lunedì 8 Agosto 2022

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Direttore Responsabile: Magda Bersini

AGLIÈ – Inaugurata al Castello la mostra “Lettera 22. La macchina per leggere Olivetti” (FOTO E VIDEO)

Si potrà visitare fino al 31 ottobre dal venerdì alla domenica, dalle 9 alle 18, con prenotazione obbligatoria

AGLIÈ – Inaugurata ieri, sabato 18 settembre, la mostra “Lettera 22. La macchina per leggere Olivetti”, mostra dedicata alla rinomata macchina da scrivere, allestita al Castello Ducale di Agliè.

L’esposizione è stata voluta e organizzata dal Comune di Agliè insieme a molti partner istituzionali e privati, con l’intenzione di celebrare la più importante macchina per scrivere prodotta da Olivetti a 70 anni dalla sua nascita e sarà visitabile fino al 31 ottobre 2021.

“Le celebrazioni sui 70 anni della lettera 22 sono iniziate nel 2020 e poi immediatamente sospese a causa della pandemia. – Ha spiegato il Sindaco Marco Succio – Nonostante l’arresto abbiamo creduto fortemente in questo appuntamento riproponendolo nella sua parte più concreta ed interessante, costituita appunto dalla mostra. Un tributo importante al nostro glorioso passato industriale, a cui oggi più che mai dobbiamo guardare, non certo in chiave nostalgica, ma interpretandolo attraverso la rilettura di un modello industriale ancora estremamente innovativo, che possa costituire uno stimolo verso la ripresa. Agliè è stato uno dei luoghi chiave dell’attività olivettiana ed in particolare è stato il luogo in cui è stata prodotta la Lettera 22, un gioiello di meccanica e di design conosciuto in tutto il mondo. Per questo motivo è qui che abbiamo voluto dare vita alle celebrazioni, grazie alla collaborazione con molti partners istituzionali, associazionistici e commerciali senza i quali non sarebbe stato possibile organizzare un evento di qualità e di spessore culturale come questo.”

“Ecco che la Lettera 22, “la macchina per scrivere Olivetti”, – ha dichiarato dil Curatore Marco Peroni . diventa per noi “la macchina per leggere Olivetti”. L’occasione cioè per risalire, dalla bellezza del prodotto, alla bellezza di una vicenda industriale entusiasmante, quella olivettiana appunto, tempestata dalle idee e dalle visioni, ricca di valori senza tempo.

In questa nostra piccola ma ragionata mostra, la Lettera 22 non sta su un piedistallo per essere esibita, ma è rimessa al lavoro. Essa non può più aiutarci a scrivere, lo sappiamo bene: ma può aiutarci a leggere. Che cosa, di preciso? Più che la storia dell’azienda, la cronologia dei fatti, il cambiamento degli organigrammi, il divenire dei bilanci, la sua diversità, i motivi per i quali può ancora essere d’ispirazione per il nostro presente e per nostro il futuro”.

“È passato un anno dalla presentazione della moneta dedicata alla Lettera 22 qui ad Agliè – ha aggiunto il Direttore relazioni esterne e comunicazione Olivetti e Presidente dell’Archivio Storico Olivetti, Gaetano di Tondo – e ci ritroviamo nuovamente in presenza , per continuare il percorso di celebrazione sui 70 anni di questa icona di design della storia di innovazione Olivetti che ha reso Agliè famosa nel mondo”

“Ricordare il grande evento della Lettera 22 in una prospettiva contemporanea presso il Castello di Agliè è per noi importante. – Ha concluso Alessandra Gallo Orsi, Direttore del Castello Ducale di Agliè – Il Castello non deve essere inteso esclusivamente come la vetusta immagine di un tempo passato o, come nel caso specifico, come contenitore di un evento di una storia trascorsa, ma una cassa di risonanza che riverbera le ragioni del successo olivettiano. Dal Castello è partito il futuro industriale ed agricolo di Agliè con il setificio settecentesco e con il tenimento agricolo di Casa Savoia. Realtà produttive che hanno creato il tessuto di competenze lavorative su cui si è potuto appoggiare l’impresa olivettiana. Il castello di Agliè con i suoi percorsi aulici è solo una parte della storia di questa Residenza Sabauda. E’la punta di diamante del racconto storico artistico, ma la realtà è molto di più sfaccettata. A fianco a questo racconto convenzionale c’è la storia di un’azienda economica industriale ed agricola lunga più di un secolo che ha plasmato il mondo produttivo di questo territorio. E’ una storia ancora tutta da recuperare.

Con questa prospettiva che guarda al futuro e che si affaccia a tutte le realtà presenti sul territorio che mi piace intendere il mio ruolo di direttore del castello”.

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