domenica 27 Novembre 2022

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RIVAROSSA – Benito Mussolini non è più cittadino onorario

Vallino: «Con questo atto non vogliamo disseppellire la storia per processarla o per cancellarla ma offrire un segnale di riflessione per riaffermare i valori di libertà e democrazia che hanno ispirato la resistenza partigiana»

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RIVAROSSA – Benito Mussolini non è più cittadino onorario di Rivarossa. Lo era diventato il 24 maggio del 1924, in occasione del nono anniversario dell’entrata in guerra, allorquando il Consiglio comunale aveva accolto il “pressante invito” del Ministero dell’Interno, accordandogli l’onorificenza. Quel documento è stato ripescato nell’archivio storico rivarossese dal consigliere Enrico Suppo, e dall’averlo ritrovato al revocarlo il passo è stato breve. «Con questo atto non vogliamo disseppellire la storia per processarla o per cancellarla ma offrire un segnale di riflessione per riaffermare i valori di libertà e democrazia che hanno ispirato la resistenza partigiana ed un doveroso tributo di riconoscenza a tutti coloro che hanno combattuto, anche a prezzo della loro vita, contro Mussolini e l’ideologia fascista – ha commentato il sindaco, Enrico Vallino, illustrando la delibera – Non si deve fare confusione tra la storia e la memoria storica. La prima è una disciplina che si avvale di dati oggettivi, la seconda un sentimento collettivo, un modo di testimoniare insieme i valori fondanti della democrazia che hanno le loro radici nella Costituzione repubblicana. Doveroso, dunque, distinguere per non confondere!

A distanza di 77 anni stiamo assistendo al rinascere in Europa di “nuovi nazionalismi” da parte di gruppi ben organizzati che ripropongono e praticano i nefasti valori delle ideologie fascista e nazista: il razzismo, il militarismo, l’intolleranza e il disprezzo verso le “diversità”, verso i più deboli, il disprezzo verso le Istituzioni democratiche. Anche nel nostro paese sono attive organizzazioni che, agendo alla luce del sole e in pieno contrasto con i principi della Costituzione nata dalla Resistenza, tentano di fare riemergere i simboli tragici del fascismo, e purtroppo ci sono forze politiche parlamentari che, anche se non affermano direttamente quei valori, legittimano e sdoganano quei gruppi e quella cultura. Il Consiglio Comunale di Rivarossa sicuro di interpretare i sentimenti antifascisti della comunità, fondati sui valori della libertà e della democrazia, nel rendere onore all’eroismo dei giovani partigiani fucilati presso il Mulino nel novembre 1944 il cui sacrificio trova indelebile memoria nella toponomastica del paese, afferma solennemente e unitariamente di non essere onorato di avere il Duce tra i suoi cittadini». La revoca è stata votata favorevolmente anche dal gruppo di opposizione: «Un periodo storico, quello di Mussolini, assolutamente negativo per moltissimi aspetti – ha evidenziato il consigliere Giovanni Amateis – tra i quali il potere dittatoriale esercitato e i tantissimi lutti. E non ultimo il fatto che durante il fascismo si verificò il disconoscimento del Comune di Rivarossa, accorpato a Lombardore e tornato autonomo solo il 17 novembre 1946, dopo la Liberazione». A salutare la revoca della cittadinanza anche una delegazione Anpi, capeggiata dal presidente provinciale Nino Boeti, promotore di una mozione con la quale si chiedeva di procedere in tal senso, e l’esecuzione dell’inno nazionale.

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