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giovedì 21 Ottobre 2021
giovedì, Ottobre 21, 2021
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TORINO – Decine di arresti per furto e riciclaggio di rame (VIDEO)

Sequestrata anche un'azienda che serviva per stoccare e “ripulire” l'oro rosso

TORINO – Dall’alba di questa mattina, lunedì 11 novembre, in Torino e nell’hinterland torinese, oltre 60 Carabinieri del Comando Provinciale di Torino stanno eseguendo un’ordinanza di custodia cautelare, emessa dal Gip di Torino su richiesta della locale Procura della Repubblica, gruppo criminalità organizzata, comune e sicurezza urbana, nei confronti degli appartenenti ad una banda criminale dedita ai furti di rame e al successivo riciclaggio dello stesso.

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Una decina le persone destinatarie dei provvedimenti restrittivi. Associazione per delinquere finalizzata alla ricettazione, riciclaggio nonché furto in concorso, i reati a vario titolo contestati dall’Autorità Giudiziaria.

Le indagini dei militari dell’Arma hanno accertato furti di migliaia di metri di cavi di rame per un valore di oltre mezzo milione di euro, avvenuti prevalentemente ai danni di impianti fotovoltaici del Nord e Centro Italia.

I Carabinieri della Compagnia Torino Oltre Dora stanno altresì sequestrando nel torinese una azienda, attraverso la quale gli indagati riuscivano a stoccare e poi a “ripulire” l’oro rosso .

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AGGIORNAMENTO – A capo dell’organizzazione i titolari di un’azienda della provincia di Torino. La ditta è ritenuta una centrale di stoccaggio e smistamento del rame rubato e il punto di riferimento per molti predoni dell’oro rosso della provincia di Torino.


Le investigazioni condotte dai carabinieri della Compagnia Torino Oltre Dora sono durate un anno ed è riuscita a dimostrare l’esistenza di un sodalizio criminale, con base operativa a Piscina. I furti di rame sono stati commessi prevalentemente da alcuni rom di un campo nomadi torinesi ai danni di impianti solari fotovoltaici di Narni (TR), Savigliano (CN), Airasca (TO), Cherasco (CN), Otricoli (TR). Sono stati documentati 15 episodi delittuosi.

Modus operandi

I titolari della ditta erano i promotori e gli organizzatori del traffico di rame che acquistavano l’oro rosso direttamente dai ladri e dopo averlo pulito e sguainato, lo rivendevano ad altre ditte per il successivo reinserimento nel mercato lecito. Alla contabile della ditta spettava l’onere di omettere le annotazioni sui registri di carico/scarico dei movimenti in ingresso e uscita dalla ditta, del rame rubato.

Ai dipendenti e operai spettava l’incarico di sguainare e triturare il rame al fine di ostacolarne l’eventuale identificazione e trasportarlo agli acquirenti ricettatori. Contestualmente è stato eseguito il sequestro preventivo della ditta e dei beni a essa riconducibili.

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