lunedì 19 Aprile 2021

VENARIA REALE – La situazione drammatica di una fioraia; Suap: “Non siamo noi a decidere”

Prima la riapertura, poi nuovamente la chiusura

VENARIA REALE – “Sono demoralizzata, non ho più parole per descrivere il mio stato d’animo e della mia socia”.

Commenta Romina Tuveri titolare del Giardino del Re gestito con Anna a Venaria, dopo aver subito un’ulteriore beffa a causa della chiusura delle attività imposta dalle restrizioni per il Coronavirus.

“Avevamo abbassato le serrande il 10 marzo, come imposto dal Dpcm, la sera prima ci avevano consegnato dall’Olanda un carico di fiori e piante che abbiamo regalato e donato in beneficenza il giorno dopo, poiché la nostra merce è deperibile – racconta tra le lacrime Romina – solo alcuni giorni fa ci telefonano dal Suap, gli uffici amministrativi del Comune, per dirci che potevamo riaprire, una boccata d’ossigeno ho pensato, ma subito mi sono sorti dei dubbi su quali basi e decreti era disposta l’apertura poiché la Federfiori chiedeva a tutti di tenere i battenti delle attività serrate, fin quando la legge non fosse stata modificata, infatti nel Dpcm del 22 marzo non si parla del codice di apertura per le attività di commercio al dettaglio di fiori e piante alle quali corrisponde il codice Ateco 47.76.10, ma bensì il provvedimento del governo autorizza ad aprire le porte al pubblico le sole attività aventi codice Ateco 01- vale a dire quelle agricole, di produzione, che nulla hanno a che fare con le attività dei fioristi, della maggior parte dei garden, dei chioschi, dei punti vendita, ma visto che ci autorizzavano ad aprire ho chiamato i fornitori dall’Olanda per farci rifornire il negozio, nemmeno il tempo di scaricare e rimettere in ordine il tutto che arriva la doccia fredda, la chiamata dagli uffici del Suap che ci comunicavano di chiudere al pubblico, dopo nemmeno una settimana dalla riapertura. Queste sono cose che non hanno senso e che mi rammaricano”.

Il Giardino del Re il primo di Aprile avrebbe dovuto festeggiare i suoi 10 anni di attività e ora invece deve fare i conti con una grave emergenza, non solo sanitaria, ma anche economica. Troppi commercianti, infatti, sostengono di sentirsi abbandonati dallo Stato, incapace di gestire la situazione “Siamo già disperati per una situazione economica fuori controllo e in più confusi dal tira e molla di dichiarazioni contrastanti sulle autorizzazioni ad aprire o non aprire, il nostro esercizio ha già subito una perdita di circa 10 mila euro, senza contare la merce buttata ,spese correnti e mancati guadagni, in questi mesi soprattutto rischiamo di perdere il business maggiore dell’anno tra matrimoni, comunioni, lauree e ora anche i funerali che in questo periodo vanno celebrati senza messa e le esequie si tengono solo al cimitero” .

Da parte degli uffici competenti c’è rammarico per l’errata interpretazione dell’ordinanza arrivata dal Mise dove purtroppo a pagarne le spese, a causa di questo cortocircuito informativo sono stati gli addetti ai lavori.  

“Non è stato il Suap di Venaria a non più concedere l’apertura degli esercizi di vicinato per la vendita di fiori – spiegano dal Suap – bensì una circolare Regionale inviata a tutti i Comuni della Regione che obbligatoriamente devono attenersi alle disposizioni impartite.
Anche il DPCM entrato in vigore il 14 aprile ha concesso le aperture delle cartolerie e degli esercizi che vendono abbigliamento per bambini, ma la Regione Piemonte, ritenuta ancora questa fase ad alto rischio, ha emanato una circolare di divieto di apertura degli stessi.”

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