lunedì 15 Agosto 2022

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Direttore Responsabile: Magda Bersini

QUANDO LUI È UNA VITTIMA!

Dalla​​ posta del cuore di Alessandra Hropich

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Cara Alessandra, ho sopportato per anni una donna dispotica, autoritaria ma mi piaceva molto. Ne sono uscito con le ossa rotte, come si suol dire. Ma è normale che una donna ci comandi a bacchetta non appena noi uomini ci innamoriamo? Mi sono sentito una vittima e non un partner, la mia donna non mi apprezzava, mi faceva sentire sbagliato e mi controllava persino i messaggi sul cellulare. Ho commesso un errore io per aver sopportato perché ero attratto da una donna?
Mi fido di te ed aspetto un tuo parere.
Andrea da Milano

Andrea, esistono gli amori tossici, quelle storie fatte di ricatti e vari tipi di violenza.
Nemmeno la donna è una santa nelle relazioni, anzi ne ho conosciute tante che hanno in qualche modo sottomesso, soggiogato e spennato (come un pollo) il loro uomo con qualsiasi pretesto.


Conoscevo un dentista abbastanza affermato che ha avuto due figli con un’ infermiera dura di carattere che lavorava in ospedale con lui, una donna dall’ aspetto sgradevole (a detta di molti) ma molto prepotente, ricordo lui che mi dimostrava forte simpatia diversi anni fa senza mai avere il coraggio di proporsi come uomo e, a distanza di anni, ho conosciuto poi lei che lo tiene ancora oggi legato a sé con modi sprezzanti, maltrattandolo, con le parole anche in pubblico come se lui fosse uno straccio vecchio mentre lei dispone a piacimento del denaro derivante dal duro lavoro in Ospedale e dallo studio privato del dottore ma solo oggi capisco perché un tempo lui appariva tanto triste quando andavo al suo studio.
Di recente, invece ho accettato di incontrare un conoscente social che in passato ha avuto un incarico di dirigente (in una struttura pubblica) e che mi racconta di un legame interrotto tra lui e una signora che pretese di avere persino la password del telefono così come pretendeva di evitargli contatti professionali con la segretaria con cui lui (dice) di non aver avuto mai rapporti di alcun tipo se non quelli di natura professionale. Mi sono trovata dunque ad ascoltare un signore che è stato (a suo dire) soggiogato da una donna che pretendeva di avere il controllo della situazione sapendolo invaghito.


Il rispettabile dirigente di un tempo che si faceva trattare come uno zerbino?
Se ciò fosse vero, o lei è estremamente diffidente di lui che non dà fiducia oppure è una donna dispotica che vuole avere il dominio e il controllo su un uomo.
Ovviamente questo secondo caso si basa sul racconto del mio contatto social di cui non so la piena verità, posso solo dire di essermi trovata di fronte ad un uomo irrequieto.
Preciso di conoscere invece bene l’ infermiera e il medico da potermi esprimere su un rapporto fatto di solo dominio e prepotenza di lei mentre non conosco affatto la realtà dei fatti dell’ ex dirigente che può avermi raccontato una verità parziale.
Di fatto però esistono moltissime donne che controllano il compagno, il suo telefono, il pc, donne che vogliono gestire un uomo a proprio piacimento perché non si fidano di lui ma mirano a tenerlo in pugno per togliergli più soldi possibili o per altri motivi, molto spesso le donne sono più dispotiche quando hanno relazioni con uomini con qualche disponibilità economica.


Qui ho menzionato solo due casi che hanno a che vedere con la tipica violenza femminile che è sempre molto subdola e che, in nome della gelosia, fa assumere comportamenti umilianti alla vittima. Ho comunque notato l’ espressione non felice del volto dell’ ex dirigente da poco incontrato quando mi raccontava di essersi sentito costretto a cancellare i messaggi dal telefono uno ad uno per evitare la gelosia della sua ex, ho pensato ad una lei che cercava magari di controllare (chissà) un infedele.
Comunque già il fatto di piegare un uomo a rendere conto di ogni suo messaggio o movimento può essere indice di qualcosa che non va nel comportamento di lui.
Ma, puttaniere o no, sta di fatto che il mio conoscente virtuale non mi è sembrato, di persona, un uomo pienamente soddisfatto.
Incontro comunque una marea di uomini infelici che si lasciano controllare e manipolare da qualsiasi donna capiti, basta avere un figlio (ad esempio) per esercitare una pressione e mettere in atto una serie di ricatti da cui non si esce facilmente.


Andrea, non conosco il tuo vissuto né se sei un soggetto irrisolto, ricorda che il modo con cui tutti viviamo le relazioni, fa capire qualcosa che non va di noi, magari un episodio della nostra infanzia che ci ha segnato e non lo sappiamo.
Tanti uomini e donne di cui raccolgo le testimonianze (da anni ormai) finiscono poi con il cercare tutta la vita partner sbagliati, taluni desiderano inconsciamente sempre qualcuno che li faccia soffrire, li domini, li faccia stare nel caos mentale perché (pur non rendendosene conto) non saprebbero in realtà vivere una relazione equilibrata che riterrebbero monotona, le cause di questo atteggiamento sbagliato vanno individuate da uno psicologo.
Se un uomo si rispetta lui per primo, se ha sufficiente autostima e la coscienza a posto, raramente si fa soggiogare da una partner.
Un uomo che accetta di farsi controllare, in genere, ha qualcosa da nascondere e deve poi sempre giustificarsi con la donna che gli è accanto e, cancellando ogni possibile traccia di infedeltà, si piega alla volontà di una donna diventando così succube.

Ricorda anche che ciascuno riversa nelle relazioni, le proprie insicurezze, le frustrazioni e i propri vizi, così arriva puntuale il partner che sceglie la sua “vittima” su cui esercitare poi violenza psicologica mascherata da gelosia, al desiderio di controllo si dà sempre un nome.
E comunque, sappi, caro Andrea, che molto raramente le coppie vivono in una situazione di perfetto equilibrio, semmai ci si assesta nel tempo ed uno dei due finisce con
l’ imporsi (poco alla volta) sul partner che può accettare oppure no ma stai pur certo, che la donna sa spesso (se vuole) come vittimizzare un uomo e lo fa con astuzia. Le coppie che resistono (fattene una ragione) sono quasi sempre quelle in cui lei o lui comanda e l’ altro accetta di buon grado, mia madre, ad esempio, comandava mio padre e lui la lasciava fare e spendere i soldi senza battere ciglio (anche perché lei non buttava di certo il denaro).
Diverso dal guidare o gestire la situazione familiare ( nella coppia) è imporre qualcosa, il voler controllare una persona è sempre una forma di violenza che andrebbe fermata da subito e mai giustificata, accettando le prime imposizioni, è tassativo che si diventi poi sempre più una vittima.

Non ci raccontiamo la favola della gelosia di chi controlla i messaggi del (vero o presunto) traditore, i suoi movimenti, le sue frequentazioni, se non si ha fiducia di un uomo, magari perché si teme che possa essere un puttaniere, non ci si può trasformare in una sua pedinatrice tormentosa così come, un pugno dato in un attimo di rabbia, non è un errore ma un atto di violenza e basta, non ci sono scuse per nessun atto di prepotenza , chi le trova per giustificare il “carnefice” è destinato ad essere sempre una vittima!

Chiunque vuole avere delucidazioni su questioni sentimentali e sottoporre il suo caso alla dottoressa Alessandra Hropich, può scrivere un messaggio privato anche
all’ indirizzo: https://www.facebook.com/La-mia-Posta-del-cuore-104883382245294/

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