domenica 18 Aprile 2021

INTERVISTA A VINCENZO BOCCIARELLI

Non è semplice intervistare un artista poliedrico come Vincenzo Bocciarelli, attore di teatro, cinema e TV, pittore e, da poco, anche scrittore.
Un’ intervista iniziata con un mio curioso incidente di percorso:  mi accorgo che al termine, tutta la bella conversazione registrata, è andata perduta perché il nastro non ha fatto il suo lavoro, informo subito Vincenzo dell’accaduto e cosa fa una speciale persona come lui?
Mi richiama immediatamente e ricominciamo daccapo, ammettendo poi lui stesso di preferire la seconda alla prima.
Sembra proprio di essere in teatro con lui anche al telefono, infatti ha qualcosa di teatrale/scenico anche quando parla e si racconta.
Quindi, non solo sto parlando di un grande attore noto al grande pubblico ma anche di un professionista di rara sensibilità ed umanità, cosa non automatica.
Quindi, come ha detto lui: “Buona la seconda!”

Domanda: Vincenzo, ormai ti conoscono anche i sassolini che calpesti ma, riassumi in estrema sintesi la tua attività.
Risposta: Prima di tutto, voglio iniziare dicendo che oggi, 26 febbraio è la giornata in cui io festeggio il mio compleanno anche se io compio gli anni il 22 febbraio  ma, visto che il prossimo 27 marzo sarà la data della giornata mondiale del teatro, dunque probabilmente ci sarà l’apertura dei teatri, ho voluto radunare un po’ di amici presso L’ Hostaria de’ Pastini a Roma per mandare una dichiarazione d’amore nei confronti del teatro che è la mia passione, la mia vita oltre al cinema.

Domanda: Di dove sei e dove hai iniziato?
Risposta: Io sono di origini lombarde ma cresciuto a Siena e mi sento un cittadino del mondo (come sono solito dire nelle mie interviste).
A diciassette anni ho iniziato a studiare teatro a Siena, poi sono andato al Piccolo di Milano, scelto dal Maestro  Giorgio Strehler, poi approdo alla fiction e al cinema alla fine degli anni 90. Ho avuto successi come “Orgoglio”, “Incantesimo”, ecc.., quindi, parliamo di fiction di successo.

Domanda: A livello internazionale?
Risposta: Assolutamente vi è il mio amatissimo rapporto con il cinema internazionale, sono ora sulla piattaforma Chili con il film “Mission Possible”.

Domanda: Certo è che, raccontare tutta la tua carriera artistica non è uno scherzo, hai fatto tantissime cose.
Risposta: Beh, sono trent’anni di carriera. Sono stato definito da coloro che mi seguono come un “acrobata dell’ anima”.

Domanda: Illustraci in breve i tuoi passaggi.
Risposta: Dal cinema, al teatro, alla televisione, fino ad arrivare  al “Bocciarelli Home Theatre” nato in occasione del primo lockdown.

Domanda: Intervistando alcuni attori comici, ho appreso che una certa malinconia li riguarda molto da vicino. Anche tu, Vincenzo, hai una vena di malinconia?
Risposta: Hai colpito nel segno, ebbene si! Proprio nel periodo lockdown è nato il mio libro “Sulle ali dell’arte” per raccontare l’ esperienza del “Bocciarelli Home Theatre”, ovvero un teatro interattivo nato per resistere alla pandemia, alle difficoltà del periodo passato del primo lockdown.
Certo è che un artista, guardandosi indietro, può incontrare la propria malinconia soprattutto quando ripenso a dei momenti del passato o a persone che non ci sono più.

Domanda: Il libro “Sulle ali dell’ arte”, di cosa tratta esattamente?
Risposta: È un racconto, un diario/esperienza condivisa attraverso il “Bocciarelli Home Theatre” del mio periodo del lockdown iniziato il 10 marzo 2020. Non mi sono arreso all’idea di non poter comunicare con i miei fans, il mio pubblico, volevo tenerlo in caldo. Poi, l’anno 2020 doveva essere per me il rientro in grande stile al teatro con l’ Amleto, nel ruolo di Re Claudio.
E dunque, un po’ per stare vicino al mio pubblico e un po’ per fare del bene, ho voluto fare intrattenimento  ed ho dato vita a questo appuntamento tramite Facebook  e Youtube.
Grazie quindi al “Bocciarelli Home Theatre”, ogni tanto facevo anche opere d’arte in diretta facendo dei quadri il cui ricavato è stato devoluto ad un’associazione di beneficenza.
Un editore mi ha chiesto di raccontare tutto questo in un libro e son venuti fuori dodici capitoli in cui racconto il periodo, poi ci sono anche dei brani del pubblico.

Domanda: Cosa ci dici della passione in genere?
Risposta: L’amore bisogna metterlo in ogni cosa che si fa, anche quando innaffiamo la pianta di casa, poi, l’amore serve per un rapporto sentimentale, l’amore serve per tutto.
La passione invece brucia, arde. Ma, se dalla passione si arriva all’amore, è il massimo. Solo l’amore resta. La passione intesa come entusiasmo, muove tutto.
C’è bisogno di passione e di metterci l’anima in tutto.

Domanda: Chi fa il tuo lavoro, inevitabilmente si cura. Chi fa un lavoro comune come il macellaio, ad esempio, pensi abbia la stessa cura di un attore?
Risposta: Mah, dal momento che io parlo con tutti perché mi piace, noto che ci sono fortunatamente molte persone comuni che ci tengono alla cura del proprio corpo, non solo chi vive della propria immagine. Ed ultimamente, grazie al cielo, noto persone comuni che ci tengono di più alla cura del proprio corpo ed igiene.

Domanda: Vincenzo Bocciarelli, tu che sai di persona entusiasta e positiva, lasciaci con un augurio.
Risposta: Mi auguro di apprendere presto che vi sia la cura dell’anima da parte di tutti.
Tutto ciò di cui si ha cura, fiorisce. Chi trascura la propria anima, trascura tutto.

“Debbo dire che, da come parla di sé, dal tono della voce e dall’ enfasi, sono convinta che davvero Vincenzo abbia la cura di sé stesso, del suo lavoro e del mondo.
Ed è una cosa straordinaria per un Attore.
E chissà, aggiungo io, che non sia particolarmente amato dal pubblico anche perché lui riesce ad entrare nell’ anima delle persone!”

urbanlungo

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