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sabato 16 Ottobre 2021
sabato, Ottobre 16, 2021
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VENARIA REALE – Morire al tempo del Coronavirus

Una benedizione frettolosa, dopo una vita vissuta assieme

VENARIA REALE – L’epidemia del Coronavirus, che stiamo seguendo in queste settimane, isolandoci nelle proprie case, mettendo a dura prova commercianti e industrie, sta imponendo anche, alla morte delle persone più care, di non ricevere l’estremo saluto, come se fosse una dipartita clandestina, senza gli amici e familiari.

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Un dolore che si aggiunge al dolore, con solo 5 persone ammesse al seguito per poter presenziare al funerale.

È questa la morte ai tempi del Coronavirus, con un rito veloce e nessun contatto fisico a dimostrare la vicinanza ai familiari, quelle semplici scene che siamo abituati a ricevere e le parole di conforto per chi rimane e un ultimo saluto che contiene tutto.

“Mio padre, malato terminale, non mangiava più e non rispondeva alle terapie – racconta Francesco che domenica mattina è stato privato dalla presenza del padre (decesso non legato al Coronavirus) – chiamavamo la guardia medica, il 112 cercando informazioni per poterlo alimentare almeno artificialmente, ma le risposte erano sempre le stesse, gli ospedali sono saturi, ma noi non potevamo restare inermi nel vederlo sofferente sul suo letto e allora abbiamo acconsentito al trasporto al pronto soccorso da dove non si è più risvegliato”.

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Un doppio dolore per i familiari che non hanno nemmeno potuto dargli una degno funerale.

“E’ stato rapidissimo e vuoto, con pochissima gente. Due parole del Parroco e poi subito la cremazione”. Il triste momento che stiamo vivendo è anche questo, lasciare dopo una vita insieme questo mondo, con una benedizione frettolosa e senza gli amici di sempre per l’estremo saluto.

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