giovedì 6 Maggio 2021

CANAVESE – Nursind scrive all’Assemblea dei Sindaci sul nuovo ospedale

Secondo Nursind non ha senso un dibattito che non sia fondato su elementi che non tengano conto delle esigenze territoriali

CANAVESE – Riceviamo da Nursind (Sindacato delle Professioni Infermieristiche) una lettera aperta rivolta all’Assemblea dei Sindaci e per conoscenza all’Assessore Icardi e al Commissario Vercellino dell’Asl To4. La pubblichiamo qui integralmente:

“Come a voi tutti noto, la scrivente organizzazione sindacale e tutti gli operatori sanitari, seguono da anni con grande interesse, ma anche apprensione, il destino dell’attuale nosocomio Eporediese e il futuro di quello nuovo.

Senza volersi in alcun modo sostituire alla politica o limitare il diritto di ogni singolo Sindaco di esprimere il proprio pensiero, riteniamo però sia doveroso e rispettoso nei confronti di cittadini e operatori sanitari, chiedervi di mettere da parte inutili discussioni, così come abbiamo avuto modo di leggere nelle ultime settimane.

Comprendiamo la posizione di ognuno di voi, ma vi chiediamo un atto di responsabilità che permetta in tempi certi di arrivare a una soluzione.

Se possiamo permetterci, il punto non è solo dove costruire un nuovo ospedale, ma soprattutto interrogarsi su alcuni importanti aspetti.

Abbiamo avuto modo infatti, di leggere come diversi Sindaci ritengano non sia corretto individuare Ivrea e l’ex area Montefibre sito per il nuovo ospedale, ma non abbiamo compreso il perché.

Se qualcuno dovesse ritenere che lo studio del Politecnico sia troppo datato, allora si chieda un nuovo parere anche in virtù della pandemia che ha messo in evidenza le criticità dell’edilizia sanitaria, ma lo si faccia.

Ci si è chiesti ad esempio cosa serve realmente al territorio?

Ci si è chiesti (come affermato da Icardi) se è prevista una riorganizzazione della rete ospedaliera Regionale? Se sì, come e quanto potrà impattare sulla scelta della collocazione del nuovo ospedale? Può una città come Ivrea privarsi di un Ospedale? Può allontanarsi dai cittadini della bassa Valle d’Aosta e ridurre le entrate legate alla mobilità attiva? Può la città lasciare la gestione della Sanità in mano a una Clinica privata convenzionata? Sono stati considerati aspetti relativi all’ umanizzazione delle cure nella scelta del nuovo ospedale? La viabilità? I parcheggi?

Insomma, senza volerci dilungare ulteriormente, quello che tutti vi chiediamo quindi, è una presa in carico del problema non basato su proprie idee (anche gli operatori sanitari ne hanno una), ma su evidenze e dati.

Se non dovesse andar bene l’area individuata, si crei una commissione con un mandato e dei tempi certi, che coinvolga non solo la politica, ma anche una rappresentanza dei cittadini, dell’azienda, degli operatori sanitari e soprattutto dei tecnici esperti, ma lo si faccia senza perdere ulteriore tempo.

In caso contrario riteniamo controproducente proseguire con un dibattito basato su campanilismi e criteri non basati su elementi che tengano conto delle esigenze territoriali.

Certi di una vostra comprensione della presente missiva, augurandoci che possiate trovare presto una soluzione per questa importante tematica, cogliamo l’occasione per porvi distinti saluti.”

urbanlungo

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