martedì 11 Maggio 2021

OZEGNA – Il Sindaco Bartoli: “Le proteste sono necessarie per evitare violenze future”

Il Sindaco di Ozegna, vivendo la situazione anche come ristoratore, ha inviato in una nota alcune riflessioni

OZEGNA – C’era anche il Sindaco di Ozegna Sergio Bartoli, alla manifestazione di protesta dei ristoratori sulla tangenziale.

Il primo cittadino ha inviato una nota con le sue riflessioni sulla situazione, che pubblichiamo qui integralmente:

“Dicono che protestare contro le chiusure imposte dal governo non aiuta, e soprattutto dicono che non è legale, ma io credo che la protesta, quando motivata da ragioni trascendenti quali la necessità di giustizia, non solo è sacrosanta, ma serve proprio ad evitare violenze future da parte di chi, in questo lungo periodo governato più dalla pandemia che da ragionate scelte governative, ha perso tutto; da parte di chi non riaprirà più la sua attività e da parte di chi non riesce nemmeno più a fare la spesa.

Mai come in questo momento si è notato come il Paese legale non riesca più a rappresentare il Paese reale. Il Paese legale ha scelto di dilapidare centinaia di milioni di euro nei banchi a rotelle e nel cash back, il Paese reale avrebbe avuto bisogno di unità ospedaliere rivolte ai soli malati covid; avrebbe avuto bisogno di scelte governative comprensibili, mentre invece, ancora oggi, non si capisce il perché della chiusura dei ristoranti; non si capisce il perché gli Autogrill siano immuni da contagio più delle sale sterili degli ospedali e non si capisce il perché, chi vende abbigliamento non può mettere un banco al mercato come concesso a chi vende generi alimentari, insomma, in questo lunghissimo anno si è capito una sola cosa, chi fa politica, vuoi a Roma, vuoi in Regione, è lontanissimo dai problemi reali dei cittadini. Vanno tutti avanti a colpi di slogan mentre ci sono milioni di persone che hanno perso il lavoro, mentre ci sono migliaia di attività che hanno chiuso e che chiuderanno.

Io non potevo tirarmi indietro dalla protesta, sono un Sindaco, ma sono anche un ristoratore e non potevo lasciare soli i tanti che fanno lo stesso mio mestiere e che ora sono in ginocchio; non potevo essere assente e soprattutto, anche da Primo cittadino di Ozegna, ho voluto portare nella protesta la voce della mia gente, stanca degli arresti domiciliari imposti attraverso le “zone rosse”; stanchi i commercianti e gli esercenti del mio Comune come di tutto il Canavese, di tutto il Piemonte, ma anche di tutta Italia, di non sapere cosa potranno fare domani. Ho l’impressione che i tanti “scienziati” della politica, dell’economia e della sanità, che di questi tempi fanno e disfano sempre in nome della “salute dei cittadini” non abbiano ben chiaro una cosa, i ristoranti, come anche tante altre attività, non sono come i video giochi, non si accendono o si spengono con un semplice interruttore, nossignori, c’è bisogno di pianificazione, si deve fare la spesa, vanno comperate le materie prime, va richiamato il personale, in parole povere, bisogna organizzarsi e bisogna farlo bene, quindi, gente che ha più lauree e master che denti in bocca, mi devono spiegare dove le hanno prese, quale “laureificio” ha potuto mandare in giro simile gente, devastante, semplicemente devastante se messa alla guida di una Nazione o di una Regione.

In ultimo, auspicando una maggiore collaborazione con le istituzioni superiori; auspicando una seria pianificazione degli interventi di cui abbisogna il Territorio, facendo presente che sarò sempre disponibile a lavorare per il bene dei miei concittadini e della mia categoria lavorativa, voglio ringraziare le forze dell’ordine per la pazienza, per la serietà e per la professionalità dimostrate nel loro intervento in occasione della manifestazione che stamattina, sulla tangenziale di Torino, è arrivata a sfiorare il blocco del traffico. Laurence Olivier ci ha regalato una massima ancora molto attuale: “ La vita è lotta e tormento, delusione e sacrificio, tramonti dorati e fosche tempeste” Quindi, una cosa è certa, farò, faremo tutto il possibile perché i nostri figli possano sempre avere la tavola apparecchiata, perché possano andare a scuola e perché possano vivere liberi in un Paese democratico.”

urbanlungo

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