martedì 31 Gennaio 2023

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LEINI – La famiglia ucraina è arrivata in città, ospitata a casa Ferrero

Sono riusciti ad arrivare. Ora inizia una parte ancora più complessa: farli sentire a casa, provare a far dimenticare quello che hanno vissuto e garantire una permanenza, di cui nessuno al momento può stabile una durata, il più serena possibile

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LEINI – Dalla conferma dell’arrivo all’arrivo vero e proprio è passato poco più di un giorno. Ma per le 12 di martedì ogni cosa, a casa Ferrero, era pronta, e la famiglia ucraina, ospitata grazie all’opera di Parrocchia, Caritas e volontari, ha potuto trovare un ambiente sereno e sicuro nel quale vivere. Papà autista, mamma giornalista, nonna ingegnere e quattro ragazzi tra i 16 e gli 8 anni, hanno potuto lasciarsi la guerra con le sue brutture alle spalle.

«Non è stato facile capirsi, parlano solo ucraino e qualche parole di inglese, ma grazie all’aiuto fondamentale di alcune persone che hanno fatto da interpreti, senza le quali tutto sarebbe stato molto più complicato, siamo riusciti a dare loro il benvenuto, e a presentarci», spiega Rosalia Marini, coordinatrice Caritas. La famiglia arriva da Zaporizzja, nell’Ucraina sud orientale: «Ad un centinaio di chilometri dalla più grande centrale nucleare ucraina, se non d’Europa – prosegue – Sono stati costretti a lasciare la loro casa in fretta e furia, senza sapere neppure se un giorno la ritroveranno, perché tutta la zona è stata dichiarata off limits. Hanno affrontate un lungo viaggio in auto, fino alle porte della Polonia, poi sono stati costretti ad abbandonare quel poco che avevano e a fare gli ultimi chilometri a piedi, portandosi solo quello che sono riusciti a stipare nello zainetto. In Polonia sono stati accolti dall’associazione Accomazzi, di concerto con l’associazione Paideia, e sono riusciti a farli arrivare a Leini».

La parte difficile, quella della fuga dall’Ucraina e dell’arrivo in un posto sicuro, è andata in porto. Ora, se possibile, inizia una parte ancora più complessa: farli sentire a casa, provare a far dimenticare quello che hanno vissuto e garantire una permanenza, di cui nessuno al momento può stabile una durata, il più serena possibile: «Al momento abbiamo tutto quello che può servire loro – conclude – Ora si sottoporranno ai controlli medici di rito, grazie alla disponibilità delle dottoresse Leone e Battistoni. Poi lasceremo loro qualche giorno per acclimatarsi, per capire dove sono. E dopo cercheremo di capire, insieme, che percorso fare, come organizzare la loro vita a Leini. Partendo, certo, dall’apprendere qualche rudimento di italiano, quel tanto che basta per garantire loro un po’ di autonomia. Molte persone si sono fatte avanti, per sapere se potevano dare una mano: sono certa che tutti avranno la possibilità di fare la loro parte per gestire questa situazione nel migliore nei modi. Al momento è possibile fare delle offerte, utilizzando l’Iban della parrocchia con la causale Pro Ucraina o Pro famiglia Ucraina: così facendo la somma racconta sarà destinata interamente a questa causa».

LEINI - La famiglia ucraina è arrivata in città, ospitata a casa Ferrero

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