martedì 1 Dicembre 2020

PIEMONTE – Sapere digitale Educazione civica digitale in biblioteca

Un progetto per diffondere la cultura (del) digitale nelle biblioteche e nelle scuole precursore rispetto alle nuove esigenze legate all’emergenza COVID

PIEMONTE – Sapere Digitale, progetto sostenuto dalla Regione Piemonte e dalla Fondazione Compagnia di San Paolo, ha l’obiettivo di supportare le biblioteche del Piemonte in relazione al ruolo cruciale che possono e che devono giocare nell’educazione civica digitale e nella diffusione di una sempre maggior consapevolezza del corretto utilizzo del digitale.

Il progetto nasce dall’esigenza delle biblioteche di allargare il proprio sguardo, di creare reti e connessioni e di includere temi e attori, attraverso lo scambio di competenze e professionalità, la ricerca, lo studio di buone pratiche e la formazione permanente. Senza trascurare i rischi ma privilegiando le opportunità e le potenzialità che il digitale offre.

Sapere Digitale vuole stimolare e rafforzare la centralità delle biblioteche sul tema della cultura e la creatività digitale, con particolare attenzione alla promozione della lettura, alla circolazione del sapere e alla didattica.

La formazione Sapere digitale offre alle biblioteche che ne fanno richiesta corsi di formazione, seminari, laboratori e la possibilità di avere servizi di tutoraggio e accompagnamento per sviluppare progetti.

La formazione è intesa nel progetto come modalità di attivazione, attraverso un patto formativo: le biblioteche che aderiscono possono partecipare ai corsi, ospitare una tappa del percorso formativo, proporre un progetto o un‘iniziativa divulgativa sull’educazione digitale e sull’educazione ai media.

Il progetto ha suscitato l’interesse delle Biblioteche che stanno aderendo numerose e che si stanno già attivando proponendo progetti. Sono in calendario molti appuntamenti in diverse biblioteche del territorio piemontese e la partecipazione del progetto a vari eventi e iniziative. Sapere Digitale durante il COVID Il progetto, decisamente anticipatorio rispetto alla necessità e all’urgenza della formazione su questi temi, si è rivelato particolarmente utile durante la pandemia e le biblioteche e le scuole che avevano già aderito hanno saputo coglierne le potenzialità. Sono state momentaneamente sospese e riprogrammate le attività formative in presenza ma si sono rafforzati e moltiplicati i tutoraggi e le consulenze gratuite a distanza, mirati allo sviluppo di progetti ad hoc per la pandemia e al rafforzamento o alla creazione di collaborazioni tra reti di biblioteche. Le attività on line durante il lockdown sono state numerose: seminari e webinar sui temi della didattica a distanza e della cultura del digitale;

“Le biblioteche, istituzioni storiche e indispensabili per custodire e veicolare il sapere, vengono troppo spesso date per scontate e non sufficientemente valorizzate. Sapere digitale intende ridare centralità al loro ruolo e alla professione del bibliotecario: facilitatore dell’accesso alla conoscenza e del sapere che oggi sono veicolati in gran parte dalla rete. Anche le biblioteche devono essere pronte ad accogliere la digital transformation, utilizzando le competenze digitali per potenziare le opportunità che offre nella promozione della lettura e nell’accesso alla corretta informazione. Oltre alle dotazioni tecnologiche e alla digitalizzazione dei patrimoni, che devono essere disponibili in tutte le biblioteche, sono tantissime le opportunità che oggi il digitale offre, in particolare alle scuole ma anche a tutte e tutti i cittadini, per migliorare e rendere più coinvolgente, ricca e condivisa la pratica della lettura e l’accesso alla conoscenza” dichiara all’unisono il team di Sapere Digitale.

Le biblioteche del territorio piemontese sono le vere protagoniste del progetto che può contare su indispensabili rapporti di partenariato: con l’Associazione Italiana Biblioteche – Sezione del Piemonte, con lo SBAM, Sistema Bibliotecario dell’Area Metropolitana, con le Biblioteche Civiche Torinesi e con TorinoReteLibri.

“Sono convinto che le competenze dei bibliotecari debbano essere in primo luogo competenze informative (ricerca, valutazione e uso dell’informazione) nel senso di saper individuare l’informazione di qualità, in qualunque forma essa si presenti (scrittura, audio, video, immagine etc.). Gli strumenti di ricerca dell’informazione sono alla base della professione e il bibliotecario dovrebbe avere la capacità di saper valutare in pochi e semplici passaggi se un contenuto

digitale abbia la qualità necessaria per essere proposto alla propria utenza.

Nell’ambito delle piattaforme social saper analizzare i dati vuol dire anche comprendere gli elementi che organizzano le informazioni e saperli utilizzare a vantaggio della biblioteca stessa” dichiara Franco Orsola, della Biblioteca

Archimede di Settimo Torinese a proposito del progetto Sapere Digitale. “Penso sia necessario riflettere sulla vera collocazione che la biblioteca deve assumere rispetto la cultura digitale. Ruolo attualmente troppo limitato e scarsamente riconosciuto. La difficoltà delle biblioteche di svolgere azioni sempre più coordinate, spesso limita il loro sviluppo e la loro capacità di stare dentro al proprio tempo. Cooperazione, formazione permanente, sviluppo dell’information literacy devono sempre più diventare anelli intrecciati delle competenze professionali” commenta, invece, Enzo Borio, della Biblioteca Civica di Beinasco e presidente di AIB Piemonte.

“Le nuove tecnologie digitali e i nuovi strumenti di comunicazione stanno modificando i luoghi e le pratiche della lettura rendendo le informazioni molto più accessibili e svincolate da limiti spazio-temporali. Le nuove tecnologie permettono inoltre di avere validi strumenti, quali libri aumentati, per integrare e agevolare i processi di apprendimento tradizionali con un’infinità nuove declinazioni e personalizzazioni. Questo è sicuramente un vantaggio per tutti ma la mancanza di un processo di validazione autorevole delle fonti può portare ad un sovraccarico delle informazione – che equivale ad una non informazione – e alla circolazione di contenuti anche scorretti e fuorvianti. Per questo motivo è necessario che coloro che sono preposti alla formazione delle nuove generazioni siano adeguatamente formati nel campo dell’Information Literacy per poter trasmettere buone pratiche e un giusto approccio alle fonti” afferma Sabrina Vigna della Biblioteca di Collegno.

“È evidente che le abitudini informative delle persone sono cambiate orientandosi sempre di più verso il digitale, anche per la maggiore disponibilità di tali risorse attraverso strumenti diffusi come i cellulari e gli smartphone. La disintermediazione come effetto dell’accesso diretto alle informazioni deve costituire un richiamo forte per le biblioteche a riaffermarsi nel ruolo di sostegno ai processi di apprendimento lungo tutto l’arco della vita e di alfabetizzazione informativa e digitale; una spinta a lavorare per fornire ai cittadini gli strumenti utili a muoversi in modo critico e consapevole nel mondo dell’informazione. Le biblioteche non possono non accogliere le nuove abitudini informative, anzi, devono attrezzarsi per offrire ai lettori documenti e risorse anche digitali” conclude Silvia Basso della Biblioteca di Chieri .

Per informazioni sui vari webinar di giugno e luglio: https://www.saperedigitale.org/comitato-scientifico/

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