venerdì 9 Dicembre 2022

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Direttore Responsabile: Magda Bersini

INTERVISTA AL SENATORE BRUNO ASTORRE

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Ho il piacere di intervistare un Senatore molto social e comunicativo, una di quelle persone a cui piace ascoltare gli altri e non è così scontato nell’ambiente politico.

Domanda: Senatore, ci dice qualcosa in merito all’elezione del Presidente della Repubblica? E magari qualche previsione. 
Risposta: Non ho ovviamente il nome di colui che verrà eletto ma mi auguro che venga nominato Presidente qualcuno dalla larga convergenza, dai larghi consensi.

Domanda: Come nasce il suo impegno politico?
Risposta: Nasce nell’ ambito del volontariato cattolico a Colonna dove vi era una parrocchia forte, con tanti interessi e aggregazione. 

Domanda: Ci dica una cosa che le piace in particolar modo.
Risposta: La storia. Mi innamorai della storia grazie ai libri di Indro Montanelli.

Domanda: Al di là della storia, cosa le piace leggere?
Risposta: Mi piacciono le letture intriganti, i gialli e i libri di storia della Repubblica, la storia romana, i romanzi storici dell’epoca repubblicana. 

Domanda: Noto che menziona spesso il suo interesse per la storia, perché?
Risposta: Perché i comportamenti si ripetono. Cicerone, ad esempio, in materia di politica, è attuale.

Domanda: E a proposito dei gialli, chi predilige?
Risposta: Mi piacciono Sherlock Holmes e Agatha Christie e Maurizio Di Giovanni. Ma i gialli mi piacciono in genere perché c’ è tensione. I libri mi debbono incuriosire.

Domanda: Dopo la passione per la lettura, torniamo al suo esordio politico. 
Risposta: Dal gruppo di ragazzi in parrocchia di cui facevo parte, alla politica locale, il passo è stato breve. Nell’ 85 venni eletto Consigliere comunale e nel ’95, vengo eletto per la Provincia ma tutto iniziò per gioco.

Domanda: Senatore, direi: “dal gioco all’ impegno serio”. Cosa l’appassiona della Politica?
Risposta: Mi appassiona il fatto di potermi interessare al territorio, sia esso Comune, Provincia o Regione. Anche oggi, da Senatore, mi piace occuparmi del territorio e fare il mio dovere cercando di migliorare la qualità di vita dei cittadini. 

Domanda: Ci dica una cosa che ha fatto proprio lei.
Risposta: La bretella Sora/ Frosinone/Ferentino, l’ho fatta io, appaltata, realizzata e voluta io nella mia veste di Assessore Regionale ai lavori pubblici con Piero Marrazzo Presidente. Ho finanziato anche altre opere per un miliardo e mezzo di euro soprattutto per restauri di edifici, strade luoghi di culto e scuole. 

Domanda: Senatore, il settore ” Lavori pubblici ” è impegnativo e richiede tempo. Come lo considera in genere?
Risposta: Un settore non semplice ma soprattutto, va detto che non si vede la fine dei lavori. È una delega complicata.

Domanda: Perché sostiene che la delega ai Lavori pubblici sia complessa?
Risposta: Perché ci vuole il tempo, I finanziamenti, la volontà. La stabilità, in  un’Amministrazione, è difficile. Ma, per cambiare a fondo una città, ci vuole studio, impegno, maggioranza coesa. Ad un problema complesso serve una risposta complessa e non semplice. 

Domanda: Visto che lei sembra amare i social con i suoi preziosi video, cosa ne pensa del mondo virtuale?
Risposta: Il mondo di Facebook, ad esempio,  permette di sapere tutto e subito ma è venuto a mancare l’approfondimento dei problemi. La verticalità e un approfondimento serio è sostituita dall’orizzontalità, tutto si deve vedere subito.
I social sono una sorta di sfogatoio delle nostre frustrazioni e vanno di moda i post contro qualcuno mentre vanno poco i post che ragionano.

Domanda: Insomma, caro Senatore, non le va giù la superficialità.
Risposta: Infatti non mi piace esattamente come non mi piace l’imprecisione. Sono avvilito dalle modalità della comunicazione, dai mass media.  Non mi piace che, quando uno viene accusato e fatto oggetto di indagine, venga sbattuto subito in prima pagina.
Come è successo a me di essere poi assolto per non aver commesso il fatto ed ho dovuto pietire due righe sui giornali per rettificare la notizia. 

Domanda: Tutto questo, perché?
Risposta: Perché fa più rumore l’indagine che la notizia. La Magistratura può non essere impeccabile ma è soprattutto l’uso strumentale che se ne fa che non va bene.

Domanda: In effetti, è da tanto che si intrecciano questioni giudiziarie e politiche. Cosa ne pensa?
Risposta: Dopo la prima Repubblica ha vinto Berlusconi.  Penso che la Politica non può appaltare le vicende giudiziarie.

Domanda: Visto anche il particolare periodo, cosa le manca?
Risposta: Mi manca l’incontro diretto con le persone vista la mia disponibilità ad ascoltare e risolvere i problemi degli altri. Noi Parlamentari non siamo più nominati dai cittadini ma dal Partito, questo per il “Porcellum” voluto nel 2005 e l’elettore avverte purtroppo la lontananza del Politico.

Domanda: Ci lasci con una frase sulla Politica.
Risposta: La Politica è ascoltare le persone.

Senatore Astorre1

© Riproduzione riservata

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