mercoledì 27 Gennaio 2021

CANAVESE – Il Pd Alto Canavese in disaccordo con le due location ipotizzate per il nuovo Ospedale

Invitano ad un confronto il 15 gennaio 2021 in modalità online

CANAVESE – Il Circolo Pd Alto Canavese si è espresso sulle due location ipotizzate per far sorgere il nuovo Ospedale del Canavese e sulle altre strutture del territorio.

“In questi ultimi giorni – dichiara il Segretario, Simona Appino – si sono posti all’attenzione del dibattito locale, due argomenti molto importanti e fondamentali per il futuro sanitario del nostro territorio: il Nuovo Ospedale e la medicina territoriale.

L’attuale nosocomio di Ivrea, classificato dalla Regione in classe A, non risulta idoneo alle necessità funzionali attualmente richieste, non possiede la flessibilità strutturale per indispensabili adeguamenti architettonici/operativi, non è in alcun modo espandibile e quindi dovrebbe essere sostituito da una nuova struttura.”

Nell’organizzazione delle strutture sanitarie volute dal DM n.70 del 15 aprile 2015 esso si colloca come ospedale “Spoke” con DEA di 1° livello, pianificato per garantire una assistenza territoriale ai distretti di Cuorgnè e Ivrea che hanno una popolazione complessiva di 175.000 abitanti circa, bilanciata fra Canavese Occidentale di 85.000 ed Eporediese di 90.000.

“A Cuorgnè – prosegue Appino – la struttura esistente ha la priorità di Pronto Soccorso per area montana disagiata, mentre la struttura di Castellamonte, per ora, è stata posta fuori dalla rete degli ospedali Regionali essendo classificato solo come presidio.

La scelta della tipologia del Nuovo Ospedale che andrà fatta in questi mesi, nonché la sua localizzazione, determineranno il futuro dell’organizzazione sanitaria territoriale per almeno i prossimi 50 anni. Crediamo quindi sia doveroso un dibattito ampio ed approfondito, senza pregiudizi, affinchè la politica eserciti il suo ruolo primario: la custodia del Bene Comune.

La linea progettuale degli ospedali negli ultimi anni colloca queste strutture ai margini della città e con spazi di accessibilità e di vivibilità molto ampi, tali da permetterne flessibilità e ulteriori ampliamenti e che non obblighino i mezzi di soccorso ad effettuare slalom nel caotico traffico cittadino.

Le attuali proposte in campo ci sembrano non pienamente soddisfacenti mentre rischiano invece di essere accettate dalla Regione Piemonte che si attende dai Comuni del territorio servito, cioè il Canavese Occidentale e l’Eporediese, una proposta che emerga da un progetto complessivo basato su un’idea espansiva, modulare, scalabile, del Nuovo Ospedale.

La localizzazione al centro di Ivrea (zona Montefibre) lo porrebbe in un’area già satura di strutture (tribunale, scuole e supermercati) che portano con sé un sovraccarico sulla viabilità, mentre la proposta di Scarmagno (area ex Olivetti) è troppo decentrata e difficilmente raggiungibile.

Un’attenzione particolare merita poi la struttura cuorgnatese, attualmente classificata in fascia C dalla Regione, cioè fra le strutture che risultano sostanzialmente idonee all’uso corrente, che risulta essere protetta dalle leggi dello Stato, in quanto ospedale semplice con Pronto Soccorso, dislocato a servizio di comunità montana disagiata, e come tale non discutibile. Nell’ambito della ristrutturazione della medicina territoriale ci sembra doveroso proporre per questo nosocomio una garanzia di funzionamento a pieno regime anche dal punto di vista del personale e un ampliamento del PS e della radiologia che verrebbero affiancati da una degenza temporanea che potrebbe garantire una migliore gestione di casi complessi che diversamente dovrebbero essere dirottati verso Ivrea, Ciriè o Chivasso.”

​”Noi crediamo – conclude – che sia necessario a questo punto superare ogni barriera politica ed ideologica perché le decisioni prese oggi nel nostro territorio condizioneranno la sanità per i decenni a venire, cioè soprattutto per le generazioni future. Chiediamo quindi fortemente che le amministrazioni del Canavese Ovest, le Associazioni e gli Enti locali, facciano sentire tutti insieme la loro voce e dicano quali siano le loro posizioni e le loro idee su questo argomento (non solo cioè proposte sulla localizzazione della struttura) ma anche su una riorganizzazione della Medicina territoriale che è altrettanto importante, con nuovi servizi diffusi, ad esempio poliambulatori e uffici ASL, collaborazioni fra medici di base che troverebbero la loro naturale collocazione nel presidio di Castellamonte.

Abbiamo bisogno di conoscere e confrontarci a fondo con le problematiche giornaliere della popolazione riguardo a questi temi.

Invitiamo tutti, senza preclusione di partito e provenienza a mettersi in contatto con la nostra segreteria: confronteremo a mente aperta tutte queste posizioni in un incontro online il giorno 15 gennaio 2021 sulla piattaforma Zoom per capire quali siano le risposte che il nostro territorio si attende.

Crediamo che questa sia per noi una grande opportunità per dimostrare ai nostri concittadini di meritare la fiducia che ripongono nei loro amministratori e in tutti coloro che vi operano a vario titolo, onde favorire la crescita sociale e progettuale del nostro amato territorio.”

urbanlungo

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