giovedì 25 Febbraio 2021

ROCK POLITICK – Dov’era la politica prima del Coronavirus? (VIDEO)

ROCK POLITICK – “The most in the world has to be china” sono queste le parole di Donald J. Trump che accusa apertamente la Cina di aver messo mano ai dati ufficiali, riducendo sensibilmente il numero dei morti che, a parer suo, sarebbero maggiori di quelli statunitensi.

Sulle irregolarità del governo cinese non ha senso neanche discutere. Le parole di Trump sembrano essere veritiere. Ma fanno paura, tanta paura. A Novembre ci saranno le elezioni e si sa, i presidenti americani sono soliti a campagne estere folli, pur di riconfermare il loro consenso o riguadagnare quello perduto.

Ma non voglio parlare di un’eventuale fantasmagorica e fantascientifica terza guerra mondiale, degna delle migliori menti complottiste, tra Cina e U.S.A.. Questa guerra, le due superpotenze economiche del pianeta, la stanno già combattendo da anni a suon di dazi e trattati.

Quello di cui veramente vorrei parlarvi è la politicizzazione meschina, subdola e triste che ci sta aggredendo in queste settimane sui temi più caldi della nostra opinione pubblica. Trump è l’esempio di un uomo che, dopo aver insultato tutto e tutti, a partire dal virologo a capo della sua Task Force è arrivato ad accusare i vertici dell’OMS screditandoli come filocinesi. Ma non solo, Trump è anche l’uomo che ha distrutto il sistema sanitario statunitense creato dal nulla da Obama, permettendo la distruzione del welfare a favore della sua privatizzazione.

Ma veniamo a noi, all’Italia. Lo scontro “Mes vs Coronabond” ha acceso un vivacissimo dibattito nella nostra opinione pubblica, portando nuovamente gli italiani a interessarsi di politica dopo il Referendum Costituzionale del 2015. Come in quel caso, la politica ci mette contro in un dibattito che non ci riguarda. Mi spiego meglio. Il 99% del popolo italiano, obiettivamente, cosa ne capisce di Diritto Costituzionale o di Macroeconomia? Esattamente, niente. L’establishment, per l’ennesima volta, crea guerre sociali e dibattiti inutili, obbligandoci a scegliere la fazione per la quale abbiamo messo like alla pagina Facebook e Instagram di un determinato politico o di un altro. Attenzione, non sono contro la Democrazia, ma sono per l’uso della tecnica e del dialogo: in determinate circostanze non deve prevalere la smania politica dei policymakers, ma la scelta giusta per il futuro degli italiani. Ma queste ondate di odio mediatico sicuramente hanno un loro fine politico, ma per adesso stanno creando sempre piu’ incertezze e sfiducie nelle istituzioni.

DOV’ ERA LA POLITICA QUANDO SI SONO TAGLIATI FONDI PER LA SANITA’, PER L’ISTRUZIONE, PER LE PENSIONI, PER I SUSSIDI DI DISOCCUPAZIONE, PER LE PERSONE CON INVALIDITA’, etc…???

Ecco sono queste le domande che la politica ci dovrebbe porre, ossia come spendere i nostri soldi e le tasse che paghiamo, non come riformare la costituzione o che manovra economica utilizzare: per parlare di questo c’è il Parlamento, dove paghiamo profumatamente gente che in teoria dovrebbe essere in grado di saper risolvere i problemi e non di crearne altri.

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