martedì 27 Settembre 2022

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Direttore Responsabile: Magda Bersini

TORINO – Siap e Lega Giovani Piemonte commentano gli scontri al Campus Einaudi

Entrambi si schierano dalla parte della Digos torinese

TORINO – “Quanto accaduto a febbraio scorso al Campus Einaudi è l’ennesimo grave episodio che vede sempre al centro i soliti noti violenti dei centri sociali – dichiara Pietro Di Lorenzo, Segretario Provinciale del SIAP, sindacato della Polizia di Stato, in seguito alle 19 misure cautelari disposte questa mattina come conseguenza ai fatti avvenuti a febbraio – Non stupisce certo che tra gli arrestati di allora ed i destinatari dei provvedimenti di oggi ci siano ancora una volta quelli che agiscono come se alcuni ambienti, come l’università, fossero cosa loro”.

“Al di là delle ferite, anche gravi, riportate dai colleghi, – prosegue Di Lorenzo – deve far riflettere la convinzione di impunità che questi soggetti dimostrano di avere ed il fatto che tra loro, nuovamente presenti a praticare danneggiamenti, intimidazioni e violenza, vi siano alcun già arrestati nei mesi passati in importanti operazioni della Digos torinese”

Torino disordini Campus Einaudi 2

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“Non smetteremo mai di richiedere provvedimenti seri, quali quelli assunti dalla Regione Piemonte circa la non concessione di borse di studio ai violenti, e certezza della pena. La Digos di Torino ha svolto ancora una volta un grandissimo lavoro, speriamo che il suo operato non sia vanificato e che cessi la copertura e l’appoggio politico ai violenti dell’università . ”

E giungono anche i commenti della Lega Giovani Piemonte: “Ancora una volta ci schieriamo dalla parte delle forze dell’ordine; un plauso agli uomini della Digos anche per le perquisizioni effettuate all’interno dell’Università, in aule da troppo tempo occupate da centri sociali e antagonisti e sottratte agli studenti. Grazie all’odg presentato al tempo dalla Lega in Consiglio Regionale e al successivo lavoro di Regione ed Edisu, in caso di sanzioni disciplinari comminate dall’Ateneo quegli studenti perderebbero il diritto di ottenere le borse di studio. Auspichiamo quindi che sia questo il primo caso nel quale le nuove regole vengano applicate.”

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