martedì 24 Novembre 2020

CORONAVIRUS – Conte: “Non possiamo riaprire tutti insieme, siamo ancora dentro la pandemia” (VIDEO)

CORONAVIRUS – “Un recente rapporto del Comitato tecnico-scientifico che è stato anche evocato all’origine di questa seduta viene stimato che la riapertura simultanea di tutte le attività economiche, delle scuole e di tutte le opportunità di socialità a partire dal 4 maggio porterebbe a un incremento esponenziale e incontrollato dei contagi.”

È quanto ha dichiarato il Presidente del Consiglio Giuseppe Conte in apertura del discorso effettuato in Parlamento e successivamente, al Senato.

“La misura dei sacrifici compiuti dai nostri cittadini è riassumibile, ormai conosciamo bene questa formula con “R con zero”, ovvero il tasso di diffusione dei contagi, che ad oggi è stimabile in una fascia compresa fra 0,5 e 0,7. Se questo tasso tornasse anche solo a un livello di poco superiore a 1, come sottolinea il Comitato tecnico-scientifico, si saturerebbe l’attuale numero di terapie intensive, che è di circa 9000 posti letto, entro la fine dell’anno. Bisogna considerare però che non tutte le attuali postazioni di terapie intensive potranno essere utilizzate per il COVID-19, dovranno anche essere dedicate anche ad altre patologie. Questo significa che satureremo in pochi mesi la disponibilità di posti in terapia intensiva.

L’impatto sul nostro sistema sanitario sarebbe notevole e ciò determinerebbe, con ogni probabilità, la necessità di invertire la tendenza alla riapertura delle attività, producendo conseguenze economiche ancora peggiori rispetto a quelle che stiamo sperimentando.”

Ha poi precisato che i posti di terapia intensiva non servono esclusivamente per l’emergenza Covid., e rimarcando che, alla luce di tutto ciò, l’unica via possibile è quella di procedere con prudenza.

I principali punti di crescita del contagio sono i contatti famigliari, la scuola, il lavoro e le relazioni di comunità.

“Mantenendo costante la frequenza dei contatti familiari, – ha proseguito il Premier – è evidente che, se si riaprissero simultaneamente le scuole, se si consentisse il ritorno in tutti i luoghi di lavoro e se si autorizzassero senza restrizioni le relazioni sociali, anche quelle all’interno degli esercizi pubblici, ciò equivarrebbe a dare impulso alla crescita dei contagi attraverso tutti e quattro i principali fattori di diffusione dell’epidemia.

Ed è per questa ragione, e lo illustrerò nel dettaglio, il Governo ha operato una scelta. Ha deciso di allentare le misure che avevano determinato l’arresto di molte filiere produttive. Ha scelto di ripartire dal lavoro, ovviamente nel presupposto che siano adottate tutte le misure di sicurezza sulla base di protocolli rigorosi, ai quali anche il Governo ha contribuito, insieme al Comitato tecnico-scientifico e a tutte le parti sociali perché sono stati condivisi, lo sottolineo, dalle organizzazioni sindacali e dalle organizzazioni datoriali.”

Conte ha poi rimarcato che siamo ancora dentro la pandemia, non ne siamo usciti; “Questo bisogna dirlo chiaro anche ai cittadini.”

“Il nostro Paese ha combattuto duramente, compiendo enormi sacrifici, per contrastare l’avanzata del virus. Sin dalla scoperta del primo focolaio, abbiamo via via dovuto affrontare il dolore per la perdita di più di 27.000 nostri cari, con una tendenza incrementale, che sta manifestando i primi segnali di inversione solo in questi ultimi giorni, grazie alle rigide misure di contenimento sin qui adottate. Altrettanto dura è stata la prova affrontata dai nostri operatori sanitari.

Se oggi la violenza dell’epidemia mostra i primi segnali di riduzione, perciò, non possiamo permettere che gli sforzi compiuti dai nostri cittadini, dai medici, dagli infermieri, dai lavoratori dei servizi essenziali, dalle Forze di Polizia, dalle Forze dell’Esercito, della Protezione Civile, insomma da tutti coloro che hanno permesso al Paese di sostenerci, risultino vani, per imprudenze compiute in questa fase così delicata, così sensibile. Qualsiasi atteggiamento ondivago, come passare dalla politica del “chiudiamo tutto” a quella dell’“apriamo tutto”, rischierebbe di compromettere in maniera irreversibile gli sforzi fatti fino qui.”

E ha rimarcato che la graduale riapertura delle attività produttive richiede, nei prossimi giorni, seguirà un attento monitoraggio degli andamenti epidemiologici, in base a tre fattori: il controllo giornaliero dell’andamento dell’epidemia, con il potenziamento della disponibilità anche dei test; la verifica del grado di saturazione del sistema ospedaliero, non soltanto con riferimento alle terapie intensive ma anche ai posti letto dedicati al Covid-19; e la disponibilità di dispositivi di protezione individuale, gel e materiali di protezione. Quindi preferisco dirlo forte e chiaro, e preferisco dirlo qui in Parlamento, a rischio di apparire impopolare: il Governo non può assicurare il ritorno immediato alla normalità della vita precedente.”

Conte ha poi parlato dell’app Immuni:

“In particolare, si prevede che il titolare del trattamento sia il Ministero della Salute e che l’attività sia limitata al tracciamento effettuato tramite l’utilizzo di un’applicazione istallata su base volontaria e destinata alla registrazione dei soli contatti tra soggetti che abbiano scaricato l’applicazione. È anche introdotta una disciplina puntuale, che potrà essere ulteriormente integrata dal Ministero della Salute, volta a garantire un livello di sicurezza ben adeguato ai rischi per i diritti e le libertà degli interessati. La piattaforma dovrà operare nel nostro territorio nazionale e dovrà essere affidata ad amministrazioni pubbliche o società comunque a totale partecipazione pubblica.

L’app non raccoglierà nessun dato di geolocalizzazione degli utenti. L’applicazione potrà essere scaricata gratuitamente ovviamente, l’ho già detto, volontariamente e utilizzerà codici che non permetteranno di risalire all’identità dell’utente.”

Se dovessero essere superate le soglie poste, e la situazione diventare critica, verranno poste delle misure restrittive solo nel territorio interessato.

“In questo modo potremo operare quindi differenziazioni geografiche – ha specificato il Presidente del Consiglio – anche in questa fase di allentamento delle misure, con riaperture delle attività basate su un piano caratterizzato però da precisi presupposti scientifici, che ci consentano di avere un monitoraggio efficace, sotto controllo la curva epidemiologica, non già quindi un piano rimesso a iniziative improvvide di singoli enti locali.

E voglio ricordare, nello spirito di collaborazione che questo Governo ha sempre costantemente adottato con tutti gli Enti locali, che iniziative… che allo stato delle previsioni vigenti iniziative di Enti locali che comportino l’introduzione di misure meno restrittive di quelle disposte su base nazionale, non sono possibili perché in contrasto con le norme del decreto legge n. 19 del 2020, quindi sono da considerarsi a tutti gli effetti di legge illegittime.”

Per quanto riguarda la mobilità delle persone, “dal 4 maggio ci si potrà muovere all’interno della propria Regione – oltre che per motivi di lavoro, salute e necessità – anche per andare a trovare i propri cari.

Si potrà fare attività sportiva, attività motoria non più solo nei pressi della propria abitazione, purché evitando assembramenti e mantenendo la distanza di sicurezza.

Gli atleti di sport individuali di interesse nazionale potranno tornare ad allenarsi a porte chiuse.

Se nei prossimi giorni la curva dei contagi non dovesse crescere oltre la soglia critica prudenzialmente individuata, allenteremo ulteriormente le misure, assicurando la riapertura in sicurezza del commercio al dettaglio, della ristorazione, dei servizi alla persona, certamente nel rispetto delle regole di distanziamento sociale con le quali – dobbiamo esserne consapevoli – convivremo ancora per un certo periodo di tempo.

Guardiamo ovviamente anche con apprensione al mondo dello spettacolo del teatro, al mondo della musica, del cinema. Questa mattina il Ministro Franceschini avrà un incontro con una delegazione rappresentativa. Siamo disponibili a lavorare anche con tutti gli esponenti, con tutto il mondo della cultura, dello spettacolo, del cinema, che ci sta molto a cuore ovviamente. E poi c’è il settore del turismo, settore del turismo che sarà sicuramente all’esito poi del bilancio che faremo uno dei più colpiti anche perché difficilmente potrà recuperare, rimediare a quello che è accaduto e a tutte le conseguenze pregiudizievoli sul piano economico e probabilmente avvertirà anche per vari mesi lo scotto di queste misure restrittive.

Sappiamo quanto questa crisi stia colpendo tutte queste attività, e le molte altre che non cito in dettaglio, tutte le lavoratrici, i lavoratori di questi settori. Il Governo è profondamente consapevole della necessità di consentire la riapertura degli esercizi commerciali al pubblico e dei servizi alla persona e tutte queste altre attività, ripristinarle pienamente, non appena l’andamento dei dati epidemiologici lo consentirà. E quindi lavoreremo, già in questi giorni stiamo lavorando, per definire con la massima accuratezza i protocolli specifici e quindi necessari a una ripresa in sicurezza di tutte queste attività.”

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