martedì 27 Ottobre 2020

CASTELLAMONTE – Vespia al centro della seduta di Consiglio; protocollata la posizione della maggioranza

La lettera verrà considerata come bozza da approvare e firmare da tutti, nel prossimo Consiglio

CASTELLAMONTE – La discarica di Vespia al centro dell’attenzione, nel consiglio comunale che si è tenuto ieri sera, giovedì 28 novembre, a Castellamonte.

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Nelle comunicazioni, il Sindaco Pasquale Mazza, ha di fatto anticipato la risposta all’interrogazione presentata ed inserita in extremis, del Consigliere Giovanni Maddio. Mazza ha infatti letto la lettera protocollata che esprime la posizione della maggioranza consigliare sulla discarica, e che pubblichiamo qui integralmente:

“A seguito dell’invio formale del progetto definito di “Rimodellamento finale della discarica di Vespia” da parte del gestore Agrigarden Ambiente, che è consultabile sul sito istituzionale della città di Castellamonte, nell’area Sistema Gestione Ambientale (SGA) all’indirizzo: http://www.comune.castellamonte.to.it/it-it/servizi/salvaguardare-l-ambiente-i/sistema-di-gestioneambientale-sga-730-141-1-lScebOc54ded7deb943eSd6b6G4f9Scc.”

“Dopo una attenta analisi da parte del gruppo consiliare DiversaMente Castellamonte – si legge – di tutti gli aspetti economici, tecnici e sociali, ci sembra doveroso esplicitare la posizione dell’Amministrazione Comunale a riguardo del progetto proposto.

Il gestore, nella parte iniziale del progetto, ha evidenziato alcune criticità attualmente presenti nel sito che potrebbero dar luogo a problemi in futuro nel breve medio o lungo termine, sebbene derivino dalla esecuzione materiale di quanto previsto da progetto approvato con Autorizzazione Integrata Ambientale (AIA) n. 105-1916512015 del del 2910612015, principalmente:

1- Elevata acclivitá dei versanti Nord ed Ovest con relativa difficoltà a metenere stabili gli strati di ricoprimento superficiali definitivi ed evitare fenomeni erosivi con relativi dissesti localizzati in particolare durante eventi meteorici;

2- – Instabilità del versante Est e parte del versante Sud, con presenza dì una sorta di “trincea” tra il versante naturale ed il corpo rifiuti che prevede forti pendenze sia lato versante naturale che lato rifiuti;

3- La presenza di tale “trincea” diventa via preferenziale di raccolta delle acque durante eventi meteorici, dando luogo a possibili fenomeni erosivi sullo strato di copertura definitivo dell’area interessata;

4- Ridotte pendenze degli strati di copertura definitiva sull’area sommitale del corpo rifiuti, che possono interferire con la regimazione delle acque meteoriche, a seguito di piccoli cedimenti differenziali nel tempo del corpo rifiuti;

5- Ridotto spessore dello strato di copertura vegetale sia in sommità che sulle scarpate del corpo rifiuti;”

“A queste -. prosegue la lettera – si aggiungono alcuni aspetti non menzionati direttamente negli elaborati progettuali della proposta ma che vanno necessariamente presi in considerazione ora, a garanzia del mantenimento delle condizioni di sicurezza future durante il periodo di post-mortem:

1- verifica della tenuta della vasca di raccolta percolato;

2- Mancanza di un allaccio della vasca di raccolta del percolato alla rete fognaria pubblica;

3- Malfunzionamenti della rete di captazione del biogas e presenza di sacche di percolato all’interno del corpo rifiuti, risolti in parte con la riterebrazione di pozzi duali;

4- Mancanza di accantonamenti economici sufficienti per la realizzazione del capping definitivo e gestione del periodo di post-mortem.

La maggior parte delle criticità riscontrate nella proposta di progetto “Rimodellamento finale della discarica di Vespia” è riconosciuta dal Geol. Daniele Chiuminatto, consulente tecnico incaricato dall’Amministrazione Comunale, ed è stata comunicata a tutti gli enti preposti. Per risolvere tali aspetti menzionati servono diverse centinaia di migliaia di Euro che la proprietà Agrigarden Ambiente intende ricavare, assieme ad un cospicuo utile d’impresa, attraverso il conferimento di ulteriori circa 125.000 m3 di rifiuti.

Va fatto osservare che tali criticità erano tulle presenti già nel momento dell’ingresso in discarica da parte dell’attuale gestore a Giugno 2018.

In ogni caso, pur riconoscendo le criticità tecniche ed economiche riscontrate, questa Amministrazione ritiene che le competenze atte alla soluzione ditali aspetti debbano ricadere in capo agli Enti che hanno autorizzato la realizzazione dell’impianto e che hanno incassato o incassano tuttora l’ecotassa:

– L’Associazione d’Ambito Torinese per il Governo dei Rifiuti (ATO-R) fin quando Vespia ha visto la destinazione al solo deposito di Rifiuti Solidi Urbani (RSU);

– Città Metropolitana di Torino in quanto Ente autorizzatore dell’AIA-2015;

– Regione Piemonte in quanto materiale ricettore dell’Ecotassa in ingresso in discarica.

Da ormai 25 anni la città di Castellamonte si ritrova ad avere una discarica sul proprio territorio, con notevoli disagi per la popolazione sia dal punto di vista ambientale che dal punto di vista della salute dei cittadini, li Comune, per un sito così impattante, si ritrova inoltre a dover investire risorse tecniche ed economiche al fine di garantire la massima chiarezza su tutto quello che avviene in discarica, al fine di tutelare la salute pubblica degli abitanti di tutta la zona.

Tutto ciò premesso, l’Amministrazione Comunale, pur riconoscendo la presenza delle criticità menzionate, NON RITIENE accettabile la risoluzione di queste ultime attraverso un ulteriore incremento del conferimento di rifiuti. Ci adopereremo perché tali problematiche vengano risolte attraverso la collaborazione tra gli Enti che ne hanno titolo evitando il deposito di ulteriori rifiuti a Vespia.

Per parte nostra siamo pronti a mettere a disposizione i tecnici dell’ufficio competente ed il Geologo incaricato dal Comune al controllo del sito.!

E conclude: “A tal proposito chiediamo con forza che:

1. Si arrivi alla chiusura definitiva della discarica non oltre giugno 2021 con il capping finale terminato in tutte le sue parti.

2. I costi della gestione post-mortem della discarica non ricadano sulle tasche dei cittadini castellamontesi che hanno già dovuto convivere per 25 anni con la discarica e sopportarne le conseguenze sotto tutti gli aspetti.

Quanto esposto nel presente parere dell’Amministrazione Comunale verrà fatto presente nella prossima Conferenza dei Servizi che Città Metropolitana di Torino vorrà convocare, a riguardo della proposta di progetto avanzata dal gestore, e della quale si resta in attesa.

Dopo 25 anni è arrivato il momento di chiudere definitivamente la Discarica di Vespia!”

I Consiglieri Maddio e Recco, hanno fatto presente l’importanza di prendere una posizione chiara e diretta, e Mazza ha rimarcato che loro con questa lettera l’hanno fatto, quindi si può tenere in considerazione come “bozza” da proporre al prossimo Consiglio, da approvare e far firmare da tutti.

L’Assessore Marco Bernardi Ghisla ha relazionato circa l’incontro che si è tenuto con l’Anci sulla ripartizione ai Comuni che hanno una discarica sul loro territorio, del 10% dell’ecotassa incassata dalla Regione Piemonte, secondo una normativa vigente dal 2018, che, per lo scorso anno, interessa Castellamonte per sei mesi, in quanto i primi sei messi non vi è stato conferimento in discarica. La ripartizione non riguarda soltanto il Comune sede della discarica, ma anche i comuni confinanti entro i 2 chilometri, e interessati alla viabilità entro i 3 chilometri, parametri che danno diritto alla ripartizione anche ad altri Comuni come Cintano o Strambinello, in realtà non proprio confinanti con Castellamonte.

L’Assessore con l’Anci sta ora cercando di porre rimedio alla questione, in modo da non penalizzare troppo la città che da 25 anni ospita la discarica.

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