venerdì 27 Gennaio 2023

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IVREA – Venerdì 28 gennaio allo Zac, i corti di Stefano Saccotelli

L’ingresso è libero, nel rispetto delle vigenti norme di prevenzione Covid

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IVREA – Lo ZAC (Zone Attive di Cittadinanza) di Ivrea, presso il Movicentro di via Dora Baltea 40b, organizza per venerdì 28 gennaio alle ore 21 una serata di cortometraggi con l’attore locale Stefano Saccotelli. L’ingresso è libero, nel rispetto delle vigenti norme di prevenzione Covid.

Si parte con “Io e Ascanio” (di Enzo Dino), storia dell’amicizia tra Federica e Ascanio, che si incontrano durante una seduta di chemioterapia. La complicità nata nelle corsie di ospedale arricchirà entrambi, e li porterà a condividere anche la scrittura di un libro.
Opera vincitrice del Premio AIOM 2017 di Roma (miglior film a tema oncologico), selezione
ufficiale al David di Donatello 2018, Cefalù Film Festival 2018, “WeCare Festival (Living To
The End)” 2018 di Barcellona e miglior corto a Cinefest Candiolese 2018. Nomination come migliori attori protagonisti per Elena Rotari e Stefano Saccotelli al “Ashorts International Film Festival” 2018 di Ravenna.

Si prosegue poi con “Una nuova forte primavera” (dei canavesani Luca G. Gabriele e Luciano Urietti), che vanta un palmares di riconoscimenti davvero ragguardevole: premio La Memoria “Corto Fiction” 2017, Chianciano Terme (SI) – Winner Silver Virgin Spring Cinefest e Outstanding Achievement Award CICFF Kolkata 2020, West Bengal – Special Jury Award, Uravatti IFF 2020 – menzioni speciali a Short Shot Fest Moscow 2020 e Calcutta International Cult FF 2020. Tre veri sportivi in visita a una grande memoria, e un’unica grande passione: uniti si può vincere, ancora e sempre. Solo chi non ha cuore non ha memoria, ma chi non ha memoria non ha futuro.

Tutto al femminile “L’Aurora” (di Lorenzo Cassol), che racconta la storia di una donna che alla soglia dei quarant’anni, al termine di una relazione fallimentare, finisce per chiudersi in mondo fatto di immersioni in apnea e creazioni sartoriali. Un giorno, mentre si cala nel fondo di un laghetto alpino, tutto le appare finalmente chiaro. Selezione ufficiale Cortinametraggio e Lago Film Fest 2020, dove la protagonista Margherita Mannino vince il premio di miglior attrice.
Dopo una breve divagazione musicale, con i videoclip di “Un’ora d’aria” (scritta durante il primo lock-down), “Il tango del disoccupato” e “Kul Senter Rap Blues” (dalla web-sitcom onomima, premiata al Festival Internazionale del Cinema Patologico di Roma nel 2016), si chiude con il “Il tempo che insegna” (di Giacomo De Bello).


Frank è un ex-malavitoso, pronto a ritirarsi nel suo castello dorato a godersi la vecchiaia: non chiede più nulla alla vita, è circondato da lusso e agi, ha al suo fianco una splendida ragazza e un figlio di cui va orgoglioso. Ma qualcosa si inceppa, e il tempo presenterà il conto. “Un progetto – commenta Stefano – che mi ha colpito sin dalla lettura del copione, per la sua scrittura bilingue italiano-inglese e il percorso interiore del protagonista”. Miglior film italiano e miglior regia Agosto 2020 Reale Film Festival Milano, miglior opera Settembre 2020 Florence Film Awards e menzione speciale Ottobre 2020 Vesuvius International MFF Napoli.
Appena ultimato il suo quarto tour col musical italiano campione di presenze “A Christmas
Carol”, per la regia di Melina Pellicano, Stefano inizia il 2022 con una serie di progetti
ancora in embrione. Nei mesi scorsi lo abbiamo visto in TV in “Cuori” (RaiUno) e “Masantonio Sezione Scomparsi” (Canale 5). Nel suo percorso artistico anche due produzioni internazionali: la popolare fiction cinese da cento milioni di telespettatori “Hao
Xian Sheng” e il film “Toy Gun” (co-produzione Lussemburgo-Belgio), nonché il ruolo di protagonista maschile (Cédric) nella serie televisiva in francese “Le vol d’Anouk” (Rai Valle
d’Aosta), diretto dal compianto Michele Peyretti. Stefano sarà prossimamente il cancelliere del tribunale nella serie Netflix “Lidia” (regia di Matteo Rovere e Letizia Lamartire), con protagonista Matilda De Angelis .

IVREA – Venerdì 28 gennaio allo Zac, i corti di Stefano Saccotelli

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