mercoledì 24 Febbraio 2021

PIEMONTE – Un vademecum per ripartire

Lo sta mettendo a punto la Regione Piemonte e lo invierà a Conte

PIEMONTE – Il Piemonte sta mettendo a punto un vademecum che comprende una serie di proposte per fare ripartire in sicurezza le imprese di tutta Italia.

Da capogiro i fabbisogni indicati da 80 esperti delle Università piemontesi e dei centri di ricerca, coordinati dal Politecnico di Torino: i lavoratori italiani necessiteranno di quasi un miliardo di mascherine al mese, 9 milioni di litri di gel igienizzante, 456 milioni di guanti, 2,1 milioni di termometri.

“Invieremo questo documento al premier Conte mettendo a disposizione del Paese il lavoro di studio elaborato in Piemonte, che testeremo su un campione di realtà del territorio che si sono già rese disponibili – anticipa il presidente della Regione, Alberto Cirio – Abbiamo bisogno che le nostre imprese ripartano, ma è fondamentale che lo facciano in sicurezza perché non si vanifichino tutti gli sforzi messi in campo finora”.

Il rettore del Politecnico, Guido Saracco, aggiunge cge “la riapertura sarà un elemento chiave per la competitività delle aziende italiane, se non per la loro stessa sopravvivenza, specialmente nel caso delle piccole e medie imprese, ma la protezione è irrinunciabile”.

Il rapporto fornisce istruzioni su come gestire ingressi, turni e spazi: dalla distanza interpersonale da adottare in relazione alle superfici dei locali, all’organizzazione degli ingressi e degli spazi grazie anche all’adozione di dispositivi di monitoraggio non invasivo nel rispetto della privacy, alla suddivisione dei lavoratori in squadre. Punti chiave saranno l’utilizzo corretto di metodi semplici ed estendibili a tutte le realtà aziendali: i dispositivi di prevenzione del contagio, in primis le mascherine, la garanzia del distanziamento, l’igiene e la sanificazione dei luoghi. Da potenziare anche l’utilizzo delle tecnologie, come l’impiego di diari online per il tracciamento, metodi di screening diagnostico rapidi, economici e applicabili in larga scala (es. temperatura con visori IR durante l’intera giornata lavorativa, app di autovalutazione dei sintomi, telediagnosi, ecc.), formazione online, app per evitare di recarsi in luoghi nei quali già ci sono assembramenti, sistemi di simulazione degli spazi e dei flussi, ricorso alla realtà virtuale. Tutte le tecnologie suggerite saranno tecnicamente ed economicamente praticabili dalle grandi come dalle piccole imprese.

Si consiglia l’uso di mezzi di trasporto singoli come biciclette e scooter elettrici, con aree di parcheggio dedicate, e sistemi di trasporto aziendale a navette. Si suggerisce anche il supporto psicologico per il rientro al lavoro.

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