martedì 2 Marzo 2021

BOSCONERO – “In quel posto ai tempi del Coronavirus”: lettera aperta

Del personale del Presidio Socio Sanitario Assistenziale S.Giovanni Battista di Bosconero

BOSCONERO – Riceviamo dal personale del Presidio Socio Sanitario Assistenziale S.Giovanni Battista di Bosconero, e pubblichiamo integralmente:

“IN QUEL POSTO AI TEMPI DEL CORONAVIRUS

All’inizio il coronavirus riguardava solo i cinesi, poi chi frequentava i cinesi, poi ha cominciato a riguardare anche i lombardi ma tanto era poco più di un’influenza…poi è arrivato il 23 febbraio e IL PRESIDENTE CONTE FIRMA IL PRIMO DPCM #IoRestoaCasa, misure per il contenimento e gestione dell’emergenza epidemiologica…da qui in avanti un escalation di misure restrittive ma purtroppo la diffusione c’è stata, la pandemia è arrivata E HA COLPITO ANCHE NOI…

In questo periodo leggendo o ascoltando le notizie date in tv sulla nostra struttura la domanda sarà stata: “ma come si lavora in quel posto?”

In quel posto si lavora seguendo protocolli e normative, in quel posto si lavora con i DPI SEMPRE non solo quando c’è una pandemia in corso, in quel posto abbiamo SEMPRE A DISPOSIZIONE sui nostri carrelli mascherine, guanti e visiere facciali. È vero, ad un certo punto le mascherine hanno cominciato a scarseggiare, ma è stato un problema a livello nazionale non solo nostro, dopo i primi attimi di smarrimento ci siamo attivati, le abbiamo autoprodotte sia per noi, che per gli ospiti e in seguito ce ne sono state consegnate altre dalla protezione civile…perché in quel posto la persona è al centro di tutto e per persona si intende sia che tu sia ospite sia che tu sia operatore, in quel posto quando ci sono stati i primi casi sospetti sono stati segnalati ai medici curanti, o è stato allertato il 112, la nostra etica professionale e umanità che ci contraddistingue, mai, neanche per un secondo ci ha fatto pensare di nascondere la realtà, in quel posto è sempre stato fatto tutto alla luce del sole e quando il primo caso sospetto è stato confermato, è cominciata una stretta collaborazione fra le nostre encomiabili figure di riferimento: il nostro Direttore e il nostro capo del personale con gli interlocutori esterni: il nostro Sindaco, l’Asl, sisp e protezione civile.

Sono stati messi in pratica tutti i protocolli per salvaguardare sia ospiti che operatori, sono partiti tamponi a tappeto su tutti, ospiti e operatori, cosa rara, ma purtroppo i risultati non sono stati dei migliori…chi è rimasto si è rimboccato le maniche e non si è risparmiato coprendo ore su ore giorni su giorni, non pensando alla fatica ma solo agli ospiti che avevano bisogno di aiuto…noi da casa le abbiamo sostenute e fatto il tifo per loro, purtroppo non potevamo fare altro…Ma adesso mano a mano che i tamponi daranno esito negativo torneremo, non vediamo l’ora! Perché quello non è un posto qualunque quella è la nostra casa e noi tutti assieme siamo una grande e invidiabile famiglia, e chi non si sente di farne parte forse ha capito poco di “QUEL NOSTRO AMATO POSTO”.

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