venerdì 6 Dicembre , 2019

TORINO – Venerdì 22 sciopero del trasporto locale: lettera aperta di Ugl Autoferrotranvieri

“Scusandoci con la Cittadinanza, chiediamo al contempo il pieno sostegno a favore di una protesta che rivendica un trasporto pubblico locale puntuale, sicuro ed efficiente”

TORINO – Sciopero del trasporto pubblico locale, venerdì 22 novembre. Lo sciopero si riferisce a due differenti proclamazioni di sciopero, ciascuna della durata di 24 ore, indette dalle organizzazioni territoriali Ugl Autoferrotranvieri e da USB-Lavoro Privato, su temi correlati al Piano Industriale ed altre tematiche aziendali di GTT.

Il servizio verrà garantito nelle seguenti fasce orarie:

Servizio urbano, suburbano, metropolitana e Centri di Servizi al Cliente: dalle 6.00 alle 9.00 e dalle 12.00 alle 15.00.

Autolinee Extraurbane, linee urbane di Ivrea e Servizio Ferroviario (Sfm1 Canavesana e SfmA Torino-Aeroporto-Ceres): da inizio servizio alle 8.00 e dalle 14.30 alle 17.30.

Sarà assicurato il completamento delle corse in partenza entro il termine delle fasce di servizio garantito.

L’Ugl Ferrotranvieri ha inviato ai cittadini e alla regione una lettera aperta ai cittadini, per spiegarne le motivazioni. La pubblichiamo qui integralmente:

“Cari Cittadini Torinesi e Lavoratori GTT,
Notiamo che sistematicamente sui social il Sindaco è impegnato nel pubblicare qualcosa o quel poco che ad oggi è stato fatto per la Nostra GTT e tutto quel poco chiaramente esposto in modo enfatizzato e scollato dalla reale e dalla grave situazione nella quale versa l’Azienda.

In considerazione di questo comportamento, ci sembra corretto e doveroso da parte nostra far sapere alla cittadinanza quegli aspetti negativi che vengono puntualmente tenuti nascosti o minimizzati, comportamenti che andrebbero invece affrontati in modo serio e onesto.

In fermata, ad aspettare il bus che salta la corsa, intanto ci rimangono i Cittadini, Lavoratori che nonostante le belle parole sull’ecologia e la salvaguardia dell’ambiente, tanto pubblicizzate dall’Amministrazione Comunale, spesso si ritrovano costretti ad utilizzare l’auto per recarsi a lavoro obbligati da un servizio di trasposto pubblico che non funziona più.

Precisiamo che molti degli aspetti che andremo ad illustrare non sono sconosciuti all’Amministrazione Comunale in quanto sono tutti argomenti contenuti all’interno delle diverse procedure di sciopero che in questo ultimo anno sono stati indetti in GTT, comunicazioni che il Sindaco ha ricevuto puntualmente e che, coerentemente al suo modo di operare, ha ignorato.

Ma andiamo ai fatti e ad esporre alcuni dubbi che sorgono spontanei in una situazione di profonda crisi sociale ed economica aziendale.

Parrebbe inoltre che siano state riconosciute alcune promozioni nel mese di agosto 2019, un periodo scelto probabilmente per suscitare meno scalpore e promuovere solo pochi intimi, forse perché amici di una vecchia politica alla quale il Movimento Cinque Stelle stranamente si è sottomesso anziché combattere come ha sempre detto e promesso. In contrapposizione a questo vergognoso fenomeno ci ritroviamo invece moltissimi lavoratori di diverse categorie operative costretti ad una chiara condizione di sottoinquadramento, costretti a lavorare talvolta in condizioni di lavoro ai limiti della decenza, senza servizi igienici adeguati e senza la giusta valorizzazione per il lavoro che quotidianamente svolgono Autisti, Tecnici, Impiegati, Funzionari operativi, Ausiliari del Traffico, gli Addetti alla Sosta (PARK), nonché tutto il Personale Front Line.

Personale altamente specializzato con a proprio carico responsabilità civili e penali che ormai da anni si sente dare la solita risposta: non ci sono soldi!

Personale che puntualmente, anziché essere correttamente valutato, viene invitato a ricorrere ai Tribunali, aumentando ovviamente così costi di gestione e spese che si potrebbero evitare se il sistema non fosse malato, ma contraddistinto da incapacità gestionale e menefreghismo nei confronti dei contribuenti.

GTT viene gestita con un insolito metodo confusionale, come ad esempio parrebbe che abbia prima pensato di interrompere il costoso contratto di locazione di alcuni locali presso la stazione di Porta Nuova per ridurne i costi per poi dopo pochi giorni presentarsi un contro ordine per mantenere la gestione dei Locali in affitto.

Sembrerebbe che in meno di un anno siano stati utilizzati tutti i sostegni economici erogati dagli enti ed organi di competenza, ritornando così in una situazione che forse è ancor più grave di quella consegnata dalla precedente amministrazione. Un periodo questo che è stato esclusivamente gestito sotto diversi aspetti, a quanto pare, solo a favore del cerchio magico che ruota intorno all’Amministratore pensionato.

I magazzini ricambi sono vuoti, pare che ci sia l’indicazione di acquistare poco o niente, questo perché non ci sono soldi e poi in aggiunta una delle motivazioni potrebbe essere l’intenzione di chiudere un bilancio di fine anno in modo meno drammatico possibile, intanto però i veicoli rimangono guasti, la Cittadinanza continua ad aspettare in fermata, le strutture e alcune officine sono in qualche caso divenute fatiscenti a causa di manutenzione non più eseguita.

A raggiungere benefici di bilancio a discapito del servizio siamo in grado tutti!

Quotidianamente ci ritroviamo bersagliati sui social per l’acquisto di poche decine di veicoli nuovi che sono frutto della vecchia amministrazione ( solo circa il 5% di tutto il parco veicoli ), non viene invece detto che presso le officine, GTT si ritrova diversi veicoli fuori uso da oltre un anno per lavorazioni che sarebbero dovute invece durare solo pochi mesi.

Dedurre quale sia la conseguenza a tutto questo è molto semplice e consapevoli di essere ripetitivi, rimarchiamo il dato certo che centinaia di corse GTT vengono inevitabilmente cancellate. La motivazione è sempre la stessa, mezzi guasti per mancanza di ricambi e carenza di tecnici, con il risultato che molti autisti passano il loro tempo in sala del personale, retribuiti in attesa di un mezzo funzionante, mezzo che più delle volte non può andare in servizio.

In considerazione di questi aspetti e alla luce della mancata applicazione dei progetti

contenuti sul Piano Industriale, lo stesso oggi è da ritenersi cartastraccia.

Dei 178 nuovi mezzi che dovevano essere acquistati, ne sono arrivati soltanto 78, se poi contiamo il fenomeno di cannibalizzazione dei mezzi e il mancato completamento delle lavorazioni programmate, è evidente che il parco veicoli è attualmente in una situazione peggiore rispetto a quella dello scorso anno, ma tutti fanno finta di non vedere e di non capire, compresa l’Amministrazione Comunale!

Il progetto che prevedeva il trasferimento in Comune di 35 dipendenti GTT con mansione di ausiliari del traffico è stato contraddistinto dall’ennesima fumata nera, i Colleghi sono quasi tutti rientrati in GTT.

C’è anche il caso ancora da chiarire sulle ferrovie GTT, servizio che dal 2020 non porterà a casa più nessun introito perché il servizio è stato affidato Trenitalia.

Il problema che però ci sta più a cuore è il destino delle 120 famiglie di quei Lavoratori che potrebbero risultare in esubero rispetto al numero di dipendenti che il nuovo gestore è obbligato ad assorbire, quale sarà il loro destino?

L’immagine e la serietà Aziendale compromessa da un ritardo nella fornitura delle divise e degli indumenti da lavoro, un ritardo di circa 2 anni che ha trasmesso chiaramente quello che è oggi GTT, un’azienda trasandata e con una governance che ha dimostrato in meno di un anno essere inadeguata ed attenta soltanto ai propri interessi.

La mancata fornitura della massa vestiario rappresenta anche una grave inadempienza normativa, in quanto molti degli indumenti da lavoro, su alcuni settori, rappresentano di fatto dispositivi individuali di sicurezza.

La mancata assunzione dei 40 tecnici e il numero irrisorio di 9 autisti assunti sta determinando un’evidente collasso del sistema, alibi usato per esternalizzare manutenzione e linee a caro prezzo, a discapito dell’efficienza e delle spese di capitale pubblico.

Tutto ciò non ci stupisce, considerato che la sorte dell’ATM di Messina come fattore comune ha l’Architetto Giovanni Foti, lo stesso pare stia utilizzando lo stesso modus operandi qui in GTT. Quello che non si capisce è come mai il Sindaco abbia fatto una scelta simile, puntando su individui che parrebbero provenire da un gruppo politico che in campagna elettorale sosteneva di voler annientare, promettendo agli elettori una gestione trasparente, onesta ed eticamente corretta. Emerge da indiscrezioni e da una recente interpellanza comunale, che intanto il pensionato che dovrebbe lavorare gratuitamente, come previsto dalla Legge Madia e dopo aver ottenuto probabilmente poco meno di 100 mila euro a fine carriera, ottiene oggi, sfruttando l’attuale posizione sempre in GTT, incarichi in ASSTRA , in Aziende partners e modificando lo statuto di GTT già dai primi mesi di insediamento ottiene rimborsi da nababbo.

Continuiamo a chiedere al Sindaco un’inversione di marcia prima che sia troppo tardi e che invece di continuare a far finta di nulla, riconduca la gestione aziendale su una diversa traiettoria, indirizzi basati su quei principi etici e morali sul quale il M5S ha sempre dichiarato di essere sorretto e caratterizzato.

Uno degli aspetti più vergognosi è ad esempio che GTT ha concordato in passato con le Organizzazioni Sindacali di destinare un capitale di 70mila euro annui in un fondo di Solidarietà in aiuto alle famiglie con difficoltà economiche o per fronteggiare gravi malattie, aiuto che da più di due anni, per scelta di queste amministrazioni viene negato e non più riconosciuto per dare priorità ad importanti elargizioni economiche ad associazioni private, affitti di locazione esclusivi per i vertici aziendali e sospette vociferate promozioni al cerchio magico di una vecchia politica e tutto sempre a carico della cittadinanza e contribuenti .

Questi sono solo alcune delle motivazioni che costringono UGL e i Lavoratori GTT allo sciopero del 22 novembre 2019.

La Cittadinanza è ormai delusa da questa classe politica nel quale intravedeva una possibilità o una speranza di reale cambiamento, speranza che si è ormai dissolta rapidamente da promesse disattese e comportamenti di comodo in sintonia con la vecchia politica che ha contestato in campagna elettorale.

Scusandoci con la Cittadinanza, chiediamo al contempo il pieno sostegno a favore di una protesta che rivendica un trasporto pubblico locale puntuale, sicuro ed efficiente.”

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