lunedì 15 Aprile 2024

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Coordinamento Regionale Presidenti di Consiglio d’Istituto Piemonte al 54,3%

Oltre 285 gli istituti rappresentati

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PIEMONTE – Il Coordinamento Regionale Presidenti di Consiglio d’Istituto del Piemonte, nato nel 2019 come aggregazione di “mutuo aiuto e confronto” tra i Presidenti dei Consigli di Istituto del Piemonte, ha raggiunto in questi giorni una partecipazione degli istituti regionali pari al 54,3%, più di 285 gli istituti rappresentati.

Poco dopo la sua nascita il Coordinamento si è trovato ad occuparsi prevalentemente delle emergenze relative alla pandemia nella scuola, gettando le basi per un valido confronto su molte tematiche, alcune assolutamente nuove e che esulavano dal mandato di Presidenti, ma dovute all’emergenza sanitaria.

Dopo l’adesione di un discreto numero di Presidenti al Coordinamento (proprio a causa dell’emergenza) e la creazione di un Direttivo che si è, tra le altre cose, adoperato a rappresentare le componenti della scuola davanti alle istituzioni locali (comunali, Provinciali e Regionali), in un momento post-pandemico di apparente normalità, il Coordinamento ha pian piano cambiato pelle: da spazio di mutuo aiuto a think-tank, quindi soggetto nel quale si fa pensiero e lo si porta nei tavoli istituzionali come sensibilità dei Presidenti.

Nell’ultimo biennio, con la rappresentatività salita ad oltre il 50% degli istituti statali del Piemonte e al 10% degli istituti paritari, il coordinamento è diventato vero punto di riferimento per la formazione e il supporto ai presidenti.

Nel Coordinamento confluiscono dunque le ricchezze di centinaia di osservatori locali. Gli eventi di formazione sono aperti anche ai rappresentanti eletti in seno ai singoli consigli scolastici; l’ultimo di questi si è tenuto lo scorso martedì 13 febbraio 2024, grazie alla disponibilità del nostro consulente, Prof. Federico Morgando, membro del coordinamento e DS in quiescenza ed è stato seguito da oltre un centinaio di persone, pronti a formarsi per fare meglio il proprio servizio.

Una collaborazione, quella tra i Presidenti del CDI (Consiglio d’Istituto), che si basa anche sul quotidiano scambio di informazioni e domande nei gruppi WhatsApp e in un “repository” dello storico dei temi trattati, su piattaforma Discord.

All’interno del Coordinamento è eletto un Direttivo, che nomina due coordinatori o portavoce, e che offre il servizio di gestione delle attività del coordinamento con, al suo interno, gruppi di lavoro composti sempre da presidenti volontari, in carica o a fine mandato. L’esperienza di chi ha custodito l’incarico per anni è ricchezza per chiunque si affacci a questo ruolo di responsabilità.

Tra i gruppi di lavoro sono presenti: la segreteria, che svolge un ruolo preziosissimo di gestione delle iscrizioni, delle comunicazioni ufficiali e che smista i temi di confronto nati nelle chat WhatsApp perché i presidenti possano ricevere adeguato supporto alle problematiche che affrontano quotidianamente nel proprio istituto. Il gruppo normativa e formazione che costruisce il programma formativo dell’anno e fornisce consulenza ai Presidenti che la richiedono. Il gruppo inclusione che segue il tema dell’inclusione all’interno della scuola, agendo là dove è richiesto il contributo e partecipa alle riunioni del GLIR in seno all’Ufficio Scolastico Regionale. Il gruppo comunicazione che gestisce i canali social, Facebook e Telegram. Il gruppo incontri istituzionali che prepara gli incontri e i follow-up. Il gruppo che segue l’iter del coordinamento nazionale e riporta al regionale per rendere omogenea la crescita. Il gruppo fondi che è attento al monitoraggio dei fondi, pubblici e non, alle linee guida e a come a diversi livelli si finanzia la scuola pubblica, portando la sensibilità dei CDI in merito alla loro governance. Il gruppo dell’orientamento che segue i temi legati all’orientamento e fornisce un contributo tecnico ove richiesto dalle istituzioni. Infine, il gruppo mobilità che fornisce agli stakeholder la sensibilità dei diretti fruitori dei trasporti pubblici locali, là dove fosse necessario un supporto ai mobility manager.

Il Coordinamento è sempre in collegamento con tutte le realtà istituzionali della scuola. Nel corso degli anni ha incontrato e collabora attivamente con la dr.ssa Greco di CMTO per quanto concerne temi quali l’edilizia scolastica, la dispersione scolastica e l’orientamento. Con la dottoressa Salerno, ha portato avanti istanze relative al bando sulla refezione scolastica, il PNRR e i temi trattati dalla Conferenza Cittadina delle Autonomie Scolastiche. Con il dottor Suraniti dell’USR si interloquisce costruttivamente su temi quali il dimensionamento, l’organico e la carenza delle assegnazioni, il PNRR e il diritto allo studio. Con la professoressa Filippis di ANDIS (Associazione Nazionale Dirigenti Scolastici) collabora perché ci sia la massima comunione di intenti tra i due ruoli rappresentanti il Consiglio, quello del Presidente e quello del Dirigente. Infine, con la dr.ssa Chiorino della Regione Piemonte e il suo staff, il Coordinamento collabora attivamente riguardo ai temi legati ai bandi di finanziamento per il diritto allo studio, l’adeguamento dei tetti di spesa dei testi scolastici, la mobilità regionale e la riconoscibilità del coordinamento a livello istituzionale.

Agendo dunque sulla costante crescita della rappresentatività sul territorio piemontese, sulla formazione al ruolo fornita gratuitamente ai propri aderenti e sulla continua rielaborazione dei temi legati alla scuola, il coordinamento si pone alcuni obiettivi primari.

Da un lato, intende ratificare con i fatti che il ruolo del Presidente del Consiglio è sempre più un valore aggiunto per gli stakeholder, da ricercare come prezioso contributo che incarna quella proficua mediazione tra le componenti in Consiglio (Dirigente, docenti, personale ATA, genitori e studenti) da cui passa il bene della nostra scuola.

Dall’altro, intende essere riconosciuto istituzionalmente come soggetto dalle antenne estese in modo capillare sul territorio, dunque capace di leggere la realtà in maniera diffusa, come nessun altro interlocutore è in grado di fare.

© Riproduzione riservata

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