venerdì 16 Aprile 2021

VIVERE DI EMOZIONI….

“Di questo è fatta la vita: solo di momenti da non perdere…!” Cit.

Le emozioni rappresentano il sale della vita, anzi, la vita stessa. Quante sensazioni proviamo e quante ci regalano un benessere fisico e psichico?
Da non sottovalutare il fatto che alcune emozioni le vivi in perfetta solitudine, altre, le vivi solo con il contatto o la vicinanza di qualcun altro.
Come al solito, qualche mia esperienza di vita, può essere utile per affrontare meglio l’argomento.

Soffermandomi sulle emozioni maschili, alcuni mi raccontano di provare emozioni quasi esclusivamente di natura sessuale, taluni in perfetta solitudine, magari soltanto raccontandosi o pensando a qualcuna di loro gradimento. Ritengo le emozioni sessuali solitarie un mero atto meccanico privo di qualsiasi coinvolgimento emotivo.
Credo dunque che vi sia il bisogno di spiegare cos’è davvero l’emozione.
Quando non ci si emoziona più è bene preoccuparsi.
Appassionarsi realmente a ciò che si fa è un’emozione.

Ricordo una professoressa, a scuola, che si emozionava anche quando, il marito medico, aveva delle riunioni in casa con dei colleghi e lei correva entusiasta a comprare dei fiori colorati da esibire in salotto. Chi si emoziona per le piccole cose, poi lo fa spesso perché vive completamente tutto.

Ed ancora, un nuovo progetto ci può emozionare, una nuova conoscenza, un contatto fisico, uno sguardo, guardare il mare a lungo ed ammirare con immenso stupore lo spettacolo della natura e delle onde sempre diverse, il tramonto, il sole che sorge in modo sempre diverso, il sorriso di qualcuno che ci trasmette empatia, gioia, il preparare il vestito migliore da indossare per un appuntamento galante a cui teniamo molto, immaginare come andrà un incontro tanto desiderato, preparare un piatto per il nostro partner.
Potrei continuare a lungo raccontando le mille possibili emozioni.

Alcuni uomini, taluni anche facoltosi, con posizioni professionali di tutto rispetto, stimati notai con diversi studi, Avvocati affermati e categorie simili  mi scrivono: “Ti amerei senza sosta. Ti smonterei come le costruzioni della Lego.Ti soffocherei di baci. Ti darei talmente tanto amore che dovresti chiamare i soccorsi per venirti a liberare da me. Vorrei prenderti a morsi. Vorrei essere la tua cura, piantonato vicino a te come il più fedele dei dottori……”
Sorrido spesso ripensando a frasi che sembrano dette più da scaricatori di porto (con tutto il rispetto per la simpaticissima categoria) che da luminari del Diritto. Ma si sa, il proprio lato più rozzo e vero viene fuori solo confidandosi in privato.

Senza dilungarmi troppo sulle frasi che talvolta mi ritrovo scritte talvolta da amici, lettori e conoscenti, noto, in primis, la natura del linguaggio usato da alcuni che va ben oltre il loro ruolo. Leggere da un notaio che vorrebbe smontarti o essere il tuo dottore che ti cura h 24 a suon di amore sensuale, fa riflettere sull’intensità delle sue emozioni e sulla sua capacità di fantasticare.
Conoscendolo, posso dire che di persona sarebbe capace di vivere ciò che afferma per iscritto. Non siamo amanti ma vedo in lui un uomo realmente appassionato e pronto a vivere appieno quanto dice.
Un uomo generoso e pronto a vivere ciò che desidera in qualsiasi momento, perché, va detto, la generosità spesso contraddistingue chi vive.

Ci sono persone avare in tutto e non sempre sono povere di soldi ma di sentimenti, sono le persone che vivono di calcoli, di ciò che conviene fare senza toccare il denaro.
Conosco un buon numero di coppie benestanti infelici ed aride che restano insieme unicamente per non dividere i propri beni, sono quelle coppie che hanno messo ogni emozione in cantina dimenticandosi di vivere.
Poi ci sono gli uomini che cercano una qualsiasi emozione da vivere esattamente nei momenti in cui scrivono ad una donna ma, quelle, non sono propriamente emozioni, semmai tentativi solitari di provare qualcosa che li faccia sentire ancora vivi e sono ben altre situazioni per nulla gratificanti.

Conosco un signore benestante, separato con un figlio che invece vive con la madre. Il tizio mi appare una persona sensibile ma avverto in lui che vive in assenza di emozioni. Mi scrive un giorno: “Se voglio mangiare, ho la trattoria sotto casa. Se mi serve la casa pulita, ho la donna ad ore. Se desidero una donna, esco di casa e compro sesso. Vado in tintoria, per gli abiti da stirare. Ho tutto ciò che mi serve!”
Praticamente un uomo molto organizzato. Tranne però sulle emozioni che sembra aver dimenticato. Quelle le vive solo quando rivede sua figlia o in poche altre situazioni. Peccato però che non viva d’amore, di musica, della sensazione meravigliosa di una donna che gli faccia una carezza sul viso, di un bacio appassionato.

A tal proposito, mi capita di vedere, qualche giorno fa, una donna che accarezza un uomo e lui appare compiaciuto. È raro che io veda un uomo a cui piacciano le carezze di una donna. Lui abbassa la testa  per bloccare la mano di lei sul suo viso.
In pubblico non ci avevo mai fatto caso. Un uomo che vuole trattenere una carezza restando ad occhi chiusi per gioirne sul momento.
Ma soprattutto, si parla spesso di sesso, di uomini che si atteggiano a super machi e rarissimamente sento parlare di tenerezza di cui anche l’uomo ha bisogno.

Leggo di uomini più bisognosi di raccontare le loro (vere o presunte) erezioni al posto delle emozioni.
Un uomo è forte e non ha bisogno mai di carezze, di attenzioni? Chi lo dice?
Io vedo in giro uomini bisognosi di tutto, uomini che si trascurano anche fisicamente perché hanno dimenticato le emozioni e le attenzioni di una donna soprattutto da sposati.
La mentalità italiana vuole che l’uomo non pianga, non dimostri le sue emozioni perché deve essere forte e coraggioso, secondo l’immaginario comune.
Innamorarsi, gioire, urlare la propria rabbia o la propria gioia dunque non sono cose da uomini. E così facendo, gli uomini continuano a provare tutto in gran silenzio, per paura di essere giudicati deboli. Troppi uomini sono ancora più deboli proprio per questa inibizione.

Concludo questo mio pezzo con una citazione (volendo appositamente immaginare che Massimo Troisi parlasse di un’emozione e non di una donna):

-Sono proprio innamorato, perché io me la sono vista lì davanti. La guardavo e non mi usciva neanche una parola.
– Ma come? Non le hai parlato?
-Quasi niente. Cioè, la guardavo e m’innamoravo.
(Massimo Troisi. Dal film. Il postino)

Stupendo è osservare qualcuno o qualcosa senza riuscire a dire una parola ed innamorarsene, è una sensazione…. a dir poco meravigliosa.

Parola di Alessandra Hropich.

urbanlungo

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