigi Ciotti con numerosi attivisti di Libera Piemonte ed anche Avviso Pubblico, rappresentato dal suo presidente Roberto Montà, consigliere metropolitano e sindaco di Grugliasco e da Diego Sarno consigliere regionale del Piemonte. 
Un’alleanza in nome della legalità, la forte volontà di dimostrare la presenza dello Stato e le fasce tricolore dei numerosi sindaci presenti alla firma ne sono stata la dimostrazione visiva.

L’intesa è stata siglata dal prefetto di Torino Claudio Palomba, dal direttore dell’ ANBSC Bruno Frattasi, dal direttore regionale dell’ Agenzia del Demanio Rita Soddu, dal presidente della Regione Piemonte Alberto Cirio, dalla sindaca metropolitana Chiara Appendino e dal sindaco di San Giusto Canavese Giosi Boggio.

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