martedì 20 Ottobre 2020

SETTIMO TORINESE – Olisitem: nuova convocazione al Ministero

Sindaci ed esponenti politici richiedono tavolo Regione Piemonte – Intesa San Paolo

SETTIMO TORINESE – Diventa sempre più complessa la gestione della crisi nazionale che coinvolge la Olisistem Start di Settimo Torinese che vede coinvolti circa 400 lavoratori impegnati principalmente su commesse di Banca Intesa San Paolo.

coferlungo

Il giorno 12, a Roma, è convocato un nuovo incontro al Ministero del Lavoro al quale parteciperanno le Organizzazioni Sindacali e le Regioni in cui sono situati i principali stabilimenti Olisistem.

In tale occasione da parte Sindacale verrà evidenziata l’aggravarsi della situazione aziendale (sono 250 gli esuberi annunciati a livello nazionale) e la necessità, già più volte evidenziata, che il confronto Ministeriale, con urgenza, sia il luogo di confronto tra Azienda e parti sociali con la presenza delle principali committenze, per riportare la gestione di questa crisi in un ambito di confronto chiaro tra le parti oggi, di fatto, inesistente.

Per Vito Bianchino della Fim-Cisl “Banca Intesa San Paolo, essendo il principale committente di Olisistem, ha un ruolo fondamentale anche nell’eventuale suddivisione delle commesse di Olisistem affidandole a più aziende. Il rischio concreto è l’aumento degli esuberi. Per il ruolo anche sociale che la storica Banca Torinese, oggi nazionale e internazionale, svolge da sempre su questo territorio abbiamo l’urgente necessità di tentare ogni strada per evitare lo “spezzatino” ma soprattutto è necessario che ogni lavoratore abbia una tutela nel percorso a partire dall’applicazione di contratti nazionali confederali. Confidiamo che Intesa San Paolo, da principale committente di Olisistem, faccia valere l’attenzione sociale verso il torinese a cui è legata storicamente.”

Aggiunge Claudio Chiarle Segretario Generale della Fim-Cisl “Questa crisi si inserisce nel pesante contesto che sta vivendo l’area Torinese; Intesa San Paolo può svolgere un ruolo importante in questa vertenza consentendo, nell’affidare le sue commesse, di mantenere l’occupazione e contratti nazionali firmati dalle stesse Organizzazioni Sindacali Confederali che sono i suoi interlocutori aziendali, contribuendo così a mantenere le tutele esistenti. Nella “#VERTENZA TORINO” riteniamo fondamentali il ruolo del sistema bancario torinese e delle Fondazioni come la Compagnia di San Paolo quali protagonisti di primordine con cui costruire il rilancio industriale del territorio. Una prima occasione può essere l’appello da parte di forze politiche e Istituzioni locali per trovare soluzioni industriale e contrattuali condivise.”

Pubblichiamo qui l’appello:

“ Il quadro disastroso prospettato nei giorni scorsi dall’Amministratore unico Vito Puce prevederebbe uno “spezzatino” societario con alcuni fitti di rami di azienda finalizzati alla cessione, costituzione di Newco, presentazione del concordato in continuità, al cui termine comporterebbe 250 esuberi distribuiti sui territori di Torino, Milano, Roma, Napoli, L’Aquila e Bari, tra i comparti telecomunicazioni e metalmeccanico.

Per la sola situazione di Settimo Torinese le decisioni di Banca Intesa Sanpaolo prevedono la divisione in 3 aziende di cui una sola con il sistema dell’affitto di ramo di azienda e quindi un passaggio in continuità con le garanzie per i lavoratori. Gli altri lavoratori, si stimano quasi 200 unità, dovranno obbligatoriamente licenziarsi per essere riassunti da altre due aziende eludendo così, sia i principi della clausola sociale che il codice civile art. 2112 e le protezioni che producono in caso di passaggio ad altra azienda per cambio commessa o tramite affitto.

La suddivisione di Settimo in più realtà inoltre non permetterà più quelle dinamiche interne che permettevano ai lavoratori di essere spostati sulle commesse diverse nei casi di cali o salite evitando in questi anni il ricorso alla cassa integrazione.

Identica situazione si sta verificando sulla commessa assistenza tecnica sul territorio nazionale che si prevede sia suddivisa su altre 2 aziende dove anche qui i lavoratori coinvolti dovranno licenziarsi se vorranno essere riassunti, perdendo le attuali tutele derivanti dalle anzianità precedenti. Inoltre, su tale commessa, sono già esclusi dalla possibile ricollocazione in queste nuove aziende tutti i tecnici, si presume almeno 50, che pur lavorando oggi parzialmente per Banca Intesa San Paolo si vedranno all’improvviso senza più tale attività da svolgere e di fatto degli esuberi aggiuntivi.

Se questa fosse la realtà dei fatti, sarebbe una proposta irricevibile.

Questa situazione è per noi inaccettabile. Qui si parla di famiglie da tutelare. Seppur si devono tenere in conto i diritti del privato e del suo utile aziendale, non può e non potrà mai essere issato come priorità rispetto ai diritti e alle tutele dei lavoratori e delle loro famiglie.

– Sappiamo della disponibilità di almeno 2 aziende, tra cui un’importante multinazionale, che potrebbero rilevare l’intera commessa di Intesa Sanpaolo assicurando la piena occupazione dei lavoratori con un piano aziendale di almeno cinque anni e la totale disponibilità di sedersi al tavolo con i sindacati per trovare le tutele migliori per i lavoratori.

Questa soluzione permetterebbe di tenere insieme i diritti del committente e quello fondamentali dei lavoratori e delle loro famiglie.

Per questo con chiarezza e fermezza chiediamo: Ad Intesa San Paolo di ripensare alle sue strategie aziendali e rimettere in discussione il sistema “spezzatino” sedendosi al tavolo con le realtà disponibili a subentrare su tutta la commessa andando a garantire tutti i posti di lavoro.

Alla Regione Piemonte, ed in particolare al Presidente Alberto Cirio e all’Assessora al lavoro Elena Chiorino, di non perdere più tempo e di convocare un tavolo regionale formale e istituzionale con Intesa Sanpaolo per incentivare quei progetti che prima di tutto tutelino i lavoratori e le loro famiglie.

Al Governo di supportare le istanze sopraccitate con tutte le azioni opportune, in sinergia con le istituzioni locali e regionali coinvolte.

Siamo convinti che su situazioni di crisi del genere si debba stare insieme a tutela delle persone e dei diritti, perché se non fosse così avremo sempre di più problemi di tenuta del legame sociale.

Convinti di trovare il giusto impegno da parte di tutte le parti in causa, restiamo a disposizione per continuare questo percorso.

Original Marines
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