giovedì 26 Novembre 2020

Coronavirus, “in Italia verso 30mila casi in pochi giorni”

“Se l’aumento del numero di pazienti infetti seguirà l’andamento esponenziale anche per la prossima settimana, ci potrebbero essere più di 30.000 infetti entro pochi giorni”. E’ la previsione dell’Istituto Mario Negri di Milano, pubblicata sulla rivista scientifica ‘The Lancet’, su come potrebbe evolversi l’emergenza Covid-19 in Italia nei prossimi giorni, se il contagio non rallenta.

Il messaggio del lavoro – condotto in collaborazione con l’università di Bergamo – è che entro metà aprile potrebbero essere necessari migliaia di posti in terapia intensiva e subintensiva. Autori gli italiani Andrea Remuzzi e Giuseppe Remuzzi. I due scienziati dell’Irccs hanno lavorato a un modello previsionale che permettesse di avere un quadro preciso della situazione in tempo utile. Le previsioni si basano sui dati disponibili relativi al numero dei pazienti Covid-19 e analizzano da un lato l’andamento del trend dei contagi e dall’altro il trend dei pazienti bisognosi di terapia intensiva.

I dati disponibili fino ad oggi forniti dal ministero della Salute, spiegano gli esperti, seguono sostanzialmente un modello esponenziale che indica un valore di R0 (numero riproduttivo, cioè il numero di persone contagiate da un singolo infetto) compreso tra 2,8 to 3,2. Con questo andamento si rischia di superare quota 30.000 infetti entro pochi giorni. Confrontando l’andamento del numero di pazienti attivi in Italia e quello registrato nella regione di Hubei in Cina, simile all’Italia per numero di abitanti e distribuzione dell’infezione, si può dedurre che entro alcuni giorni questo aumento potrebbe però divergere dall’andamento esponenziale e rallentare. “Attualmente – puntualizza Andrea Remuzzi – sono ancora pochi i dati da prendere in considerazione per formulare ipotesi più solide in merito al numero esatto di pazienti che saranno infettati nei prossimi giorni o nelle prossime settimane”.

Rispetto al numero di pazienti ricoverati in terapia intensiva, anche questo numero è aumentato in modo esponenziale sulla base dei dati forniti dal Ministero italiano della Salute con la stessa legge esponenziale. Gli esperti spiegano che i dati disponibili hanno mostrato che il trend nell’aumento del numero di pazienti che avranno bisogno di terapia intensiva aumenterà notevolmente e inesorabilmente nei prossimi giorni. Nell’articolo si prevede che questo numero potrebbe “saturare la capacità del sistema sanitario nazionale in pochi giorni”. Dato che finora, evidenzia Andrea Remuzzi, “la percentuale di pazienti che richiedono la terapia intensiva è vicina al 10% dei pazienti infetti, si può prevedere che potrebbero essere teoricamente necessari fino a 4.000 posti letto di terapia intensiva durante il periodo peggiore dell’infezione, che sarà verosimilmente tra circa 4 settimane”.

“Ci rendiamo conto – ragiona Giuseppe Remuzzi, direttore del ‘Mario Negri’ – che è molto verosimile che a questo numero di posti letto di terapia intensiva non si possa arrivare. Una percentuale speriamo significativa di pazienti accederà alla terapia intensiva, gli altri saranno trattati con supporti respiratori meno invasivi. Questa è una grossa sfida per l’Italia, perché ora ci sono poco più 5.200 posti letto in terapia intensiva in totale”.

“Abbiamo solo poche settimane per l’approvvigionamento di personale, attrezzature tecniche e materiali” che ci permettano di fronteggiare l’emergenza coronavirus nelle dimensioni che potrebbe assumere, incalza Giuseppe Remuzzi. “Sappiamo che il Governo è al lavoro per approvare una legge che consentirà al servizio sanitario di assumere 20.000 medici e infermieri e di fornire altri 5.000 ventilatori agli ospedali italiani. Queste misure rappresentano un passo nella giusta direzione, ma il nostro modello – ammonisce – ci dice che devono essere attuate con urgenza, nel giro di pochi giorni”.

“I leader politici e le autorità sanitarie nazionali” devono “muoversi il più rapidamente possibile per garantire che vi siano risorse sufficienti” per far fronte alla pandemia di nuovo coronavirus, “tra cui personale, posti letto e strutture di terapia intensiva, per quello che accadrà nei prossimi giorni e settimane”, concludono gli scienziati.

(AdnKronos)

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