TORINO – Sono proseguite fino alla tarda serata di ieri le operazioni di messa in sicurezza dell’area del carcere di Torino in cui è crollato un capannone, in fiamme a causa di un petardo, o un fumogeno, lanciato durante la protesta degli antagonisti per gli arresti al corteo anarchico di sabato.

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“Condanniamo fermamente il gravissimo gesto contro una istituzione dello stato democratico, presidio della legalità e della civile convivenza – commenta Leo Beneduci, Segretario generale dell’Osapp, Organizzazione sindacale autonoma polizia penitenziaria – L’episodio deve far mantenere alta la guardia contro i fenomeni anarco-insurrezionalisti – aggiunge – la cui escalation potrebbe far ripiombare l’Italia negli anni più bui della storia democratica”.

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Ingenti i danni causati alla struttura. Il petardo è caduto nell’isola ecologica tra il padiglione ‘C’ e il padiglione ‘B’, provocando la combustione di rifiuti, poi le fiamme si sono propagate al vicino capannone, dove alcuni detenuti seguono un corso di pasticceria. “Sollecitiamo il direttore del carcere – conclude Beneduci – a mettere in sicurezza tutte le aree dell’istituto, eliminando le discariche a cielo aperto create nel corso degli anni all’interno del carcere e nei pressi della seconda caserma, vicino all’aula bunker, e le sterpaglie che si trovano lungo l’intercinta e nel parcheggio della terza caserma, perchè sono un pericolo per la sicurezza e la salute di tutti”.

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