sabato 22 Gennaio 2022
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Contagi, tamponi e ricoveri: la situazione Covid in Italia

Record di contagi Covid in Italia dove ieri sono stati registrati 126.888 nuovi casi e 156 vittime. La circolazione del coronavirus è aumentata e l’effetto della variante Omicron è crescente, evidenzia la Fondazione Gimbe.

“E’ una situazione molto allarmante anche se, oggettivamente, abbiamo un argine con il vaccino, almeno per quanto riguarda le infezioni gravi. Omicron, però, ha letteralmente sparigliato anche rispetto a molte considerazioni su cui venivano basate le indicazioni per il futuro”, con la sua capacità di bucare l’immunità, da vaccino e da guarigione, sottolinea Massimo Galli, già direttore di Malattie infettive all’ospedale Sacco di Milano.

“Arriveremo a 150mila-200mila contagi al giorno. Con la variante Omicron per i non vaccinati è una roulette russa” dice il professor Matteo Bassetti, direttore della clinica malattie infettive del San Martino di Genova.

CONTAGI – In 7 giorni c’è stata un’impennata di nuovi casi Covid: +80%, è il dato segnalato dal monitoraggio indipendente della Fondazione che fotografa nella settimana dal 22 al 28 dicembre l’esplosione dei contagi: sono stati 320.269 contro i 177.257 censiti la settimana precedente. I numeri salgono ovunque, tranne che nella provincia autonoma di Bolzano. Si va dal +9,6% segnato dal Friuli-Venezia Giulia all’aumento record del +257,6% registrato in Umbria. In 45 province l’incidenza supera i 500 casi per 100mila abitanti.

RICOVERI – Oltre ai positivi a Covid-19, nella settimana 22-28 dicembre lievitano anche i ricoveri con sintomi, che passano a 10.089 da 8.381 della settimana precedente, e le terapie intensive (1.145 pazienti rispetto a 1.012). “Sul fronte ospedaliero – spiega Renata Gili, responsabile Ricerca sui servizi sanitari della Fondazione Gimbe – aumentano ancora i posti letto occupati da pazienti Covid: rispetto alla settimana precedente +20,4% in area medica e +13,1% in terapia intensiva”.

Sul totale degli attualmente positivi, evidenzia comunque Gimbe, si registra una notevole riduzione della percentuale dei pazienti ricoverati in area medica e in terapia intensiva. Questo grazie all’identificazione di un maggior numero di casi, l’aumento delle coperture vaccinali e delle terze dosi, l’aumento del numero delle persone guarite e grazie al numero elevato di casi nella fascia 0-11, meno soggetta a forme severe di malattia. Inoltre, nelle prossime settimane si potrà valutare anche la possibile minor virulenza della variante Omicron.

Secondo i dati dell’Agenzia nazionale per i servizi sanitari (Agenas), aggiornati alle ore 21 del 29 dicembre, continua l’aumento costante dell’occupazione dei posti letto, da parte di pazienti Covid, nei reparti ordinari di area medica degli ospedali italiani. La media nazionale sta crescendo di un punto percentuale al giorno: era al 15% il 27 dicembre, al 16% il 28 dicembre ed è cresciuta al 17% nella giornata del 29. Una percentuale che supera di 2 punti la soglia di occupazione Covid considerata critica fissata al 15%.

TAMPONI – Code ai drive through, ai punti tampone, o davanti alle farmacie, si sono viste in tutta Italia. E i dati dei test effettuati in Italia confermano l’aumento della domanda di diagnostica Covid. Nelle ultime 2 settimane i tamponi sono saliti del 38%: da 3,7 milioni della settimana 8-14 dicembre a oltre 5,1 della settimana 22-28 dicembre, secondo il monitoraggio indipendente di Fondazione Gimbe. Crescono sia i rapidi che i molecolari eseguiti.

Ma l’aumentata attività di testing, analizza Gimbe, è “solo una delle determinanti della crescita dei nuovi casi”: dalla seconda metà del mese di dicembre, infatti, si rileva da un lato un’impennata del tasso di positività dei tamponi antigenici rapidi (la media mobile a 7 giorni è salita dallo 0,8% del 14 dicembre al 2,8% del 28 dicembre) dall’altro un netto aumento del tasso di positività dei tamponi molecolari (la media mobile a 7 giorni è passata dal 9,5% del 14 dicembre al 15% del 28 dicembre).

Il rapporto positivi/persone testate ha raggiunto il 37,8%. “Questi dati – osserva Nino Cartabellotta, presidente della Fondazione – dimostrano una notevole crescita della circolazione virale sia per la progressiva espansione della variante Omicron, molto contagiosa, che per l’aumento dei contatti sociali nel periodo delle festività, il cui impatto su ricoveri e decessi sarà visibile nelle prossime settimane”.

MAPPA ECDC – L’Italia passa tutta in rosso e in rosso scuro nella mappa aggiornata dell’Ecdc sulla situazione epidemiologica Covid-19 in Europa, che continua ad essere basata sulle notifiche di positivi negli ultimi 14 giorni ogni 100mila abitanti e sulla percentuale di positivi sul totale dei test effettuati.

Sono rosse Abruzzo, Molise, Puglia, Basilicata, Calabria, Sicilia e Sardegna; tutte le altre regioni del nostro Paese sono in rosso scuro. Nella mappa precedente resistevano in giallo solo tre regioni (Puglia, Molise e Sardegna). Tutta l’Europa è rossa o rossa scuro, le fasce che segnalano la maggior circolazione del Sars-CoV-2, fatta eccezione per la Romania, quasi tutta in giallo, salvo Bucarest, che è rossa, e la regione meridionale dell’Oltenia, che è verde, l’unica in tutta Europa.

GERMANIA: “ITALIA DAL PRIMO GENNAIO TRA LE ZONE AD ALTO RISCHIO” – Italia, Canada, Malta e San Marino figurano ora tra le aree considerate dalla Germania ad alto rischio – “rischio particolarmente elevato di infezione a causa di incidenze particolarmente elevate per la diffusione del coronavirus”, riporta il sito del ministero degli Esteri di Berlino – e classificate come tale dal primo gennaio.

Per chi entra in Germania da una zona ad alto rischio, se non completamente vaccinato o guarito, è necessario osservare un periodo di quarantena a proprie spese per almeno dieci giorni dopo l’ingresso. La quarantena può essere interrotta non prima del quinto giorno dietro presentazione di un test negativo.
(AdnKronos)

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