domenica 1 Agosto 2021
domenica, Agosto 1, 2021
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INTERVISTA A PAOLO CREPET

Psichiatra, Sociologo, Educatore, Saggista ed Opinionista

Conobbi Paolo Crepet anni fa a Roma e già notai di persona la sua incredibile ironia e le sue battute frutto della sua grande intelligenza. Adoro l’ironia anche se so bene che non tutti ne colgono il senso. Ma visto il suo successo in tutto quello che fa, evidentemente, è un Professionista molto stimato ed ascoltato.

Domanda: “L’amore scarseggia perché nessuno vuol farsi carico di un altro essere. Nessuno si sacrifica più, e alle prime difficoltà, scompare!”
Sono solo alcuni versi del poeta greco Sotirios Pastakas.
Paolo, cosa vuoi aggiungere?
Risposta: Che purtroppo è così da quando il poeta scriveva quei meravigliosi versi, non è cambiato molto, è arrivata anche la tecnologia, certo aiuta ma ha anche peggiorato le cose per certi versi.
La tecnologia ti mette in contatto con il mondo e, con altrettanta grande facilità, ti disconnette.

Domanda: Sei favorevole alle relazioni virtuali?
Risposta: Il mondo si dividerà sempre  tra chi sceglierà una vita reale  e chi, invece, si organizzerà una sua vita virtuale. Ma questo vale per tutto, per l’amore, il lavoro, la scuola. Ci sono i pro e i contro, per tutto. Ci sono persone ad esempio che, grazie al Covid, hanno scoperto la bellezza della lontananza.

Domanda: Ammetterai che, il virtuale consente di capire poco di una persona.
Risposta: Beh, l’uomo lo conosci bene quando hai occasione di conoscerlo. Se una montagna non ci arrivi sopra non la conoscerai mai. Abbiamo comunque prova della possibilità di vivere sia realmente che una vita non reale, ovvero quella virtuale.
E posso dire che, grazie al covid, si lavora, si fa scuola, ci si relaziona e, a molti, non è dispiaciuto per niente. L’uso del virtuale si è moltiplicato, è un dato di fatto, che piaccia o no.

Domanda: Cambiando argomento, cosa ne pensi delle coppie che hanno problemi ma non li affrontano?
Risposta: Non è vero  che le coppie non riescono a risolvere i loro problemi, spesso non vogliono risolverli.

Domanda: Perché tu ritieni che le coppie non vogliano risolvere i loro problemi?
Risposta: Non vogliono cambiare casa, non vogliono affrontare le questioni economiche che ne conseguono. Poi, ammettendo che ci sono anche coloro che non hanno i soldi per andare da nessuna parte, è naturale che restino con la propria moglie. Ma è una cosa nota, già i nostri nonni avevano il loro malcontento.
Io non giudico ma, chi mi dice di stare insieme da trenta anni (ad esempio) e che lo fa per i figli oppure racconta altre storie, tipo la consuetudine che fa stare insieme, capisci che è qualcuno che parla di cose che nulla hanno a che vedere con il sentimento in quanto tale, semmai con problemi che non si vogliono affrontare. Non giudico questo fenomeno, questo immobilismo è talmente esteso che rappresenta abbastanza la regola. Anzi, oggi lo si ammette, un tempo non lo si diceva nemmeno ed era anche peggio.

Domanda: Tu dici sempre che la speranza ha due figli: l’indignazione e il coraggio. Guarda in faccia quello che non ti piace.
Risposta: È ovvio che la speranza ha bisogno di coraggio. Nulla però è scontato però, ad esempio, parlando del nostro Paese, ha cambiato governo di continuo ma non riesce a fare una riforma strutturale a nessun costo. Noi diciamo che sono i politici ma, ogni volta che noi italiani votiamo, sappiamo benissimo che i politici non  cambiano un accidente e ci va bene così.
Esiste una condivisione nel non voler cambiare. Chi lo ha detto che il cambiamento è  una cosa a cui gli italiani aspirano davvero? Per me, gli italiani aspirano a non cambiare nulla, poi esiste una minoranza che lo vorrà ma la maggioranza non lo vuole. Non siamo marinai, siamo gente di terra, contadini, conservatori.

Domanda: Quindi vedi in modo del tutto negativo il lassismo tipico degli italiani?
Risposta: No perché ai contadini dobbiamo il fatto che ci sia da mangiare. Se ogni volta il contadino cambiasse il tipo di coltivazione, ci troveremmo disorientati. Se un anno ci sono i pomodori e l’anno successivo non ce ne fosse nemmeno uno, come si farebbe? Non è così sbagliato essere conservatori.

Domanda: Solo noi italiani siamo così conservatori?
Risposta: No. Ci sono popolazioni più propense al cambiamento perché sono più nomadi.
Gli americani, ad esempio, sono nomadi per eccellenza, recentemente lo sono un pochino meno ma nel loro sangue c’è il cambiamento. Noi italiani siamo molto poco propensi al cambiamento di ogni cosa. Esiste per noi un appagamento anche nella conservazione dei beni. Persino nel conservare la casa che si eredita.


Domanda: Due parole sul rapporto genitori/figli. Argomento che affronti sempre con particolare impegno.
Risposta: Basta vedere il sabato sera sulla Darsena a Milano, e possiamo capire il fenomeno. A chi dice che non sono tutti così dico che comunque sono parecchi.  Ragazzi piccoli, adolescenti, ai party sulla Darsena. Quando un giovanotto se ne resta senza mascherina per ore a bere, aumenta il rischio di contagio, poi torna a casa, come? In che condizioni? Capisci perché stiamo ancora a certi livelli? In attesa del vaccino, oltretutto.

Domanda: Esiste un sottile compiacimento da parte dei genitori che si sentono soddisfatti se hanno un figlio bullo o maleducato, ho notato. Mentre un figlio educato è da portare dallo psicologo, oggi. Mi sbaglio?
Risposta: Beh, un diverso da’ fastidio. La norma è diventata la realtà della Darsena, ovvero quella di far casino la sera e di bere, di studiare poco. È chiaro che che ci sono giovani che studiano, si impegnano ma sono una minoranza. I genitori che si preoccupano dei loro figli che studiano sono loro dei bulli che vorrebbero vedere la bullaggine del figlio.

Domanda: In questo mondo folle, di fronte al dolore si tende a prescrivere un farmaco e non a dare un supporto di umanità: un sorriso o una stretta di mano. Perché accade questo?
Risposta: Perché si fa prima. Le parole necessitano tempo, complicità. Il farmaco te lo dà il farmacista. Questo è un mondo frenetico. Un mondo che non ha capito molte cose.

Domanda: Per concludere, cosa cambierà dopo questo periodo di pandemia?
Risposta: Niente. Sarà una brutta parentesi che la gente vuole dimenticare. Credo purtroppo che, quando l’ultima paura calerà, la gente si comporterà in modo anche peggiore, correndo a recuperare il tempo rubato. Tutti vorranno spaccare il mondo e non ci sarà moderazione.

urbanlungo
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