mercoledì 8 Luglio 2020

ROCK POLITICK – I Verdi e Elon Musk: un amore destinato a diventare sempre più forte (VIDEO)

Germania, Svizzera, Regno Unito, Austria e Francia: sono questi gli stati colpiti dallo tsunami dei Verdi che, negli ultimi anni, ha fatto incetta di voti, registrando risultati storici anche in paesi storicamente polarizzati dal punto di vista politico.

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Questa tendenza, sempre piu’ in crescita, a chi e a che cosa può essere ricondotta? La chiave di lettura piu’ semplice può essere proprio lei…ma lei chi? Vi starete chiedendo.

Greta Thunberg ovviamente, l’attivista svedese e ideatrice di “Fridays For Future”, che con le sue regolari manifestazioni per lo sviluppo sostenibile e contro il cambiamento climatico è riuscita a mobilitare gran parte della popolazione, invocando appunto quei valori post-materialistici che tanto, dagli anni ’90, sono iniziati a stare a cuore ai cittadini europei più auto-espressivi.

Com’è possibile che una studentessa di 15 anni sia riuscita ad avere un impatto politico cosi rilevante a livello internazionale nonostante la tenera età?

La causa di questo trend può essere trovata nelle strategie d’azione delle sempre più potenti lobby ambientaliste, le quali hanno intuito la forza mediatica del fenomeno Greta e hanno cercato da subito di buttarla in pasto ai mass media, consapevoli della potenza della ragazza e del suo messaggio.

Le lobby ambientaliste imprenditoriali fanno capo a uno dei personaggi più stravaganti dei nostri anni, Elon Musk, il CEO sudafricano di Tesla, naturalizzato statunitense, che ha fatto parlare molto di sé in questa settimana per il lancio del suo nuovo pick-up e per le sue strategie di marketing. Musk in pochissimo tempo è diventato uno degli uomini più influenti del panorama mondiale ed è riuscito ad avere voce in capitolo tra i consiglieri del presidente degli U.S.A. Trump, da sempre professatosi come l’ anti-paladino delle questioni climatiche.

Il CEO di Tesla è quindi l’esempio perfetto di come i lobbisty che curano gli interessi degli ambientalisti stiano aumentando sempre di più le loro risorse economiche e simboliche per competere contro le lobby petrolifere, che tanto sperano di non dover cambiare lo status quo attuale e che dominano il mercato e i processi di policy ininterrottamente dal Dopoguerra.

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È difficile stabilire una relazione concreta e formale tra le nuove aziende di sviluppo sostenibile e il partito dei Verdi, che sta raggiungendo sempre piu’ consenso come accennato in precedenza, ma sicuramente la politica è lo specchio dell’economia e della società e, quindi, una relazione tra i due fenomeni, sussiste sicuramente e non è un caso che qualche mese fa Greta Thunberg abbia ricevuto in regalo dall’ex governatore Californiano Arnold Scwarzenegger, noto per la sua carriera cinematografica e per le sue attività contro l’inquinamento e il riscaldamento globale, un’automobile Tesla, diventandone automaticamente l’ambasciatrice nel mondo.

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In Italia, come spesso accade, il fenomeno sta arrivando in ritardo, ma il partito dei Verdi è sempre in continua crescita e quest’ultimo è un dato positivo nella politica italiana in quanto il problema principale per l’opinione pubblica rimane il tema dell’immigrazione e ciò rappresenta appunto una piccola scossa per i policymakers italiani.

Non sappiamo ancora nulla su cosa ci aspetta, se vivremo in un mondo più pulito oppure se non cambierà nulla, sicuramente assisteremo a breve ad una forte guerra economica e politica tra chi appoggia le lobby ambientaliste e quelle petrolifere.

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