lunedì 29 Novembre 2021
spot_img
spot_img
spot_img

PE(N)SARE LE PAROLE…

“Quante volte si dicono parole che vorresti subito cancellare… E nascono barriere che non cadono più…”. Così inizia la canzone: “Gente come noi”.

Personalmente, ho provato pochissime volte nella mia vita professionale l’imbarazzo di non poter cancellare delle parole ormai dette.
Mi è capitato con Lucio Dalla che avrei dovuto intervistare ma, al telefono con lui, feci una piccola/imperdonabile gaffe.
Poco prima mia madre mi aveva pregato di dire a Lucio quanto lei fosse innamorata di una sua canzone. Ebbene, al telefono dissi: “Sai, Lucio, mia madre è innamorata della canzone “Prima dammi un bacio” che però lei mi ha fatto ascoltare mille volte ed è divenuta ormai, per me, un tormento!”
Lucio restò in silenzio qualche istante ma poi replicò: “Ma che carinaaaaaaaa tua mamma, mi commuove molto questa cosa..”
Purtroppo avevo trascurato la sensibilità di un uomo particolare che, anche quando parlava con qualcuno di un progetto, non lo portava a prendere uno sbrigativo caffè al bar, ma lo invitava nella sua casa al mare e, solo dopo un’affascinante passeggiata, poi lui illustrava le sue idee all’ospite che invitava a restare a pranzo o cena. Un Artista sempre, anche a casa, dunque.
Io, abituata invece ad un certo giornalismo d’assalto, non avevo considerato la sensibilità di un Artista come Lucio Dalla.
Mi giocai dunque la possibilità di intervistarlo, anche se non disse mai di no neppure nelle telefonate successive, ma il rifiuto di qualcosa si percepisce, non servono le parole.
Einstein diceva: “Se vuoi capire una persona, non ascoltare le sue parole, osserva il suo comportamento!”
Dunque avevo sbagliato io facendo quasi capire a Lucio che la sua canzone mi avesse stancato mentre intendevo dire ben altro ma le frasi hanno un peso e, in quel caso, avrei voluto cancellare le mie parole, come dice la canzone di Ivana Spagna.

Ma, come ho detto all’inizio, rarissimamente ho detto parole inadeguate in ambito professionale.
Il mio capo invece, il giorno in cui gli chiesi cosa avrei potuto regalargli per il suo compleanno, mi rispose: “Lei mi ha dato molto e mi ha fatto già dei bei regali!”
Credevo scherzasse, io non gli avevo regalato nulla e non avevo idea di cosa piacesse ad un uomo tanto importante e con incarichi di assoluto prestigio ma lui poi precisò: “Lei mi ha regalato belle frasi che nemmeno i familiari mi hanno mai detto, lei sa dire cose che toccano il cuore e questo non si compra nei grandi magazzini né altrove!”
Avevo capito che quell’uomo potente che aveva tutto, dai soldi al prestigio, non aveva però l’amore e la considerazione dei suoi familiari, per i quali, lui era importante quasi solamente per gli alti compensi percepiti.
Si sa le persone, per denaro, vivono anche sotto lo stesso tetto pur quando non sono più in sintonia da tempo. I soldi fanno spesso vivere di ingordigia e non di felicità troppe coppie e famiglie, i soldi possono regalare disagio a troppe persone unite solo dal Dio denaro, sembra un paradosso.

La comunicazione privata, è tutta un’altra storia.
Tra amici, conoscenti, parenti, la comunicazione è ben diversa da quella professionale, le parole tra amici o conoscenti, ad esempio hanno un peso non indifferente ma non ci si può reprimere sempre per paura di mortificare qualcuno, sennò si vive male.
Quante sono le coppie che si evitano il più possibile per timore di dover dire determinate parole? Tante.
Ma il non dire determinate parole uccide la coppia esattamente come se le dicesse.
Le parole pesano moltissimo anche nei rapporti familiari tutti.

Sorrido quando sento mia madre dire ad un uomo ingrassato: “Come sei dimagrito!”
Ed ancora, ad un altro invecchiato: “Quanto sei ringiovanito!”
A mia madre piace ottenere benevolenza a costo zero, sapendo di mentire, in genere viene favorita proprio per la sua faccia di bronzo con cui spara frasi di cui non è minimamente convinta, con lei, però tutti restano contenti senza dubitare della veridicità delle sue affermazioni.
La società ama la falsità e superficialità e mia madre sembra amare la leggerezza e la facilità con cui rende gioiosi gli altri distribuendo complimenti in giro talmente inverosimili (a volte) che io non avrei mai coraggio di fare, lei si!
Quante volte mi ha accompagnata a dei miei eventi importanti e lei, che nemmeno sarebbe dovuta entrare tra il pubblico, me la sono trovata seduta in prima fila con tutti gli onori del caso solo perché aveva stretto sul momento amicizia con alcuni che finivano per darle il posto a sedere più prestigioso, coccolata e considerata come gli ospiti importanti perché lei, come sempre, aveva definito, prima di entrare, qualcuno bello come un attore oppure qualcun’altra come un’attrice dagli occhi verde smeraldo, ecc, complimenti fatti talvolta a semplici uscieri che le davano libero accesso perché frastornati dalle sue parole gentili.
A mia madre si addice perfettamente la citazione di Blaise Pascal: “Le parole gentili non costano nulla. Tuttavia ottengono molto!”
Ma mia madre sembra un personaggio teatrale, bizzarra e comica allo stesso tempo ed è sempre rimasta così.

Tornando però all’importanza delle parole in ambito professionale, mi comportai esattamente al contrario di  come può permettersi di essere mia madre quando un importante Dirigente mi chiese di dargli un parere sul suo vestiario per andare ad un evento.
Va detto che, già in estate, io almeno trovo ridicolo un uomo vestito in giacca e cravatta quando fa molto caldo, mi sembra di vedere in ognuno un sofferente incartato, quasi fosse una punizione tutta maschile.
Il Dirigente volle però da me la verità e fui costretta a rispondere: “Sei noto, tranquillo, tutti sanno chi sei, altrimenti ti prenderebbero per un becchino vestito così!”
Un uomo alto e magro con un completo nero scuro era inquietante per me da osservare e non riuscii a mentire, fu così che il Dirigente corse a cambiarsi e mi ringraziò. Anche se io non ero la sua costumista, avevo però la possibilità di usare parole forti e chiare per rendere l’idea.

Mentre per quello che riguarda la comunicazione aziendale o per i politici, va detto che si tratta di una comunicazione particolare fatta di parole da valutare con cura, serve studiare anche gli argomenti da trattare prima di scrivere un comunicato stampa o un discorso mentre, nei rapporti umani, si dovrebbe poter parlare senza troppi freni ma poi ti scontri puntualmente con una marea di sofferenti che vorrebbero invece la falsità.
Nei rapporti privati ci vorrebbero sempre persone come mia madre, lei si che saprebbe fingere di vedere fontane piene d’acqua pure nel deserto ma lei lo fa per suo tornaconto.
Va detto poi che io preparo già i discorsi altrui tutto il giorno ma nelle conversazioni private evito di curarmi troppo delle parole da dire o non dire, sennò proseguirei la mia attività professionale pur chiacchierando con un amico, proprio non potrei.
E comunque, quando decido di dire qualcosa che inevitabilmente offende qualcuno, ne sono ben consapevole ma lo faccio ugualmente perché ritengo di essere arrivata ad un punto in cui un’amicizia o una collaborazione si è deteriorata. Non mi aspetto mai realmente che prosegua un’amicizia quando arrivo ad usare le parole giuste che colpiscono una persona e lo metto in conto.
Dunque, se arrivo a colpire qualcuno, vuol dire che ho già preso la mira e considero quella persona già moribonda per qualche ragione, basta solo il colpo finale: le parole giuste.

Ho fatto comunque pochi esempi qui che riguardano sia la vita professionale che privata per ribadire quanto le parole possano essere come chiodi, martellati in un muro e, quando li levi, lasciano sempre il segno.
Bisogna pensare bene alle parole da dire agli altri perché i segni lasciati saranno per sempre un triste ricordo nella loro memoria. Dire le cose come stanno con i dovuti accorgimenti o apre gli animi o li chiude definitivamente. Le parole esaltano o annientano.
Ma ciò che conta è sapere sempre con chi parli, il livello di autostima di una persona, quanto ha rispetto di sé quella persona. È proprio parlando con amici che mi sono accorta di grandi sofferenze, il silenzio e lo sdegno sono poi la risposta a tutto.
Insomma, il dialogo tra persone può arrivare al cuore perché colpisce positivamente oppure può far sprofondare una persona.
Tutta la vita è un gioco di parole, ed è affascinante. Ma conta moltissimo chi le dice, come si dicono e a chi. Ci sono frasi dette solo per frastornare gli altri, queste sono le più rischiose.

“SE NON PUOI CONVINCERLI, CONFONDILI!”. Cit H.Truman

Concludendo, le parole in genere, (non quelle usate per lavoro) avvicinano o allontanano.
Ed è fantastico il saper allontanare persone inutili o nocive con parole mirate, rappresenta un’opportunità unica di salutare determinate persone, come meritano.

“Non voglio solo parole. Se è tutto ciò che fai per me, faresti meglio ad andare!”

[metaslider id=”653523″]

[metaslider id=”187330″]

LEGGI LE ALTRE NOTIZIE DI:
spot_img
spot_img
spot_img
spot_img
spot_img
spot_img