domenica 23 Febbraio , 2020

VILLANOVA D’ASTI – Il rammarico del Sindaco per l’uscita del Decreto interministeriale del 30 dicembre

“La verità è che la responsabilità è di tutti i governi che si sono succeduti negli ultimi tre anni (giallo rosso o giallo verde) che non hanno saputo mettere mano ad un decreto, se non con piccole modifiche, al fine di aiutare più comuni”

VILLANOVA D’ASTI – Il Sindaco di Villanova d’Asti, Christian Giordano, ha segnalato ai media, con una nota carica di profondo disappunto, l’uscita nei prossimi giorni, del decreto interministeriale del 30 dicembre 2019.

Riportiamo al sua nota, integralmente:

“Il Decreto assegna risorse ai comuni, per opere infrastrutturali, secondo un solo principio: quello della situazione di dissesto o comunque di un rapporto tra risultato di amministrazione ed Entrate finali di competenza Titolo 1, 2, 3, 4 e 5 individuando i comuni con il più basso rapporto (nella stragrande maggioranza dei casi un rapporto negativo dovuto ad un disavanzo dell’ente); il tutto per vostra memoria o informazione era stato da me rappresentato in una altra email sotto riportata dove chiedevamo come consiglio comunale la modifica del meccanismo di assegnazione dei contributi.

La verità è che la responsabilità è di tutti i governi che si sono succeduti negli ultimi tre anni (giallo rosso o giallo verde) che non hanno saputo mettere mano ad un decreto, se non con piccole modifiche, al fine di aiutare più comuni e comunque non solo quelli in dissesto o con un bassissimo avanzo di amministrazione comunale (come è successo in questo terzo anno di finanziamento). Il meccanismo perverso tra l’altro ha permesso a piccoli comuni (anche solo di 500 abitanti) di ottenere contributi fino a 5 milioni di euro (mi è difficile comprendere come comuni di tali entità spesso non strutturati riescano a gestire investimenti che un comune come Villanova d’Asti, 7-8 volte più grande, farebbe in due/tre anni di attività). Le nostre richieste , come quelle di molti altri comuni, hanno almeno permesso di modificare quella enorme stortura visto che ora si è limitata la richiesta di contributo ad un milione di euro per piccoli comuni: almeno ciò, grazie agli stimoli degli amministratori che vivono in prima linea le necessità e riescono ad essere concreti e fattivi ha portato con questo decreto a finanziare 300 opere contro le 150 del primo decreto del 2018.

Resta però il profondissimo rammarico di aver visto per tre anni di contributi, erogati fondi a comuni che nella stragrande maggioranza dei casi non hanno avuto una buona gestione ma i quali hanno potuto ottenere fondi straordinari, ed aggiungo, enormi per interventi sul territorio mentre i comuni virtuosi non hanno potuto fare altro che vedere i propri progetti ammessi senza poter avvicinarsi all’opportunità di dare un impulso importante per il territorio.

Decreti del genere non danno un segnale positivo e sono la cartina di tornasole di questo Paese che non ha nel Dna gli anticorpi per creare un sistema meritocratico dove colui che sbaglia, approfitta, rovina, ne paghi il prezzo e le conseguenze e sono un messaggio del tutto sbagliato nei confronti dei cittadini di quei comuni dove la maggior parte della popolazione paga regolarmente le tasse per permettere una corretta erogazione dei servizi.

Dico ciò con profondo rammarico, amando l’Italia, dopo aver dedicato già molti anni della mia vita a favore della pubblica amministrazione in qualità di amministrazione comunale; in questo trascorso ho visto troppi decreti salva città in dissesto, ingiustificati stanziamenti per città con influenza politica importante; confesso il mio totale disappunto per il messaggio che si continua a dare, come nel caso di questo decreto, che non premia chi è meritevole, chi si impegna, chi fatica e chi sa che non sono solo le elezioni ed il  tornaconto elettorale, che ha un respiro brevissimo, che hanno importanza perché poi il prezzo si paga in termini di credibilità (come ci considerano alla livello di P.A. in Europa ad esempio?) e di peso che si lascia ai posteri (se non fai altro che indebitarti qualcuno il prezzo lo dovrà pagare prima o poi) in particolare i giovani.

Sarebbe stato opportuno sostenere quante più amministrazioni possibili, trovando ulteriori meccanismi e non solo il criterio del disavanzo perché il nostro Paese è bello ma merita manutenzione ovunque e tutti i sindaci hanno sogni nel cassetto: si è persa un’occasione importante e si è dato un messaggio sbagliato. Confido che prima o poi qualcosa cambi davvero, con persone consapevoli e che abbiano davvero a cuore questo straordinario Paese.”

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