giovedì 1 Dicembre 2022

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Direttore Responsabile: Magda Bersini

BORGARO – L’Irpef cresce di mezzo punto. Le critiche di Cinzia Tortola

Una manovra che porterà nel Bilancio cittadino circa 110mila euro in più

BORGARO – Aumenta l’aliquota Irpef, che passa dal 7,5 all’8 per mille. Una manovra che porterà nel Bilancio cittadino circa 110mila euro in più. «Purtroppo ci siamo trovati davanti a dei rincari, come quello dell’energia, che ci hanno costretti ad operare delle scelte – ha spiegato l’assessore Federica Burdisso – Le strade che poteva percorrere erano molte. Potevamo, ad esempio, intervenire sulle tariffe dei servizi a domanda individuale. Abbiamo operato la scelta abbiamo ritenuto essere la meno dolorosa». Un provvedimento che ha ricevuto il voto contrario da parte delle opposizioni: «Capisco la loro posizione – ha aggiunto il sindaco Claudio Gambino – Fatti due calcoli, mediamente questo mezzo punto si traduce con un rincaro di circa 11 euro per ogni persona interessata. Tagliare le spese sulle manifestazioni? Crediamo che mai come in questo momento ci sia voglia e bisogno di tornare alla normalità, quindi sia necessario investire in questi settori».

Posizione che, però, non convince la consigliera del Movimento Cinque Stelle Cinzia Tortola: «La premessa è che la manovra finanziaria per il 2022 ha destinato 7 miliardi di euro alla revisione della tassazione a carico delle persone fisiche, rimodulando gli scaglioni di reddito e le aliquote con una riduzione delle imposte da pagare per la grandissima parte dei contribuenti. La riforma prevede 4 aliquote invece delle 5 attuali e l’intenzione del legislatore era quella di comprimere gli scaglioni e ridurre le aliquote di quelli medio bassi – commenta – La riduzione da cinque a quattro, di scaglioni e aliquote Irpef 2022, si riflette quindi direttamente sulle scelte relative alla fiscalità degli Enti locali. Peccato che il nostro Comune non ha mai voluto fare la scelta di attuare gli scaglioni di reddito mettendo aliquota unica con esenzione per redditi imponibili a 17mila euro e la motivazione di questa non scelta, a detta del sindaco, è che non sapevano quali sarebbero state le conseguenze in termini di gettito nelle casse del Comune. Eppure realtà a noi vicine adottano le fasce a scaglioni e hanno anche esenzioni più basse dei nostri 17mila euro.

Probabilmente non si era a conoscenza di questo opportunità? Il Mef ha messo a disposizione degli Enti locali il simulatore aggiornato alla luce delle nuove aliquote, per valutare gli effetti sul gettito delle modifiche in vigore dal 1° gennaio. Questo servizio interessa i Comuni che hanno o intendono stabilire più aliquote Irpef per il 2022 che, come previsto per legge, dovranno essere articolate secondo gli scaglioni di reddito previsti per l’imposta nazionale. E siamo quindi in un paradosso: lo Stato diminuisce le fasce di scaglioni per ridurre le aliquote e il nostro Comune aumenta e mantiene unica fascia. Una scelta motivata dell’avere risorse certe per contenere l’aumento delle spese per i costi delle bollette ma che dal punto di vista del cittadino non regge. Undici euro non sono molti, ma è il principio che conta. Forse si potrebbero ridurre alcune spese senza andare a toccare i cittadini? Certo, serve rivitalizzare l’umore dei borgaresi dopo i tempi bui del Covid… ma si può rivitalizzare senza sperperare?».

Borgaro cinzia tortola

© Riproduzione riservata

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