venerdì 10 Luglio 2020

Il progetto della Stella Polare Onlus, parte da Caselle Torinese

L'intento è quello di realizzare uno spazio privo di barriere architettoniche, arredato con mobilia, attrezzature e ausili idonei alla tipologia e al numero degli utenti ospiti

CASELLE TORINESE –  “Abbattere le barriere dei preconcetti, mettersi in gioco ed insieme giocarsi una partita ad armi pari, perché i veri limiti sono nella nostra mente” – commentava il così il primo cittadino di Caselle Torinese, Luca Baracco, dopo aver assistito ad una partita di basket dei ragazzi della Stella Polare Onlus dove ogni canestro era una emozione unica.

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La pallacanestro in carrozzina si caratterizza per la complessità delle scelte tecnico-tattiche individuali e di squadra, che riproducono in tutto e per tutto quelle di una partita di pallacanestro per normodotati ed è questo uno dei motivi, che nel 2007, alcuni volontari di Caselle Torinese e portatori di handicap creano l’associazione Stella Polare, un’associazione sociale che ha come obiettivo quello di creare attività idonee a rimuovere gli ostacoli che impediscono una piena osmosi fra il mondo normodotato e quello diversamente abile.

“Vogliamo farci conoscere e portare avanti i nostri progetti – afferma il presidente dell’associazione Antonio Lo Muscio – vogliamo portare per le strade, nelle strutture questi ragazzi disabili, i quali vengono etichettati come “persone diverse“, non rendendosi conto che sono un valore aggiunto, ma che,a vederli giocare, c’è solo tanto da imparare!” Ed è proprio questo lo scopo dell’operato dell’associazione, da sempre orientato allo sviluppo e al miglioramento della qualità della vita delle persone disabili, cercando di favorire quanto più possibile l’acquisizione di abilità e di capacità affettivo-relazionali al fine di potenziare la realizzazione personale e l’inserimento sociale. Ed è proprio con le giornate dedicate allo sport l’associazione è riuscita ad unire sotto lo stesso tetto diverse discipline sportive per disabili e per normodotati; occasione d’incontro tra il disabile e il normodotato e la necessità che lo sport per disabili non venga ghettizzato.

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“Il nostro progetto vuole essere quello di promuovere lo sport disabile con una carovana viaggiante che faccia vedere e faccia provare cosa significa vivere lo sport e il mondo da 60 cm da terra seduti su quattro ruote – conclude Lo Muscio. – E per dare vita a questo progetto e aiutare l’associazione a realizzarlo, possiamo tutti partecipare all’assegnazione di una parte dei 200.000€ che saranno donati da UniCredit votando e facendo girare sui social, una donazione che non costa nulla e che dona più gioia a chi la riceve.”

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