sabato 27 Febbraio 2021

VENARIA REALE – Venaria piange Francesco Cargnino

Com'era prevedibile, per questo 2020, non si terranno; ancora in calendario la patronale e le celebrazioni per i 70 anni della Olivetti Lettera 22

VENARIA REALE – Francesco Cargnino, presidente onorario degli Amici per la Musica, Associazione culturale, è mancato ieri sera, serenamente nella sua casa e nell’affetto dei suoi figli. Questo vuole essere un breve ricordo e un omaggio dell’Associazione al fondatore.

“Quando dopo un concerto alla Reggia Dino gli disse che sarebbe stato bello fare un concorso in quei locali, non ci pensò più di una settimana: andò a parlare con il sindaco e non so con quali altre autorità cittadine e a settembre del 1997 nacque il Concorso Musicale “Luigi Nono”.

Francesco Cargnino era fatto così: se si appassionava a un’idea, a una proposta, a un progetto, partiva in quarta e c’è da scommetterci che si sarebbe realizzato. Le difficoltà? Tutte superabili, spesso grazie alla sua tenacia e alla sua innata capacità di convincere le persone, a volte grazie alla stima che tutti avevano di lui. Si, perché anche durante il periodo in cui è stato prima giudice conciliatore e poi assessore allo sport alla fine degli anni ’60, compagni e avversari lo stimavano e riconoscevano il lui una lealtà e una dedizione non comuni.

Musicista dilettante e autodidatta aveva una passione per la musica che andava ben oltre la semplice fruizione del brano musicale. Si era laureato in chimica industriale nel 1952, diventando poi dirigente di una prestigiosa multinazionale tedesca all’inizio degli anni ’70: anche nel campo lavorativo era stimato per le sue qualità umane e per la sua competenza scientifica e manageriale. Poi, da pensionato (attivo sempre, finché la salute lo ha sorretto), è stato Presidente della Società Sportiva Aurora, Presidente dell’Uni3 di Venaria, Presidente della Scuola Materna Buridani, socio fondatore e membro attivo degli Amici per la Musica, associazione da lui fondata per gestire il “suo” concorso, che generosamente aveva poi lasciato guidare ad altri. Marito, padre, nonno e da un anno anche bisnonno ha saputo trasmettere ai suoi discendenti le sue passioni (la musica e la chimica soprattutto), comunicando sempre però la necessità di essere leali e onesti, attributi sui quali non transigeva e non ammetteva deroghe, né per sé né per gli altri. In questo momento crediamo che Venaria abbia perso un piccolo pezzo della sua storia, ma quello che riusciamo a dire è semplicemente: ciao, papà.”

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