martedì 18 Febbraio , 2020

IVREA – Nursind: “Subito un nuovo ospedale per Ivrea”

Nursind lancia l'appello attraverso manifesti affissi

IVREA – “Basta aspettare! Serve un nuovo ospedale per Ivrea! Operatori sanitari e cittadini lo meritano!”. È questo lo slogan che comparirà per due settimane sui manifesti per le strade della città Eporediese, a partire dal prossimo giovedì 16 Gennaio.

A lanciare l’iniziativa è Nursind, il Sindacato delle Professione Infermieristiche, che già in
passato si era fatto promotore di petizioni e altre iniziative.

“Ero personalmente presente all’ultima Conferenza dei Sindaci – dichiara Giuseppe Summa dove finalmente l’Assessore Icardi che ringrazio personalmente, ha pubblicamente riaperto il
dialogo sul nuovo ospedale di Ivrea.
Successivamente abbiamo appreso che che su proposta del Consigliere Alberto Avetta
assieme alle altre forze politiche, è stato approvato ad unanimità in Consiglio Regionale,
l’ordine del giorno relativo al nuovo ospedale.
Come sindacato la questione dell’Ospedale di Ivrea ci sta molto a cuore, pertanto ci
auguriamo e soprattutto chiediamo agli Amministratori locali di non perdere per l’ennesima
volta questo treno.
Infatti questa potrebbe essere l’ultima occasione per Ivrea e se non si dovesse agire in tempi
rapidi, fra un decennio il nosocomio Eporediese rischia seriamente di finire come
Castellamonte.”

“Per questo come sindacato abbiamo lanciato questa iniziativa. Il progetto dell’ospedale di Ivrea è fermo al 2009, quando la conferenza dei sindaci approvò
la localizzazione del nuovo ospedale di Ivrea a sud dell’area Montefibre.
Quando, negli ultimi tre anni però, l’argomento è tornato d’attualità, sono emerse numerose
divisioni tra amministratori locali. Nessuno vuole sostituirsi alla politica – prosegue
Giuseppe Summa – e rispettiamo tutte le posizioni, ma come Sindacato lanciamo un appello
urgente, affinché ognuno si assuma le proprie responsabilità, con l’obiettivo comune di
procedere rapidamente alla costruzione del nuovo ospedale.
Come già ribadito più volte, la struttura risale al 1956, quindi si tratta di un edificio datato
con elevati costi di manutenzione annuale (circa 3 milioni di euro ogni anno) e con gravi
carenze strutturali.”

“Da un punto di vista logistico – prosegue Summa – non è assolutamente al passo con i nuovi ospedali costruiti per
funzionare secondo un modello gestionale capace di coniugare l’efficienza operativa con
l’umanizzazione e con la specializzazione ed integrazione delle attività cliniche.
Inoltre, numerosi sono i reparti nei quali risulta difficile se non addirittura impossibile,
effettuare lavori di ammodernamento e manutenzione stessa.
Alcuni servizi sono sprovvisti di impianti di climatizzazione per il periodo estivo e
l’impianto di riscaldamento risulta essere decisamente datato e insufficiente durante il
periodo invernale, oltre alla quasi totale assenza di un’efficace coibentazione.
Perfino i servizi igienici non risultano più adeguati alle esigenze dei cittadini ricoverati e
ricavare degli spazi all’interno dei servizi è diventato praticamente impossibile, tanto da
ritrovarsi con alcuni servizi ambulatoriali racchiusi in pochi metri quadrati.
La struttura rende quasi impossibile l’installazione di una risonanza magnetica e del reparto
di terapia sub-intensiva più volte menzionato dallo stesso Direttore Generale, non si vede
neanche l’ombra.”

“Infine, potrebbe sembrare una banalità, ma le attuali condizioni strutturali del nosocomio
Eporediese, lo rendono addirittura poco appetibile al richiamo di numerosi professionisti,
che guarda caso sempre più si trasferiscono verso nuove strutture come ad esempio quella di
Biella.

Insomma,professionisti e cittadini, meritano un nuovo ospedale che possa tornare ad essere
il fiore all’occhiello della sanità piemontese.
Ora la parola passa alla politica.”

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