venerdì 27 Gennaio 2023

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RIVAROSSA – Nuove adesioni al Comitato spontaneo per l’accoglienza

Una consapevolezza in più: la consapevolezza che le persone disponibili a costruire un percorso di accoglienza per una famiglia ucraina (o più di una) in fuga dalle bombe e dalla distruzione ci sono

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RIVAROSSA – La buona volontà non è mai mancata. La voglia di fare qualcosa di concreto per le popolazioni ucraine vittime della guerra, neppure. La consapevolezza che si tratta di un percorso difficile ma estremamente gratificante dal punto di vista umano è cosa che non è mai stata messa in discussione. Da ieri sera c’è una consapevolezza in più: la consapevolezza che le persone disponibili a costruire un percorso di accoglienza per una famiglia ucraina (o più di una) in fuga dalle bombe e dalla distruzione ci sono, e sono pronte a rimboccarsi le maniche.

Il Comitato spontaneo, nato grazie all’impegno in primis di Donata Ponchia e di Silvia Scabini ma che ha subito trovato nuovi adepti, si è riunito giovedì sera per iniziare a mettere insieme idee, persone e sensibilità. E il risultato è stato incoraggiante: «Diverse persone si sono dette disponibili ad accogliere in casa propria una famiglia – spiegano le promotrici – Stiamo, inoltre, valutando anche altre possibilità: una riguarda la casa parrocchiale, l’altra un appartamento al momento libero che potrebbe essere dedicato a questa nobile causa. Inoltre, chi non ha la possibilità di ospitare dei profughi a casa propria si è comunque fatto avanti per sostenere il progetto in altri modi». Già, perché l’accoglienza non si risolve con il trovare un tetto sotto il quale i profughi possano vivere in sicurezza. Oltre alla sistemazione serve collaborazione per sbrigare tutte le pratiche burocratiche, per gli spostamenti di queste persone, per l’abbigliamento (dal momento che chi scappa lo fa portandosi via lo stretto indispensabile, quel poco che riesce a stipare in uno zaino o in una borsa), per il sostentamento, per fare fronte all’aspetto economico. Insomma, le cose da fare sono tante. Servirà una “rete” di persone disponibili, quella che il Comitato sta costituendo, servirà la collaborazione di tutti coloro che vorranno dedicare una parte, anche piccola, del proprio tempo. Ma, come ribadito da Donata Ponchia nel corso della serata, volere è potere. E il Comitato questo risultato lo vuole raggiungere fortemente.

© Riproduzione riservata

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