mercoledì 7 Dicembre 2022

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Direttore Responsabile: Magda Bersini

QUANDO L’ AMORE DIVENTA UNA SRL

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Alessandra, sono Carmelo, con mia moglie, gestisco un bar molto ben avviato, anche il nostro matrimonio va avanti da anni.
Una sera però, mi avvicino a lei per darle un bel bacio come non accadeva da tempo ma lei, mi mette una mano sulla bocca per impedirmi di baciarla e di parlare e mi dice:
” Tesoro, sto facendo i conti dell’ incasso odierno!”
Ci credi che non mi sono più permesso di avvicinarmi a mia moglie e sono già tre anni? Per mia moglie sono soltanto il socio e basta? Non dobbiamo comportarci più come una normale coppia?
L’amore non può trasformarsi in una società.
Ti sembra normale, Alessandra?
So che tu hai sempre storie analoghe da raccontare, nel rispondere, magari me ne racconti una simile già solo per orientarmi?
Il nostro amore non può ridursi ad una Srl, perché è quello che oggi formiamo a livello societario, non è giusto che i coniugi non possano lavorare insieme perché tutto l’interesse va scemando.
Carmelo da Napoli.




Carmelo, io ho sempre guardato con diffidenza le coppie che vivono e lavorano insieme, non perché non possano amarsi o volersi bene ma perché penso ai motivi per cui si sono unite.
Lo ribadisco sempre che si ama anche un anziano marito non più autosufficiente che passa le sue giornate a letto perché malato. Amare va oltre la condizione fisica dell’ altro ed anche oltre la passione.
Mentre tu mi hai fatto capire che, nel tuo rapporto di coppia non c’ è più la passione, ormai siete, tu e tua moglie, soci che si vogliono bene (almeno credo).
Ho conosciuto nella mia vita una marea di coppie che vive e lavora insieme ma le ho sempre viste solo come soci, non ho mai conosciuto una coppia piena di passione che lavorasse insieme.
Ho sentito qualcuno dire che, pur essendo soci moglie e marito, poi, a casa entra in funzione la passione, ciò sarà possibile ma solo i primi tempi di una relazione, poi deve necessariamente esserci amore e feeling mentale altrimenti la coppia muore.


Dei tanti che nemmeno conoscono l’amore, ricordo una coppia che gestiva un’enoteca sotto casa, i coniugi erano perfettamente allineati come soci, mentre, il marito inseguiva tutte le altre donne per cercare il sesso, il divertimento, la moglie sembrava un robot intento solo a spolverare le bottiglie e a gestire il negozio con una precisione maniacale, lei era di una monotonia da stufare chiunque, se entravo per acquistare un prodotto, la signora, con voce noiosa ed insistente, ti chiedeva se volevi che il prodotto fosse incartato o scartato, se poi le chiedevi di incartarlo, allora scattavano le altre solite domande:
“Ma la carta, la vuole blu oppure rossa? Deve regalare il prodotto o è per lei? Vuole che le faccio il fiocco o vuole la coccarda? Vuole una busta oppure lo porta a mano? Lo deve regalare ad un uomo o ad una donna? È importante per l’ incarto e allora mi regolo!”
Quando talvolta mio padre (uomo schivo) le diceva sbrigativamente di non fare pacchi, allora la negoziante incalzava: “Ma vuole portare in mano una bottiglia? E se le si rompe strada facendo? Le posso dare una busta oppure vuole un incarto semplice?”
Mio padre finì con l’ evitare di entrare in quella enoteca quando intravedeva già fuori il negozio la moglie, lui non sopportava le lungaggini sull’ incarto fino alla barba totale.
Ma nemmeno il marito era tanto gentile con la lamentosa consorte, a volte, la offendeva pubblicamente perché lui era più preso dal guardare i sederi e le gambe delle clienti giovani che dai lunghi incarti della moglie, a lui faceva comodo una donna di fiducia ma non la sopportava granché.

Un’altra coppia ben più buffa era quella composta sempre da un commerciante ma di un piccolo supermercato la cui moglie sembrava un rigido tedesco perennemente in piedi alla cassa.
Anche di questo secondo gestore, ricordo la sua forte voglia di cercare donne fuori il negozio mentre quel rigido soldato (la moglie) con i suoi capelli da uomo, corti e con una gonna lunga grigia (sempre la stessa) a pieghe, con il solito giacchetto lungo nero (molto ecclesiastico), sembrava non avere mai bisogno di allontanarsi dalla cassa, nemmeno per andare in bagno.
Il marito della rigida cassiera, tra le tante signore a cui si proponeva, si propose anche a mia madre (già sposata all’ epoca), lei gli chiese il motivo per cui cercasse di accaparrarsi donne fuori il negozio mentre la moglie era in cassa, lui le rispose, senza preamboli: ” Se fosse per me, manderei via mia moglie adesso ma, si è talmente incollata a quella cassa che nemmeno una bomba riuscirebbe a mandarla via!


Era chiaro anche dal comportamento di entrambi che i coniugi erano soci con precisi compiti e senza alcuna passione né interesse se non per la gestione economica dell’attività. Lui rimase il puttaniere sempre a caccia e lei la ferrea donna (con l’ aspetto di un brutto e vecchio uomo) a cui non interessava nulla del marito salvo gli incassi.
Quando morì il puttaniere, fu messa una foto vicino la cassa dove continuava imperterrita a lavorare sempre la moglie, visibilmente affranta per la perdita del marito come si è addolorati per la scomparsa di un bagarozzo, ma quella foto in mostra serviva a ricordare ai clienti che il marito era il contitolare di quel negozio conosciuto in zona, una foto dunque a scopo meramente pubblicitario.

Ho raccontato questi due buffi casi che rappresentano molte coppie che lavorano insieme e non. Quello che non mi è chiaro del tuo caso è se tua moglie sia stata innamorata, se lo è, quanto tiene a te.
Sai, Carmelo, spesso, troppo spesso, ci si unisce per creare una famiglia, per costruire qualcosa insieme, ci si abitua magari ad una persona, inizialmente ci piace abbastanza ma poi ci si rende conto che non era amore quello che ha unito ma solo innamoramento, finito il quale, ci si sente soli.


“Non esiste peggiore solitudine di quella vissuta in due!” A. Degas

Certo è che la mera passione si esaurisce presto ed ancora prima se si lavora anche insieme.


“Se Laura fosse stata la moglie di Petrarca, pensate che lui le avrebbe dedicato sonetti tutta la vita?” G.Byron


L’esempio delle due coppie di commercianti dovrebbe far riflettere sulla tipica aridità di molte coppie che si trovano a gestire insieme un’ attività ma sono le classiche coppie che non sanno accogliere ogni cambiamento con atteggiamento positivo e costruttivo. I due mariti raccontati mi ricordano i tanti uomini di oggi che si sposano presi da un raptus di passione, dalle farfalle nello stomaco che vanno poi cercando al di fuori del matrimonio.
Leggo critiche a matrimoni tra persone che stanno insieme da tempo e magari sono coppie mature che hanno imparato ad accogliere al meglio ogni cambiamento, hanno feeling mentale, amicizia, affetto.


Mentre l’opinione pubblica non disdegna unioni nate con giovani influencer, troniste conosciute appena, letterine, o attricette, la superficialità collettiva fa paura, ci si sposa perché incinte o perché momentaneamente infatuati, questi sono azzardi che portano al fallimento sicuro, il matrimonio non può essere mai deciso per un raptus.


Mentre i due casi da me raccontati servono ad illuminarti, Carmelo, su quelle coppie prive di amore (probabilmente sin dall’inizio) ma unite da soli interessi economici e una necessità antica di creare comunque una famiglia, mi auguro invece che tu e tua moglie abbiate la capacità di vivere sempre nuove emozioni, abbiate feeling e siate legate da un profondo affetto che va ben oltre le momentanee farfalle nello stomaco.
Comunque si dice che il matrimonio sia il sepolcro dell’ amore, è vero ed immagino cosa significhi il dover condividere la vita professionale e familiare quando la coppia nasce per sola passione iniziale e quando questa vola via più velocemente perché si sta troppo insieme.

Lavorare e vivere insieme non fa mai bene alla vita di coppia, serve, come diceva Einstein, la capacità di cambiare quando è necessario, aggiungere alla coppia nuovi interessi ed emozioni.
Le coppie affiatate e longeve vivono di tante nuove emozioni quando le farfalle sono volate via.

Se sono solo le farfalle nello stomaco ( lo ribadisco) ad unire due persone, si cercheranno nuove farfalle poi tutta la vita al di fuori del matrimonio, come i due mariti commercianti di cui sopra.


Per inoltrare domande alla dottoressa Hropich su questioni sentimentali, potete inoltrarle anche alla pagina seguente, con messaggio privato.
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