martedì 31 Gennaio 2023

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BOLLENGO – “Non c’è che futuro”, rivisitazione teatrale moderna di Adriano Olivetti

Il 26 marzo a Bollengo va in scena uno spettacolo multimediale sul famoso imprenditore eporediese

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BOLLENGO – “Un uomo, da solo, in un buio pomeriggio di febbraio, sale su un treno … si siede in prima classe, riservato, discreto, sfoglia una grande quantità di giornali e riviste che ha portato con sé … davanti a sé il proprio destino, destino che lo ha portato a salire su tanti treni, su tanti aerei, su tante navi … il destino di chi non può fare a meno di andare verso gli altri, verso i propri sogni, le proprie idee, con determinazione e caparbietà, il destino di chi sente dentro di sé l’inderogabile bisogno di andare verso il futuro …”. Questo è l’estratto dello spettacolo dedicato ad Adriano Olivetti, “Non c’è che futuro”, previsto per il 26 marzo 2022 alle 20.45, nel salone municipale di Bollengo.

Figlio del fondatore Camillo, Adriano Olivetti ideò la prima fabbrica italiana di macchine per scrivere, raccogliendo gli insegnamenti e l’eredità del padre. Quella fabbrica divenne una grande azienda internazionale, con oltre 70 mila dipendenti in tutto al mondo ed una politica di welfare aziendale ancora oggi, inimitabile (incentrata sull’idea che i dipendenti, in quanto esseri umani, vengono prima di tutto).

Lo spettacolo di teatro civile racconterà di un uomo del secolo passato tramite una narrazione moderna, giovane, con suoni e musiche live, originali e una multimedialità continua, che si integra nel racconto, che fa da scenografia.

L’idea è nata da un incontro tra Giuseppe Silmo, già vicepresidente delle Spille d’Oro Olivetti e del sindaco Luigi Ricca di Bollengo con il regista Giovanni Furlani, il patrocinio della Regione Emilia Romagna ed i contributi di Coopservice e del Contato del Canavese.

“Quando, quasi 3 anni fa, cominciai a pensare ad uno spettacolo su Adriano Olivetti, grazie anche ad alcune frequentazioni teatrali nelle terre Olivettiane, l’UNESCO non aveva ancora riconosciuto Ivrea ed il capitalismo umano di Olivetti patrimonio dell’Umanità ma, da tempo nel mondo imprenditoriale, mentre si usciva piano piano dalla crisi, si parlava, e si parla tutt’ora, di Responsabilità Sociale d’Impresa con forza, con interesse e di, conseguenza, di Olivetti e del suo grande sogno, di quanto fu anticipatore di tutto questo ma, nello stesso tempo, di essere stato un grande imprenditore” scrive su Olivettina.it, associazione culturale dell’Emilia Romagna, il registra.

“Quello che forse tanti non conoscono è di quanto fosse attento alla bellezza dei prodotti, all’ambiente di lavoro, al creare comunità, in cui l’uomo fosse al centro, sempre nel rispetto dei ruoli e delle responsabilità. Con questo spettacolo vogliamo cercare di dare una rappresentazione di Adriano Olivetti a 360 gradi ma non solo, stimolare la voglia di approfondire, di conoscere il suo modo di essere imprenditore e che sia di sprone per tutti noi, sia che siamo semplici lavoratori, imprenditori, professionisti. Come i precedenti lavori della compagnia Teatro che, anche questo è un lavoro corale, di gruppo ed ognuno, in base alle indicazioni di massima iniziali, ha lavorato per realizzare immagini, video originali ed accattivanti, suoni moderni ed una narrazione che possa coinvolgere il pubblico presente”.

© Riproduzione riservata

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