sabato 14 Dicembre , 2019

Venezia: Coldiretti, danni ingenti a colture e attrezzatura

Venezia – Paura e rassegnazione di fronte all’evento straordinario che ha colpito ieri Venezia e Isole, in particolare Le Vignole che sono letteralmente finite sott’acqua. Il momento peggiore è avvenuto intorno alle ore 23 di ieri sera, quando nell’Isola l’acqua ha superato abbondantemente il metro sopra il livello dei campi mandando a fondi tutte le colture invernali a pieno campo. Acqua salsa ovunque anche dentro i capannoni dove erano parcheggiati motocoltivatori, motoseghe e attrezzatura varia che ora è inutilizzabile, da buttare via. Migliaia di euro di danni uniti al timore che anche i frutteti, oltre 400 piante da frutto abbiano subito danni irreparabili a causa della salsedine visto che ancora questa mattina l’acqua è ad un livello altissimo. Alberi di prugne, pere, mele, fichi che rischiano di non fare più frutto.

“E’ un anno da dimenticare” ha dichiarato Carlo Zangrando che a Luglio scorso aveva perso tutto il raccolto con una grandinata e maltempo di una violenza senza precedenti. Gli agricoltori dell’Isola avevano passato l’intera giornata di ieri a vuotare e pulire fossati per far fronte al maltempo che era annunciato da giorni.

“Del resto”- denunciano dall’isola – “ tre su dieci chiuse dei canali di scolo sono completamente rotte e le altre sette malfunzionanti, senza contare le condizioni degli argini dell’isola che non sono messi in sicurezza nonostante le comunicazioni al Magistrato delle Acque che non è intervenuto per la corretta manutenzione”.

Anche nell’Isola di Sant’Erasmo ci sono stati momenti di paura in particolare verso Punta Vela dove le raffiche di vento erano violentissime ma fortunatamente non ci sono stati danni rilevanti nelle aziende.

“Purtroppo questi eventi sono devastanti – afferma il presidente di Coldiretti Venezia Andrea Colla – Lo sconvolgimento dei normali cicli stagionali, infatti, impone una nuova sfida per le imprese agricole che devono interpretare le novità segnalate dalla meteorologia che ha effetti sulle colture, sulla gestione delle acque e sulla sicurezza del territorio”.

“Le precipitazioni sempre più intense e frequenti con vere e proprie bombe d’acqua si abbattono – afferma la Coldiretti – anche su un territorio reso fragile dalla cementificazione e dall’abbandono con più di nove comuni su dieci in Italia a rischio per frane o alluvioni. Il settore agricolo – sottolinea la Coldiretti – è quello più impegnato a contrastare i cambiamenti climatici ma anche quello più colpito con danni per oltre 14 miliardi di euro in un decennio, tra perdite della produzione agricola nazionale e alle infrastrutture nelle campagne”.

“L’eccezionalità degli eventi atmosferici è ormai diventata la norma anche in Italia tanto che siamo di fronte ad una evidente tendenza alla tropicalizzazione che – conclude la Coldiretti – si manifesta con una più elevata frequenza di eventi estremi con sfasamenti stagionali e territoriali, precipitazioni brevi ed intense ed il rapido passaggio dal sole al maltempo, con i cambiamenti climatici che spaventano 3 italiani su 4 (75%) secondo l’indagine Coldiretti/Ixe’-

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