venerdì 14 Agosto 2020

CANDIA – Aperto uno sportello on-line per presentare osservazioni al piano di gestione del Parco del Lago di Candia

CANDIA – Fino a martedì 19 novembre è possibile inviare osservazioni al Piano di gestione della Zona Speciale di Conservazione e della Zona di Protezione Speciale del Lago di Candia. Il Piano, i relativi elaborati e la cartografia sono stati pubblicati sul portale Internet della Città Metropolitana di Torino, Ente gestore del Parco Naturale del Lago di Candia, alla pagina http://www.cittametropolitana.torino.it/cms/fauna-flora-parchi/parchi-aree-protette/aree-naturali-protette/parco-lago-candia/

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Le osservazioni possono essere inviate agli indirizzi e-mail areeprotette@cittametropolitana.torino.it e protocollo@cert.cittametropolitana.torino.it

Il Lago di Candia e una fascia di territorio che lo circonda sono tutelati dalla Direttiva Habitat del 1992 dell’Unione Europea e dalla Direttiva Uccelli del 2009. Il Piano passa in rassegna la normativa applicabile all’area e “fotografa” la collocazione geografica del Parco, la suddivisione catastale delle proprietà, la fruizione turistica, le attività economiche, il tessuto sociale locale, le peculiarità geologiche e biologiche, lo stato di conservazione degli habitat. La parte dedicata alla strategia di gestione delinea nel dettaglio obiettivi e azioni da perseguire per tutelare gli Habitat inseriti nella Rete Natura 2000 e le specie animali e vegetali, contrastare i cambiamenti climatici, evitare che le attività agricole danneggino gli habitat protetti, attuare un monitoraggio sistematico dello stato di salute dell’ambiente.

Come sottolinea Barbara Azzarà, Consigliera metropolitana delegata all’ambiente, ai parchi e alle aree protette, “non si tratta di un semplice elenco di divieti e obblighi, ma di un’analisi accurata della situazione attuale e della previsione di obiettivi e azioni che potranno migliorare una tutela già in atto con risultati positivi”.

Il documento è stato redatto in ottemperanza all’articolo 42 della Legge regionale 19 del 2009 e al Decreto del Ministro dell’ambiente e della tutela del territorio del 3 settembre 2002, con cui sono state dettate le linee guida per la gestione dei siti “Natura 2000” previsti dalla normativa europea.

Possono presentare le loro osservazioni i singoli cittadini, gli amministratori locali, le associazioni agricole, venatorie e di protezione ambientale riconosciute dal Ministero dell’ambiente.

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PER APPROFONDIRE: IL LAGO DI CANDIA E LA RETE ECOLOGICA PROVINCIALE


Le aree naturali protette della Città Metropolitana di Torino sono i principali elementi della Rete Ecologica Provinciale, con la funzione di assicurare il mantenimento e la ricostituzione di popolazioni vitali di specie animali e vegetali nelle loro zone naturali. La loro tutela è essenziale per garantire la diversità biologica, genetica, specifica ed ecosistemica, in considerazione del loro valore ecologico, genetico, sociale, economico, scientifico, educativo, culturale, ricreativo ed estetico, in armonia con i principi della Convenzione sulla Biodiversità di Rio de Janeiro. Le aree naturali a gestione provinciale – oggi della Città Metropolitana – che sono state riconosciute dalla Legge regionale 19 del 2009 – sono sei parchi naturali protetti e due riserve naturali protette. Il Lago di Candia deriva dal processo durante il quale, circa 20mila anni fa, il Grande Ghiacciaio Balteo si ritirò all’interno della Valle D’Aosta, trasformano la precedente pianura in una corona di colline con una depressione centrale, colmata da paludi e laghi come il Sirio, il San Michele, il lago di Viverone e quello di Candia.

Lo specchio d’acqua di Candia è circondato e protetto da un paesaggio ancora integro ed esente da eccessive interferenze delle attività umane. Si tratta di una delle più importanti zone umide del Piemonte e non solo. Ne è conferma l’inserimento fra i Siti di Interesse Comunitario, ai sensi della direttiva “Habitat” dell’Unione Europea. Quello del Lago di Candia è stato il primo parco provinciale italiano, istituito nel 1995 su proposta dell’allora Provincia di Torino. I quasi 350 ettari dell’area protetta comprendono, oltre al lago vero e proprio, la palude e la paludetta, che sono le zone più significative dal punto di vista naturalistico. Il lago è situato fra il paese omonimo e Mazzè, a una quota di 226 metri. Ha una superficie di 1,5 km quadrati e una profondità media di 4,7 metri. È alimentato da alcune sorgenti situate lungo la costa meridionale. Il deflusso è assicurato dal Canale Traversaro, zona di particolare interesse per la vegetazione.

Oltre 400 sono le specie floreali presenti, fra le quali alcune varietà idrofile non comuni come il Trifoglio fibrino, l’Utricularia, la Potentilla palustre e la rarissima Violetta d’acqua (Hottonia palustris). Dal punto di vista faunistico la ricchezza maggiore è sicuramente rappresentata dall’avifauna. Situato sulla rotta “sud-occidentale”, il Lago di Candia è, infatti, un importante luogo di sosta per gli uccelli svernanti e di passo. Le specie censite sono duecento, tra le quali il Tarabuso, il Tarabusino, l’Airone rosso e la Moretta, che ha fatto del parco uno dei principali siti di nidificazione in Italia. Sul lago insistono fin dal XVI secolo dei diritti di uso civico per la pesca professionale, unica fonte di sostentamento, fino a pochi decenni or sono, per decine di famiglie locali. Tra le specie presenti, la Carpa, la Tinca, il Luccio, il Cavedano, la Scardola, il Persico trota, il Persico reale e il Pesce gatto (le ultime tre immesse). Il parco è interessante non solo per l’ambiente lacustre, ma anche per gli spazi circostanti: boschi, canneti e prati. L’area si può visitare a piedi, in bicicletta o in barca.

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Le aree naturali protette della Città Metropolitana di Torino sono i principali elementi della Rete Ecologica Provinciale, con la funzione di assicurare il mantenimento e la ricostituzione di popolazioni vitali di specie animali e vegetali nelle loro zone naturali. La loro tutela è essenziale per garantire la diversità biologica, genetica, specifica ed ecosistemica, in considerazione del loro valore ecologico, genetico, sociale, economico, scientifico, educativo, culturale, ricreativo ed estetico, in armonia con i principi della Convenzione sulla Biodiversità di Rio de Janeiro. Le aree naturali a gestione provinciale – oggi della Città Metropolitana – che sono state riconosciute dalla Legge regionale 19 del 2009 – sono sei parchi naturali protetti e due riserve naturali protette.

Il Lago di Candia deriva dal processo durante il quale, circa 20mila anni fa, il Grande Ghiacciaio Balteo si ritirò all’interno della Valle D’Aosta, trasformano la precedente pianura in una corona di colline con una depressione centrale, colmata da paludi e laghi come il Sirio, il San Michele, il lago di Viverone e quello di Candia. Lo specchio d’acqua di Candia è circondato e protetto da un paesaggio ancora integro ed esente da eccessive interferenze delle attività umane. Si tratta di una delle più importanti zone umide del Piemonte e non solo. Ne è conferma l’inserimento fra i Siti di Interesse Comunitario, ai sensi della direttiva “Habitat” dell’Unione Europea. Quello del Lago di Candia è stato il primo parco provinciale italiano, istituito nel 1995 su proposta dell’allora Provincia di Torino. I quasi 350 ettari dell’area protetta comprendono, oltre al lago vero e proprio, la palude e la paludetta, che sono le zone più significative dal punto di vista naturalistico.

Il lago è situato fra il paese omonimo e Mazzè, a una quota di 226 metri. Ha una superficie di 1,5 km quadrati e una profondità media di 4,7 metri. È alimentato da alcune sorgenti situate lungo la costa meridionale. Il deflusso è assicurato dal Canale Traversaro, zona di particolare interesse per la vegetazione. Oltre 400 sono le specie floreali presenti, fra le quali alcune varietà idrofile non comuni come il Trifoglio fibrino, l’Utricularia, la Potentilla palustre e la rarissima Violetta d’acqua (Hottonia palustris). Dal punto di vista faunistico la ricchezza maggiore è sicuramente rappresentata dall’avifauna. Situato sulla rotta “sud-occidentale”, il Lago di Candia è, infatti, un importante luogo di sosta per gli uccelli svernanti e di passo. Le specie censite sono duecento, tra le quali il Tarabuso, il Tarabusino, l’Airone rosso e la Moretta, che ha fatto del parco uno dei principali siti di nidificazione in Italia. Sul lago insistono fin dal XVI secolo dei diritti di uso civico per la pesca professionale, unica fonte di sostentamento, fino a pochi decenni or sono, per decine di famiglie locali. Tra le specie presenti, la Carpa, la Tinca, il Luccio, il Cavedano, la Scardola, il Persico trota, il Persico reale e il Pesce gatto (le ultime tre immesse). Il parco è interessante non solo per l’ambiente lacustre, ma anche per gli spazi circostanti: boschi, canneti e prati. L’area si può visitare a piedi, in bicicletta o in barca.

LA “RETE NATURA 2000”: COS’È E QUALI TUTELE AMBIENTALI PREVEDE

Per proteggere il proprio patrimonio naturale l’Unione europea ha dato vita a “Rete Natura 2000”, una vasta rete di siti protetti distribuiti sul territorio dei Paesi membri. La rete è composta da due tipologie di aree protette, iSIC-Siti di importanza comunitariacome il Parco naturale del Lago di Candia e leZPS-Zone di protezione speciale. I SIC sono stati istituiti in attuazione della Direttiva Habitat del 1992, che, nei suoi allegati, elenca i tipi di ambienti e specie animali e vegetali che è indispensabile tutelare.Le ZPS salvaguardano i volatili, in particolar modo le specie inserite negli allegati dellaDirettiva Uccelli del 1979. Ogni Stato membro propone alla Commissione europea l’elenco dei propri SIC e delle proprie ZPS. Una volta approvati dalla Commissione Europea, SIC e ZPS entrano a far parte di Rete Natura 2000, che è il più importante strumento comunitario per la conservazione della biodiversità del continente europeo. In Piemonte i SIC sono 122 e le ZPS sono 50, per una superficie totale pari al 15,6% del territorio regionale. Le aree che compongono la Rete Natura 2000 non sono riserve rigidamente protette dove le attività umane sono escluse. L’obiettivo della direttiva Habitat è garantire la protezione della natura tenendo anche conto delle esigenze economiche, sociali e culturali e delle particolarità regionali e locali. Qualsiasi piano o progetto che si voglia realizzare all’interno di un SIC e che possa avere incidenze significative sul sito deve essere sottoposto alla procedura di valutazione d’incidenza.

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