giovedì 21 Gennaio 2021

CANAVESE / TORINO – Una decina di comuni in Canavese e 16 nel torinese, con almeno un caso di contagio (VIDEO)

Questi sono i comuni dove è stata confermata l'apertura del COC; la condizione per aprire il Centro Operativo Comunale è avere almeno un caso di contagio

CANAVESE / TORINO – Tutti i Comuni che hanno aperto il COC, Centro Operativo Comunale, hanno almeno un caso di contagio al Covid-19 sul territorio.

Al momento, quindi con accertati casi positivi, sono stati aperti i COC nel territorio canavesano a (dati che subiranno ancora aggiornamenti nei prossimi articoli):

Canavese: Favria, Rivarolo Canavese, Barbania, Leini, Banchette, Feletto, Pavone Canavese, Cuorgnè e, Lanzo. (Ceres non ha aperto il COC, come erroneamente detto, ma ha due volontari di Protezione Civile impiegati nell’assistenza alla popolazione).

Torinese: Torino, Coazze, Chieri, Moncalieri, Collegno e Druento, Rivoli, Sant’Ambrogio di Torino, San Mauro, Nichelino, Carmagnola, Cambiano, Carignano, Volvera, Pancalieri, Candiolo.

I centri comunali sono gestiti dal Comune con supporto di un componente della Protezione Civile (come ci spiega nel video di “Quattro chiacchiere …da remoto” il vice Presidente del Coordinamento Territoriale del volontariato di Protezione Civile Leonardo Capuano).

La funzione dei COC è quella di fornire dati al centro operativo regionale, e di supporto nei confronti delle persone, contagiate che si trovano in quarantena. L’apertura del COC è una decisione comunale, necessaria quando la persona si trova in quarantena a casa. Quindi altri comuni con casi positivi, ma non in quarantena per contagio, a casa, bensì in ospedale, non hanno aperto il COC.

Sono numerosi i volontari di Protezione Civile che sono stati attivati dall’inizio dell’emergenza, fin da quando sono stati chiamati ad allestire le tende pre-triage di fronte ai 24 ospedali della provincia di Torino.

Un’emergenza che sta mobilitando tutti.

Un’emergenza pandemica che finirà, ma ci vorrà ancora un po’ di tempo. Intanto non resta che fare una cosa: stare a casa.

Chiunque voglia collegarsi con in remoto per fare quattro chiacchiere, può contattarci al 342.8644960. Noi abbiamo l’attrezzatura, all’intervistato basta un cellulare, un paio di cuffiette e il collegamento internet.

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